Il mercato degli affitti per studenti cambia passo: cresce il peso delle locazioni universitarie e i canoni, pur aumentando, mostrano segnali di rallentamento. Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, le grandi città confermano la pressione sulla domanda, mentre Milano segna una sosta dopo anni di rincorsa.
Un mercato in cerca di equilibrio
I contratti stipulati attraverso le agenzie affiliate analizzate dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa delineano una tendenza chiara: nella prima parte del 2025, il 5,0% delle locazioni in Italia riguarda studenti universitari, in lieve salita rispetto al 4,6% del 2024. Nei primi semestri tra il 2019 e il 2022 le quote risultavano più contenute. Intanto la richiesta di case in affitto resta alta e l’offerta fatica a reggere il passo, un quadro che ha spinto molti studenti a misurarsi con disponibilità limitate e canoni più elevati anche per effetto degli affitti brevi.
Le scelte abitative di chi studia seguono criteri precisi: immobili in buone condizioni, preferibilmente arredati, e una qualità complessiva che incida sulla quotidianità. La prossimità agli atenei resta importante, ma contano altrettanto collegamenti rapidi e affidabili. La presenza della metropolitana e di linee veloci sposta la domanda verso quartieri oltre il perimetro universitario, dove si valorizzano anche i servizi di zona. Non è solo una ricerca di un tetto, ma di un equilibrio tra studio, costi e tempo.
Le grandi città e la svolta dei numeri
Se si guarda alle sole grandi aree urbane, la quota di affitti destinati agli studenti sale in modo marcato e nella prima parte del 2025 raggiunge in media l’11,1%. Nel 2024 e nel 2023 il peso si fermava attorno al 9%, mentre tra il 2019 e il 2022 oscillava tra il 5% e il 6%. È un passaggio che racconta una presenza studentesca più incisiva nei mercati cittadini, dove la competizione per gli alloggi si fa più intensa e le scelte si orientano su soluzioni pronte all’uso.
Gli esempi aiutano a leggere il quadro: a Roma la percentuale di contratti a studenti nel primo semestre 2025 si attesta al 14,2%, a Milano raggiunge il 14,8%, mentre a Torino sfiora il 14%. Le tre città mostrano un incremento rispetto alla prima parte del 2014. In questo contesto crescono anche le locazioni condivise, soluzione con cui più studenti dividono la stessa abitazione per contenere il peso del canone e salvaguardare la qualità della vita quotidiana.
Formule contrattuali e scelte abitative
Tra le tipologie contrattuali prevale con decisione la formula transitoria, che nella prima parte del 2025 si attesta intorno al 75%, in ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti. Si riduce la quota dei contratti a canone libero, che scende al 17,6%, mentre solo nel 7,3% dei casi si ricorre al canone concordato. È una mappa che riflette esigenze temporali precise e una maggiore flessibilità nel ciclo di studi e di mobilità legato all’università.
Sul fronte dei tagli, il bilocale è la soluzione più ricercata dagli studenti e incide per il 36,0% delle locazioni. Seguono i trilocali con il 30,8%, mentre i quattro locali raggiungono il 12,8%. In numerosi casi l’abitazione viene condivisa, così da ripartire le spese e assicurarsi contesti meglio rifiniti e arredati. La casa diventa una base operativa efficiente, non solo un indirizzo, purché lo standard sia adeguato e la connessione con l’ateneo risulti fluida.
Canoni in movimento e l’eccezione di Milano
Nelle grandi città, nei primi sei mesi del 2025, i canoni proseguono la loro corsa: +3,1% per i monolocali, +2,9% per i bilocali e +3,2% per i trilocali. Rispetto al semestre precedente si nota un rallentamento della crescita, che negli ultimi anni era stata particolarmente sostenuta. Il raffreddamento della velocità non cambia la sostanza: la domanda resta vigorosa e chi cerca un alloggio incontra una disponibilità che non sempre soddisfa tempi, budget e caratteristiche desiderate.
A Milano, per la prima volta dopo la pandemia, i canoni non crescono. Hanno raggiunto livelli difficilmente sostenibili e il mercato sembra prendere fiato. La richiesta di abitazioni rimane comunque elevata, mentre l’offerta non riesce a coprire pienamente le esigenze. È un equilibrio sottile, che conferma come il nodo centrale sia la scarsità di soluzioni adeguate rispetto alla platea di chi è in cerca, studenti inclusi, nonostante la città offra collegamenti rapidi e servizi capillari.
Giovani in transito, città in trasformazione
Il profilo di chi firma un contratto è chiaro: l’85,6% degli studenti in locazione ha tra 18 e 34 anni. Una generazione abituata a muoversi, che guarda alla qualità degli spazi e alla funzionalità del quartiere. La vicinanza fisica all’ateneo cede terreno alla presenza di linee veloci come la metropolitana, capace di ricucire le distanze e di indirizzare la scelta verso nuove aree urbane dove i servizi sostengono studio e vita quotidiana.
I dati del Gruppo Tecnocasa restituiscono un quadro in cui la quota di affitti universitari cresce e il ritmo dei canoni si fa più cauto, pur restando in salita nelle grandi città. L’effetto degli affitti brevi ha inciso sull’offerta, rendendo più complicata la ricerca di soluzioni accessibili. Tra strategie, compromessi e nuove geografie della mobilità, gli studenti continuano a ridisegnare la domanda, chiedendo case dignitose, collegate e pronte ad accoglierli nel tempo, anche se per periodi limitati.
