Ritorna nel 2025 a Castellanza il ciclo “Incontri con gli autori” del CAI: tre appuntamenti serali, ingresso gratuito, nella sala conferenze della Biblioteca Civica. Libri, voci e musica guideranno il pubblico dentro montagne vissute e raccontate, tra memoria, avventura e natura. È la settima edizione di una rassegna ormai attesa dagli appassionati.
Un invito alla città e agli appassionati
La rassegna “Incontri con gli autori” del Club Alpino Italiano – Sezione di Castellanza si conferma come un approdo culturale capace di parlare a pubblici diversi. Non è solo un cartellone di presentazioni letterarie: è un modo di abitare la città, portando in un luogo aperto come la Biblioteca Civica storie che nascono tra ghiacciai e mulattiere. L’ascolto degli autori, la visione delle immagini e il dialogo con il pubblico compongono un intreccio di esperienze che accompagna fuori dalle pagine, verso il respiro ampio della montagna.
Tre serate, tre voci, tre modi di intendere il rapporto con l’ambiente d’alta quota: il percorso costruito dal CAI di Castellanza guarda alla tradizione e al presente, mescolando letteratura, ricerca e testimonianza. La montagna diventa luogo di domande, di memoria condivisa, di scoperte intime. L’ingresso libero restituisce alla comunità un’occasione di incontro accessibile, dove ciò che accade tra platea e palco somiglia a una camminata: si procede insieme, ci si ferma, si torna a guardare indietro e si riparte con passo nuovo.
Una rassegna che unisce letteratura, alpinismo e pensiero
Per il vicepresidente Silvano Landoni, la rassegna è prima di tutto uno spazio di confronto: un luogo dove le parole si affiancano alle immagini e alla musica per cercare senso. Il programma, messo a punto con cura, nasce da una sensibilità che intreccia gli orizzonti della cultura alpina con i valori del CAI. L’idea è trasformare ogni serata in un dialogo autentico, capace di raccontare la montagna non come scenografia, ma come territorio dell’anima e della memoria, dove la conoscenza procede per passi, come su un sentiero esigente e generoso.
La scelta dei libri è volutamente eterogenea e coerente allo stesso tempo. Si parte dal recupero dell’identità Walser, patrimonio antico che resiste e si rinnova. Si attraversa la ricerca di significato nell’impresa alpinistica, dove il rischio e il sogno si guardano negli occhi. Si approda infine al dialogo tra saperi in alta quota, in una civiltà montana capace di stupire per apertura e studio. Non solo per chi ama scalare: è un invito a comprendersi camminando tra storie che sanno interrogare il presente.
La montagna come scuola di vita condivisa
Il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi, legge nella montagna una palestra etica. Qui si impara che ogni traguardo chiede preparazione, misura e rispetto dell’ambiente e delle persone con cui si procede. Le stesse doti tornano utili nella vita quotidiana, nelle relazioni di lavoro e di comunità. Fatica, imprevisto, fiducia reciproca: sono esercizi costanti che insegnano a sostenersi e a decidere insieme il passo giusto.
Per Scazzosi, il cuore di questa lezione sta nella resilienza, nella solidarietà e nella responsabilità condivisa. Non contano soltanto le cime raggiunte, ma il modo in cui si costruisce il cammino, con uno sguardo a un domani più equilibrato e sostenibile. Sono principi che la banca richiama anche nel proprio agire sul territorio, sostenendo eventi in cui la cultura diventa bene comune e la montagna un’alleata educativa, capace di generare legami e consapevolezza.
Tre giovedì di novembre, alle 21
Il viaggio della settima edizione attraversa tre giovedì consecutivi di novembre, sempre alle ore 21.00: il 13, il 20 e il 27. Ogni appuntamento aggiunge una tessera nuova al mosaico della rassegna, mettendo al centro un libro e la voce del suo autore. Accanto alle presentazioni, trovano spazio momenti musicali: il 13 saranno protagonisti artisti arrivati da Gressoney, mentre nelle altre due serate si alterneranno interventi curati da appassionati della musica locale.
Il ritmo del programma è quello di una salita pensata con attenzione: si parte dalle radici, ci si misura con l’alpinismo d’alta quota e si chiude con una storia ambientata nel Quattrocento che parla al presente. Le montagne qui non sono sfondo, ma interlocutrici: ogni incontro sposta lo sguardo e suggerisce domande nuove, in un dialogo che intreccia ricerca storica, testimonianza personale e narrazione letteraria.
