Sabato 15 novembre, alle 18.30, il MOC di Lucca (Via Barbantini 47) ospita Carlo Denei e Fabio Nocchi per un incontro tra narrativa, satira e musica, costruito intorno ai loro romanzi e alle rispettive storie professionali.
Un incontro da vivere al MOC
Che cosa può unire un esperimento di cabaret messo in piedi in modo estemporaneo quasi trent’anni fa e le vicende paradossali di un quarantenne a cui si avverano, in modo incontrollabile, solo certi desideri? La risposta prende corpo sul palco del MOC, dove Carlo Denei e Fabio Nocchi trasformano due trame diversissime in una conversazione brillante e senza filtri. Ridendo si ragiona: lo sguardo comico permette di raccontare fragilità e slanci, inciampi e ambizioni, in un confronto che attraversa generi e formati, dalla pagina al palcoscenico, fino a toccare i retroscena del loro lavoro dietro le quinte.
L’appuntamento nasce come un incontro–spettacolo, aperto e partecipato, dove le storie si intrecciano con i percorsi di carriera. Denei e Nocchi dialogano sui fili che tengono insieme la scrittura e la scena, portando al centro i loro nuovi romanzi e le lezioni imparate in anni di televisione, carta stampata e cabaret. L’atmosfera è giocosa ma rigorosa, perché ogni aneddoto diventa spunto per comprendere meccanismi, tempi comici e costruzione dei personaggi. La leggerezza non è superficialità: è il modo con cui scavare, con intelligenza, nelle contraddizioni del presente.
Carlo Denei e il percorso che conduce a Festival
Carlo Denei porta in scena il suo Festival, romanzo che nasce dall’esperienza e dalla sensibilità di un artista abituato a leggere il mondo in controluce. Cabarettista, cantautore e monologhista di lungo corso, Denei è tra i fondatori dei mitici Cavalli Marci ed è, da anni, una delle firme di riferimento di Striscia la Notizia. La sua traiettoria professionale, nutrita di palchi, tempi comici e scrittura per la televisione, si riflette in una prosa che alterna ritmo e osservazione, ironia e precisione, restituendo al pubblico il piacere del racconto che sa far sorridere e, allo stesso tempo, pensare.
Il mondo evocato da Festival rimanda a un concorso di cabaret nato in modo quasi improvviso, come accade nelle storie che cominciano per scommessa e restano nella memoria. L’eco di quell’avventura, ambientata circa trent’anni fa, diventa materia narrativa e occasione per fare i conti con ciò che il comico svela del reale. Denei attraversa ricordi, scene e caratteri con la lucidità di chi conosce, dall’interno, le regole non scritte dell’umorismo. È nella frizione tra palcoscenico e vita che il romanzo trova la sua energia: un gioco di specchi dove la risata illumina contrasti e desideri.
Fabio Nocchi e la comicità desiderata di Quasi Tutto Ciò Che Vuoi
Fabio Nocchi presenta Quasi Tutto Ciò Che Vuoi, nuovo romanzo che parte da un’idea tanto semplice quanto irresistibile: i desideri di un quarantenne prendono forma a caso, senza logica e senza controllo. Penna satirica affilata e riconoscibile, Nocchi ha firmato rubriche sullo storico mensile Il Vernacoliere e ha lavorato come autore per Striscia la Notizia e Paperissima Sprint. Laureato in psicologia, porta nella scrittura un’attenzione particolare alle pieghe del carattere e alla percezione del quotidiano, dove l’assurdo diventa lente d’ingrandimento dell’ordinario.
Definito dall’autore un “Fantozzi Fantasy”, Quasi Tutto Ciò Che Vuoi è una metafora esatta dei malesseri esistenziali dell’uomo medio, già affrontati nel precedente romanzo Non è colpa dei brutti se sono cattivi. Qui, però, il paradosso prende il sopravvento: il caso che regola l’avverarsi dei desideri mette a nudo aspettative e paure, generando una catena di situazioni comiche e rivelatrici. Quando tutto può accadere, che cosa rimane di noi? Nocchi risponde con una satira che sa essere tenera e spietata, tracciando un ritratto in cui è facile riconoscersi.
Scrittura comica e vita vissuta
Il cuore dell’incontro è un viaggio nei meccanismi dell’umorismo narrativo: come nasce una battuta sulla pagina, come si costruisce un personaggio grottesco senza perdere verità, come si trasforma un’esperienza personale in materia letteraria. Denei e Nocchi si confrontano sul rapporto tra vita vissuta e invenzione, cercando l’equilibrio tra autenticità e finzione. La risata, dicono, è un modo diverso di guardare il reale: non lo attenua, lo mette a fuoco. Da qui parte una riflessione che attraversa generi e linguaggi, sempre con passo leggero ma solido.
Si parlerà di scrittura comica tra televisione, palco e pagina, incrociando i passaggi cruciali delle loro carriere: dai Cavalli Marci alle stanze di Striscia la Notizia, fino alle pagine de Il Vernacoliere. I retroscena del mestiere, spesso tragicomici, svelano il lavoro invisibile dietro una risata: tempi, revisioni, intuizioni, errori. L’autobiografia, come possibile chiave narrativa, si alterna a musica, psicologia e improvvisazione, in un mosaico di esperienze che mostra come le idee si accendano e si raffinino. È l’officina della comicità, raccontata senza orpelli e con generosa onestà.
Musica e accesso
A dare ritmo e respiro alla serata sarà la chitarra di Carlo Denei, con intermezzi musicali dichiaratamente “stralunati”, ironici e surreali. Quei passaggi sonori diventano parte integrante del racconto, aggiungendo una vibrazione ulteriore al dialogo. Il risultato è un contesto che oscilla con naturalezza tra recital, intervista e spettacolo dal vivo. La musica apre spazi inattesi, amplia i confini del comico e accompagna il percorso emotivo, dove la battuta incontra il pensiero e la melodia si fa complice della parola.
La formula è semplice e accogliente: ingresso libero fino a esaurimento posti. Un invito a condividere un tardo pomeriggio lucchese in cui la scrittura comica si mette a nudo e la satira assume la forma di un romanzo, davanti a chi ascolta. In Via Barbantini 47, nel cuore di Lucca, il pubblico troverà due autori che conoscono bene la scena e la pagina, pronti a raccontare come le storie nascono, crescono e arrivano a chi le legge. Si ride, ci si riconosce, si torna a casa con qualcosa in più.
