A Napoli prende forma un confronto concreto tra chi progetta le città e chi gestisce le emergenze. L’Ordine degli Architetti e la Commissione Coapsa portano al centro la riforma urbanistica campana, invitando istituzioni, accademia e professionisti a un esame operativo delle nuove regole che intrecciano pianificazione e protezione civile. Un passaggio che parla direttamente al futuro dei territori.
L’appuntamento a Napoli
Mercoledì 12 novembre, dalle 14.30 alle 18.30, la Sala Sirica di via Benedetto Brin 55, a Napoli, ospita il convegno “Urbanistica ed emergenza: un nuovo dialogo”. L’iniziativa è promossa dall’Ordine degli Architetti di Napoli e dalla Commissione Architetti Protezione Civile e Sicurezza Abitativa (Coapsa) dell’Ordine. Aprono i lavori Lorenzo Capobianco, presidente dell’Ordine, e Carlo De Luca, presidente di In/Arch Campania. La conduzione è affidata a Giuseppe Graniero, presidente della Coapsa, che accompagnerà il confronto puntando a una discussione serrata e di taglio operativo.
Il cuore del programma è la riforma urbanistica della Campania, con particolare attenzione alla L.R. 5/2024 e al R.U.A. 3/2025. L’incontro intende mettere a fuoco come la pianificazione locale si intrecci con i Piani di Protezione Civile nelle aree esposte a rischio, delineando metodi e priorità per un governo del territorio capaci di prevenire, mitigare e gestire l’emergenza. Non un esercizio accademico, ma un passaggio che misura le politiche urbane sulle necessità reali delle comunità.
La riforma urbanistica campana al centro del dibattito
Nel solco delle nuove Norme di Attuazione, l’integrazione tra strumenti urbanistici e pianificazione dell’emergenza compie un salto di qualità. Per iniziativa della Coapsa, sono state inserite disposizioni considerate di forte respiro strategico per la tutela dei territori esposti a rischio bradisismico, sismico e vulcanico. Il messaggio è netto: la forma della città non è un elemento neutro, ma incide direttamente sulla sicurezza collettiva e sulla resilienza delle comunità chiamate a fronteggiare scenari complessi.
Le nuove norme prevedono che gli strumenti urbanistici recepiscano la disciplina dei Piani di Protezione Civile, traducendola in scelte verificabili. Rientrano in questo perimetro l’individuazione di aree e immobili pubblici o dismessi da destinare temporaneamente alla prima accoglienza in emergenza, attraverso convenzioni che ne garantiscano l’uso reversibile e la compatibilità con le destinazioni di piano. Si aggiungono il potenziamento delle vie di fuga e la definizione di misure di monitoraggio della vulnerabilità del patrimonio edilizio nelle zone più esposte, con una visione che tiene insieme prevenzione e gestione.
Questa cornice normativa sancisce un principio innovativo: la pianificazione urbanistica diventa a pieno titolo uno strumento di prevenzione e resilienza, in sinergia con la protezione civile. Poche righe possono cambiare il modo in cui una città si prepara all’imprevisto, orientando le scelte di progetto, la gerarchia delle priorità e l’organizzazione dei servizi. È un cambio di passo che ambisce a rendere coerenti le mappe del rischio con le decisioni che disegnano il presente e il futuro dei luoghi.
Voci e competenze in sala
Il parterre dei relatori mette insieme responsabilità istituzionali e saperi tecnici. Intervengono Bruno Discepolo, assessore regionale all’Urbanistica, e Italo Giulivo, dirigente della Protezione Civile, insieme a Giuseppe Bencivenga, consigliere metropolitano di Napoli. Accanto a loro, Salvatore Iervolino per la Protezione Civile del Comune di Napoli porta la prospettiva delle amministrazioni locali, dove le decisioni normative incontrano i bisogni quotidiani dei cittadini. Un mosaico di ruoli, per guardare allo stesso obiettivo da angolazioni diverse.
Il confronto si arricchisce con Giulio Zuccaro, direttore del Centro Studi Plinius, e con i docenti Loreto Colombo e Pasquale De Toro, che aggiungono letture scientifiche e metodologiche. Sono previsti inoltre interventi tecnici di Lucrezia Chiapparelli, Francesco Donniacono e Antonio Verde, chiamati a dettagliare aspetti applicativi e ricadute operative. L’obiettivo è trasformare i principi in prassi, affinché la qualità dell’analisi si traduca in decisioni utili nei momenti in cui contano davvero.
Dalla proposta al risultato: il lavoro di Coapsa
Il percorso che ha portato all’inserimento delle nuove disposizioni nelle Norme di Attuazione nasce dal lavoro della Commissione Architetti Protezione Civile e Sicurezza Abitativa dell’Ordine. La Coapsa ha costruito una proposta capace di unire rigore tecnico e attenzione al territorio, individuando soluzioni mirate per le aree a maggiore esposizione. Un’esperienza che dimostra quanto il dialogo tra professioni e istituzioni possa generare risultati concreti, oltre le dichiarazioni di principio.
Il punto di arrivo è una normativa che chiede agli strumenti urbanistici di incorporare la disciplina dei piani di emergenza, attivando procedure e scelte localizzative utili nelle ore critiche. Aree per la prima accoglienza, percorsi di evacuazione potenziati, monitoraggio della vulnerabilità edilizia diventano tasselli di un’unica architettura della sicurezza. Non un’aggiunta accessoria, ma una traccia che orienta la progettazione e ribadisce responsabilità chiare per tutti gli attori coinvolti.
Questo risultato è stato possibile anche grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’Architetto Bruno Discepolo, Assessore all’Urbanistica della Regione Campania, nel recepire e valorizzare i suggerimenti tecnici avanzati dalla Commissione. Un riconoscimento che sottolinea la qualità del confronto istituzionale e conferma una scelta di metodo: ascolto, competenza e continuità dell’impegno. Quando le competenze dialogano, la normativa diventa strumento vivo, capace di incidere sul modo in cui le comunità si preparano e reagiscono.
Chiusura e prospettive operative
Le conclusioni del convegno sono affidate ad Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine e referente della Struttura tecnica nazionale di Protezione Civile. Il suo intervento tirerà le fila di una giornata pensata per costruire un linguaggio comune tra progettisti, amministratori e sistema di protezione civile, nel segno di una responsabilità condivisa. La sfida è tradurre in prassi le opportunità aperte dalla riforma, facendo della coerenza tra piani e emergenze la bussola delle scelte future.
Con “Urbanistica ed emergenza: un nuovo dialogo”, Napoli diventa il luogo in cui la riforma della Campania trova una prima verifica pubblica, attraverso un confronto che unisce esperienza sul campo e visione strategica. La direzione è segnata: pianificazione e protezione civile si incontrano per riconoscere priorità, misurare la vulnerabilità e predisporre risposte pronte. Perché la sicurezza non è un capitolo a margine, ma la trama stessa del progetto di città.