Radici Walser: giovedì 13 novembre
L’apertura è dedicata alla riscoperta delle origini Walser, un patrimonio di memorie e identità che attraversa i secoli. Protagonista è Nadia Guindani, naturalista e ricercatrice appassionata di storia e cultura Walser, originaria di Gressoney. Il suo volume, costruito come un ampio archivio documentale arricchito da ritratti di figure autorevoli e da fotografie d’epoca, ripercorre la storia di una comunità antichissima che oggi lavora per ritrovare se stessa e rinsaldare il legame con le montagne della Valle d’Aosta.
A guidare il pubblico attraverso questa trama di luoghi e persone sarà il professor Giancarlo Restelli, che condurrà la serata portando l’attenzione sui passaggi chiave di una vicenda collettiva radicata nelle Alpi. È un invito a tornare alle fonti, a riascoltare le voci di un mondo sospeso tra continuità e cambiamento, dove ogni documento, ogni immagine e ogni testimonianza diventa un gradino per riavvicinarsi a un’identità in movimento.
Nanga Parbat e la via perfetta: giovedì 20 novembre
Il secondo appuntamento è con Alessandra Carati e il suo La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery. Il libro racconta la straordinaria avventura di Daniele Nardi, alpinista di Sezze in provincia di Latina, capace di inseguire il proprio sogno fino all’Himalaya, dove coraggio e rischio si toccano. Nel 2019 Nardi affidò all’autrice il desiderio che la scrittura proseguisse anche qualora lui non fosse rientrato, perché la sua storia potesse raggiungere il mondo: un lascito che rende ogni pagina un gesto di testimonianza.
Nata a Monza e residente a Milano, Carati è autrice di E poi saremo salvi (Mondadori, 2021), vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima e finalista al Premio Strega, e del più recente Rosy (Mondadori, 2024). Tradotta in diverse lingue, lavora anche come curatrice editoriale. A dialogare con lei sarà Walter Polidori, istruttore nazionale di alpinismo e scrittore, che guiderà l’incontro esplorando il confine sottile tra ricerca personale, sfida estrema e passione per la montagna, dove ogni scelta chiede di essere misurata con responsabilità.
Il maestro itinerante: giovedì 27 novembre
La chiusura è affidata a Franco Faggiani con Il maestro itinerante, romanzo ambientato nel Quattrocento in Val di Pragela (oggi Pragelato). Protagonista è Bertran Guyot, un insegnante che s’inoltra tra le montagne convinto di incontrare una società primitiva e scopre invece un tessuto comunitario sorprendentemente avanzato, dove si coltivano astronomia, filosofia, matematica e arte. È una storia di sguardi che cambiano, di pregiudizi che cadono, di conoscenze che si intrecciano in quota.
Immerso in quella civiltà d’altura, Guyot impara a sua volta le regole della natura e degli uomini di montagna, riconoscendo in esse un ordine necessario. Romano di origine e milanese d’adozione, Faggiani è giornalista, fotografo e autore di romanzi e saggi pubblicati da case editrici quali Rizzoli, Terre di Mezzo, Fazi, Aboca e Mulatero. A condurre la serata sarà Pamela Lainati, giornalista pubblicista e scrittrice, che accompagnerà l’autore in un dialogo sui temi universali della conoscenza, dell’equilibrio e del rapporto tra uomo e ambiente.
Accessi, patrocinio e informazioni
Le serate si svolgono nella sala conferenze della Biblioteca Civica di Castellanza, con accesso da piazza Castegnate 2 e dal parcheggio in piazza Leonardo Cerini. L’organizzazione invita a presentarsi con qualche minuto di anticipo, per vivere l’accoglienza e prendere posto con calma. La dimensione condivisa dell’ascolto è parte integrante dell’esperienza: l’incontro con gli autori nasce nello scambio, nelle domande, nella curiosità che attraversa la sala e restituisce alle storie un’eco concreta.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Città di Castellanza, il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e la sponsorizzazione di Tecnocasa, Tecsystem, B5C, Per Bagno e Gadda. Per aggiornamenti e dettagli il riferimento è il sito ufficiale della sezione castellanzese del Club Alpino Italiano. In un tempo che chiede radici e visioni, questa rassegna riporta al centro il valore del cammino comune, perché la montagna insegna a guardare avanti senza dimenticare da dove si parte.
