Un incontro tra madrigale e jazz anima Milano: sabato 15 novembre, all’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, il Madrigal Trio riaccende l’eco di Marenzio, Gesualdo e Monteverdi con una prospettiva attuale. Protagonisti Oscar Del Barba, Gaia Mattiuzzi e Roberto Cecchetto, tra improvvisazione, voce ed elettronica.
L’appuntamento milanese e il programma
Il concerto è in calendario sabato 15 novembre 2025 alle ore 17.30, all’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, in corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano, nell’ambito della rassegna Atelier Musicale dell’associazione culturale Secondo Maggio. L’ingresso è fissato a 10 euro; è richiesta la tessera associativa, ordinaria a 5 euro o di sostegno a 10 euro. È disponibile l’abbonamento stagionale a 80 euro. Sul palco, il pianoforte di Oscar Del Barba, la voce e l’elettronica di Gaia Mattiuzzi, la chitarra e l’elettronica di Roberto Cecchetto. Un pomeriggio pensato per ascoltare la tradizione rinascimentale respirare con il lessico del presente.
Il percorso musicale intreccia antichi autori e pagine originali. Da Luca Marenzio emergono “Amatemi ben mio” e “Al primo vostro sguardo”; di Claudio Monteverdi risuonano “Maledetto sia l’aspetto” e “Sì dolce è il tormento”; di Carlo Gesualdo da Venosa la “Gagliarda del principe” e “Dolcissima mia vita”. A dialogare con questi brani, tre composizioni di Del Barba: “Bastian Contrario”, “Little movement” e “June 23”. Gli arrangiamenti sono tutti firmati Oscar Del Barba e la serata rappresenta una prima esecuzione per Milano. Introduce Maurizio Franco. Un programma che fa vibrare il tempo, senza spezzarne la memoria.
Un’idea sonora tra Rinascimento, Barocco e jazz contemporaneo
Il Madrigal Trio non riduce i madrigali a canzoni “standard” da trattare jazzisticamente. Piuttosto, ne accoglie le melodie e i testi come materia viva, generatrice di forme nuove. Il linguaggio storico del jazz, la vocalità e l’uso dell’elettronica vengono ripensati dentro un quadro sonoro che assorbe i colori della musica tra Rinascimento e Barocco. L’eco poetica delle antiche stanze incontra l’improvvisazione, che le restituisce un respiro diverso, mai decorativo. Nel gesto interpretativo convivono rigore e libertà: l’ornamento diventa struttura, la polifonia si apre al dialogo, il ritmo suggerisce nuovi percorsi senza smarrire il senso originario della parola cantata.
L’interesse del jazz per il madrigale non è una novità, e Atelier Musicale lo ha già esplorato in passato, ospitando concerti ispirati a quel territorio con artisti come Simona Severini e Carlo Morena. Questa tappa rilancia il tema con una postura diversa: la materia antica non viene trasfigurata in “song”, ma assunta come prisma espressivo, capace di rifrangere timbri e idee contemporanee. È un invito ad ascoltare il passato come un presente possibile, dove intervalli, cadenze e armonie rinascimentali riemergono nell’intreccio tra pianoforte, chitarra, voce e dispositivi elettronici, senza rinunciare alla dimensione improvvisativa che è cuore della pratica jazzistica.
Il tocco di Oscar Del Barba
Il lavoro di arrangiamento di Oscar Del Barba, già ospite in passato della rassegna, nasce da uno studio paziente e informato del repertorio madrigalistico. La sua doppia formazione, classica e jazz, gli consente di innestare allusioni polifoniche, contrasti armonici e microvariazioni ritmiche in un tessuto moderno, facendo del materiale storico una scintilla creativa più che un repertorio da citare. La filigrana antica diventa tessuto vivo, in un equilibrio che fa dialogare memoria, comunicazione immediata e una sensibilità aperta anche a idiomi pop e folk, già presenti in altri suoi progetti.
Come pianista jazz, Del Barba ha collaborato con musicisti di rilievo internazionale; nel mondo pop è stato al fianco di Francesco Guccini ed è molto richiesto come arrangiatore. Oggi insegna Pianoforte jazz al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, ruolo che ne conferma la versatilità e l’autorevolezza. La sua scrittura, qui, è il perno che unisce repertori e prassi differenti: l’orecchio storico e la curiosità del presente si incontrano, facendo emergere un timbro d’insieme nitido, riconoscibile, mai compiacente.
Le voci della chitarra e della voce: Cecchetto e Mattiuzzi
Roberto Cecchetto è figura di riferimento del jazz italiano ed europeo. Docente a Milano e a Siena Jazz, ha ottenuto per due volte il Top Jazz della rivista Musica Jazz. Dopo l’esordio con gli Electric Five di Enrico Rava, ha proseguito un percorso internazionale, collaborando tra gli altri con Lionel Loueke, con cui ha inciso l’album “Humanity”. La sua chitarra, qui affiancata dall’elettronica, innerva il discorso timbrico del trio con un fraseggio mobile, capace di sfumare tra accompagnamento, contrappunto e improvvisazione, in ascolto serrato della voce e del pianoforte.
Gaia Mattiuzzi porta una vocalità duttile e consapevole, capace di muoversi tra improvvisazione e repertorio colto contemporaneo. È docente di Conservatorio e frequenta ambiti sperimentali, utilizzando materiali eterogenei, anche di matrice folk o legati alle tradizioni del mondo, senza dimenticare l’elettronica. La sua voce abita il testo e lo interroga, alternando trasparenza timbrica e densità espressiva. Nel trio, la parola madrigalistica non viene illustrata, ma rilanciata: nitore del canto, ricerca timbrica e slancio improvvisativo disegnano traiettorie che si intrecciano con le armonie del pianoforte e i colori della chitarra.
La rassegna e la squadra che la guida
Atelier Musicale è alla sua XXXI edizione e porta la firma organizzativa dell’associazione culturale Secondo Maggio. Nel tempo ha costruito un percorso che intreccia memoria e attualità, aprendo spazi a progetti in cui la ricerca è sempre legata all’ascolto del pubblico. È una storia di appuntamenti che tornano e di idee che cambiano, con una programmazione capace di ospitare voci differenti e prospettive originali. Il concerto del Madrigal Trio si inserisce in questo tracciato, aggiungendo un tassello che avvicina l’eredità del madrigale all’immaginazione del jazz contemporaneo.
La direzione e il coordinamento artistico sono di Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco. L’organizzazione è curata dall’associazione Secondo Maggio, presieduta da Gianni Bombaci, con Enrico Intra nel ruolo di vicepresidente. In questa cornice, la proposta del 15 novembre trova il suo contesto naturale: una squadra che sostiene la progettualità, un pubblico abituato a farsi sorprendere, un luogo – l’Auditorium Di Vittorio – che restituisce allo sguardo e all’orecchio la vicinanza necessaria a un ascolto intenso e partecipe.
