A Roma, negli spazi della LUISS, un confronto serrato ha rimesso al centro la lotta alla violenza di genere e agli abusi digitali nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Un appuntamento che ha unito accademia, istituzioni e associazioni, chiamando studenti e professionisti a una responsabilità condivisa.
Un impegno che guarda oltre l’aula
Il Dipartimento di Giurisprudenza della LUISS sta costruendo uno spazio di dialogo stabile tra comunità accademica e territorio, per far avanzare sviluppo sociale, inclusione e valorizzazione della persona. In questo percorso, l’iniziativa dedicata al contrasto della violenza di genere è una tappa concreta di avvicinamento alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Non un rito, ma un cantiere permanente di consapevolezza: l’università offre strumenti e competenze, intrecciando saperi giuridici, realtà associative e presìdi istituzionali, perché la tutela non resti principio astratto ma diventi pratica quotidiana, anche quando il confronto si sposta sulle piattaforme digitali e nelle relazioni mediate dalla tecnologia.
La direzione di marcia è stata chiarita da Salvatore Maria Pisacane, Program Manager del Corso di Laurea in Giurisprudenza della LUISS: l’azione formativa punta a rendere studentesse e studenti protagonisti di una comunità capace di superare il divario di genere in ogni sua manifestazione. Sensibilizzare, fornire strumenti, alimentare responsabilità sono i cardini indicati da Pisacane, chiamato a collegare l’esperienza didattica con le sfide poste dall’ambiente digitale e dalle sue ricadute nelle dinamiche di potere, affinché la differenza non si traduca in disuguaglianza e le barriere culturali si dissolvano nell’impegno quotidiano, dentro e fuori l’aula.
Voci e responsabilità condivise
Ad aprire i lavori è stato Antonio Punzi, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, che ha rimarcato il ruolo cruciale dell’università nel fornire ai futuri giuristi informazioni, consapevolezza e strumenti operativi. Ha rivolto un sentito ringraziamento ai relatori, riconoscendo il valore di un dialogo che intreccia competenze diverse e prospettive complementari. Formare giuristi significa metterli nelle condizioni di comprendere ciò che accade, scegliere con responsabilità, intervenire con efficacia: questo il solco tracciato per un’istituzione che non si limita a osservare, ma si assume l’onere di agire.
A moderare il confronto è stato Edoardo Messineo (LUISS e Universitas Mercatorum). Nella sua lettura, la presenza della Polizia di Stato e dell’Associazione La Crisalide in Rete ha offerto un terreno fertile per una discussione capace di generare nuova coscienza civile. L’obiettivo indicato è quello di contribuire a riscrivere rapporti di potere fondati sul genere, per arrivare a una società che riconosca e valorizzi la dignità e le capacità di ogni persona. Un dialogo che non si esaurisce nell’evento, ma s’inserisce in un impegno quotidiano.
L’incontro si è tenuto all’interno del Rights, Community and Diversity HUB del Dipartimento, luogo pensato per far convergere ricerca, didattica e impatto sociale. L’organizzazione ha visto la collaborazione dell’Università con l’APS La Crisalide in Rete, grazie anche al contributo del Dott. Salvatore Maria Pisacane, docente e co-promotore dell’iniziativa. Questa sinergia ha dato corpo a un confronto che ha unito piani diversi: norme, prevenzione, educazione digitale, responsabilità individuale e collettiva, con l’intento di trasformare le conoscenze in azioni concrete.
Una collaborazione concreta
In vista del 25 novembre, l’Associazione La Crisalide in Rete ha intensificato il proprio lavoro di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo dichiarato di diffondere una cultura della tutela e del rispetto sin dalle nuove generazioni. Riconoscere i segnali per tempo, chiedere aiuto, saper usare gli strumenti digitali in modo consapevole: è su questa linea che l’associazione ha rafforzato il proprio impegno, pensando a interventi che parlino ai più giovani e diventino leve di cambiamento reale nelle relazioni sociali e online.
L’appuntamento si è svolto mercoledì 5 novembre, presso il Dipartimento di Giurisprudenza della LUISS. La cornice accademica ha reso possibile un confronto serrato e operativo tra mondi che spesso si incrociano solo in teoria: l’aula ha ospitato esperienze, dati e strumenti, offrendo alla comunità universitaria un’occasione per misurarsi con questioni che interrogano tanto il diritto quanto l’etica, la tecnologia e i comportamenti quotidiani di ciascuno.
Prevenire nell’era digitale
Maria Assunta Rutigliano, in rappresentanza della Polizia di Stato, ha illustrato l’azione della Polizia Postale nel contrasto ai reati commessi online, con particolare riferimento a fenomeni come il revenge porn e la violenza di genere in rete. Il suo intervento ha evidenziato la centralità della prevenzione: informare, formare, creare consapevolezza prima che l’abuso si compia. Il lavoro investigativo, ha spiegato, è essenziale, ma è ancora più decisivo costruire competenze digitali diffuse, in grado di ridurre il rischio e di sostenere chi subisce.
Roberta Bolettieri, Presidente dell’Associazione La Crisalide in Rete e Responsabile Legale della Rete dei Centri Antiviolenza La Crisalide, ha messo in evidenza come non si debba intervenire solo quando la violenza è già in fase patologica. Serve fornire alle ragazze strumenti per riconoscere i segnali in anticipo, soprattutto nel mondo digitale, promuovendo un uso consapevole dei social media e la scelta di denunciare gli abusi. Un approccio intelligente e responsabile alla comunicazione online, ha sottolineato, può diventare protezione concreta e rete di sostegno.
L’incontro ha offerto prospettive operative per studenti e operatori su come affrontare le nuove forme di violenza nate anche dall’uso improprio delle tecnologie. Capire come accadono le cose per potervi porre rimedio: questo il filo rosso emerso dal confronto, che ha intrecciato prevenzione, responsabilità individuale e risposta istituzionale. Dalla mappatura dei rischi all’educazione digitale, la discussione ha proposto strumenti utili a riconoscere, prevenire e contrastare gli abusi, in un equilibrio tra competenza giuridica e capacità di ascolto.
Il quadro dell’incontro
L’appuntamento, dal titolo “La rete che ferisce: violenza di genere e abusi digitali nell’epoca dell’intelligenza artificiale”, ha legato in modo esplicito la riflessione sulla violenza alle trasformazioni dell’intelligenza artificiale e dell’ecosistema digitale. La scelta di affrontare il tema in un contesto accademico ha permesso di incrociare testimonianze e competenze, con un’attenzione particolare alle ricadute concrete sul piano giuridico e sociale. L’obiettivo: trasformare consapevolezza in capacità di azione, senza lasciare indietro nessuno.
La platea è stata ampia e partecipe. Tra i relatori si sono alternati Maria Assunta Rutigliano per la Polizia di Stato, Roberta Bolettieri per l’Associazione La Crisalide in Rete e il Dott. Salvatore Maria Pisacane. Un confronto che ha capitalizzato il dialogo tra istituzioni e società civile, offrendo alla comunità universitaria stimoli e strumenti per riconoscere i segnali di rischio, intervenire con lucidità e sostenere percorsi di tutela che tengano insieme legalità, dignità e responsabilità condivisa.
