Tre giorni di confronti, arte e pensiero hanno acceso Viareggio dal 7 al 9 novembre. La quinta edizione di Mèlosmente 2025, dedicata a “La Potenza del Desiderio”, ha riunito un pubblico numeroso e partecipe tra Teatro Eden e Villa Paolina, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza condivisa.
Un bilancio luminoso
Si è conclusa con un riscontro estremamente positivo la quinta edizione del Festival Culturale Mèlosmente, incentrata su “La Potenza del Desiderio”. Tra le sale del Teatro Eden e gli spazi di Villa Paolina, il pubblico ha seguito con attenzione conferenze e spettacoli teatrali, partecipando in modo attivo anche ai laboratori. L’affluenza ampia e sentita ha dato corpo a un percorso di riflessione che ha messo in relazione pensiero e azione, mostrando come il tema del desiderio possa essere vissuto e indagato in più dimensioni, senza perdere intensità e rigore.
L’entusiasmo non ha semplicemente riempito le sale: ha attraversato Viareggio (LU) e ne ha colorato le giornate, trasformando il Festival in una vera esperienza di comunità. La partecipazione calorosa ha generato un clima di dialogo e condivisione, rendendo ogni incontro un appuntamento atteso. La città ha risposto con una disponibilità rara, in cui ascolto e curiosità hanno trovato spazio comune. È in questa vibrazione collettiva che il desiderio evocato dal tema è diventato pratica concreta, un movimento condiviso capace di unire generazioni e sensibilità diverse.
Un programma che ha intrecciato scienza, arte e partecipazione attiva
Al Teatro Eden le conferenze hanno registrato il tutto esaurito, segno di un interesse trasversale per i temi affrontati. Dal confronto tra neuroscienze e filosofia alla lettura di arte e sociologia, gli interventi hanno tracciato connessioni sorprendenti, capaci di aprire spazi di riflessione concreta. La varietà degli sguardi ha permesso a ciascuno di misurarsi con il proprio modo di intendere il desiderio, trovando parole nuove per interrogarsi. Quando il sapere dialoga senza steccati, l’attenzione del pubblico diventa partecipazione autentica e condivisa.
In parallelo, a Villa Paolina i laboratori esperienziali hanno coinvolto sia le scuole sia il pubblico più ampio, offrendo strumenti per esplorare il desiderio nella sua dimensione corporea e creativa. Esercizi, pratiche e momenti guidati hanno dato forma concreta a intuizioni spesso lasciate in sospeso, facendo emergere prospettive personali. L’approccio diretto ha trasformato l’ascolto in pratica, con un coinvolgimento che ha valorizzato la pluralità delle esperienze. Capire, in questo contesto, ha significato prima di tutto sentire. A completare il quadro, la partecipazione è stata costante e curiosa.
Relatori e dialoghi
Il livello dei relatori ha segnato l’intera rassegna. Presenze come Vito Mancuso, Vittorio Gallese, Arianna Porcelli Safonov, Ermanno Cavazzoni e molti altri hanno dato sostanza a un dialogo limpido e accessibile. Disponibili al confronto diretto, hanno trasformato gli appuntamenti in spazi di scambio autentico, dove la distanza tra palco e platea si è assottigliata. Non solo lezioni, ma conversazioni vive, capaci di interpellare ognuno, in continuità con l’impianto inclusivo che ha caratterizzato questa edizione. Il risultato è stato un ascolto attento e partecipe.
Particolarmente significativa la giornata inaugurale dedicata agli studenti, MèloStudenti, che ha consolidato il ruolo del Festival come incubatore di pensiero critico per le nuove generazioni. L’approccio progettato per le scuole ha aperto un varco di dialogo tra linguaggi diversi, offrendo un terreno di confronto concreto. Incontrare il desiderio sin dai banchi significa imparare a nominarlo, a riconoscerlo, a orientarlo. È una scelta che dà continuità alla vocazione inclusiva di Mèlosmente, rendendo evidente il senso pubblico della cultura. Un investimento che guarda al futuro con responsabilità.
Viareggio abbraccia il Festival: sostegni e gratitudine condivisa
La realizzazione di questa edizione porta la firma di Alerementem-Alta Formazione (ODV), con il supporto decisivo delle istituzioni locali e dei partner. Il Festival ringrazia il Comune di Viareggio per il contributo, l’Ufficio Scolastico di Lucca e Massa-Carrara e lo sponsor iCARE per il sostegno offerto. A rendere memorabile l’esperienza è stato soprattutto il pubblico, che con la sua presenza costante ha dato vita a un’onda di partecipazione capace di moltiplicare il senso stesso dell’iniziativa. Un riconoscimento che restituisce il valore del lavoro condiviso.
Nelle parole di Sonia Cortopassi, presidente di Alerementem-Alta Formazione (ODV), questa edizione ha rappresentato un vero trionfo del desiderio. La gioia per il risultato raggiunto viene letta come prova che, quando è condiviso, il desiderio si traduce in realtà tangibile. L’auspicio è di aver consegnato a ciascun partecipante un seme di quella stessa potenza creatrice, capace di generare nuove esperienze e nuove domande, dentro e fuori le sale che hanno ospitato il Festival. Un messaggio che resta, insieme alle immagini e alle voci di questi tre giorni.
