Esce su tutte le piattaforme e in un prestigioso supporto in vinile Fino all’alba a cantare, il nuovo lavoro di Marcello Romeo & Friends. A sostenerlo c’è La Fatina dei Fiori, ballad-madrina e portafortuna che porta con sé il respiro gentile di Bologna e apre le porte a un viaggio di memorie, incontri e canzoni.
Una pubblicazione che profuma di Bologna
Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in un’edizione in vinile di pregio, Fino all’alba a cantare trova nella presenza beneaugurante di La Fatina dei Fiori la sua “madrina”. La ballad racconta la storia di Sara Marinelli, una donna che per una vita intera ha percorso il centro di Bologna scegliendo abiti ispirati ai colori dei fiori che offriva ai passanti. In quei gesti semplici e quotidiani si concentra un universo di delicatezza che il brano consegna all’ascoltatore con pudore e grazia, come un album di immagini capace di restituire un carattere, una città e una memoria condivisa.
Quella stessa atmosfera, sospesa tra sorriso e malinconia, ha colpito anche Mara Venier: durante un ascolto dal vivo capitato per caso, la conduttrice si è lasciata avvolgere dalla canzone e ha voluto Marcello Romeo a Domenica In. Quando una storia tocca corde così intime, diventa naturalmente un portafortuna: così La Fatina dei Fiori accompagna l’uscita del disco come un talismano artistico, annunciando un percorso fatto di immagini nitide, sentimenti riconoscibili e un legame profondo con la città che le ha dato vita.
Il progetto artistico: un equilibrio tra brani intramontabili e inediti
Il cuore del progetto è un incrocio delicato e immaginifico tra brani intramontabili e inediti, cuciti dal fil rouge degli arrangiamenti inconfondibili di Roberto Costa, producer multiplatino che ha collaborato con Dalla, Mina, Ron, Luca Carboni, Stadio e Barbarossa. A lui si deve una visione sonora volutamente fuori dal tempo e fuori moda, che cerca l’essenza più che l’attualità. La lettura di Marcello Romeo sorprende per una cifra interpretativa insieme antica e moderna, capace di far risuonare ogni brano in modo personale. Gli arrangiamenti inaspettati e i diversi mondi timbrici, sempre coniugati al contenuto delle canzoni, pur senza un filo logico apparente, compongono un quadro coerente e riconoscibile, un album che si tiene insieme con naturalezza e invita l’ascolto a un viaggio tra epoche e luoghi senza smarrire identità.
Questa impostazione nasce da un racconto personale condiviso con Roberto Costa. Il titolo stesso richiama notti di gioventù trascorse davvero a cantare fino all’alba, quando i pensieri erano meno e più leggeri. Marcello Romeo gli ha parlato degli anni in cui, mentre studiava medicina all’Università, suonava il pianoforte nei night club di Bologna — soprattutto al Club 37 e all’Hobby One — e gli capitava di accompagnare artisti di passaggio, fra cui Franco Califano. Da lì l’idea: non disperdere quel mondo di canzoni all’apparenza leggere ma colme di poesia senza tempo, recuperando anche brani scritti allora e rimasti, per necessità, quasi sempre chiusi nel famoso cassetto.
La rotta di Marcello Romeo
Con questo disco Marcello Romeo definisce una rotta artistica libera dalle convenzioni e ci introduce nel suo orizzonte dove poesia, passione e professionalità s’intrecciano. C’è anche un omaggio sentito a Franco Califano, cui l’artista si è legato come pianista nelle trasferte bolognesi. Romeo dichiara di aver scelto una direzione diversa rispetto alla musica di oggi, senza rinunciare a un dialogo tra passato e presente che attraversa il progetto e ne costituisce l’identità più riconoscibile. Una sfida consapevole, che privilegia l’intensità all’effetto immediato, riportando il baricentro sull’interpretazione. L’idea è ascoltare con calma, lasciando spazio a ciò che resta.
Intorno, cresce nuovamente l’interesse per i brani cantautorali che hanno fatto la storia della musica italiana; molti giovani, ispirandosi a quei modelli, popolano le strade delle città e si esibiscono nei locali. Il rientro sulla scena matura in Teatro del Navile, proprio sotto la casa di Lucio Dalla, grazie a Nino Campisi e al format Cuore di Vinile, nato nel 2013. Nelle serate dedicate ai grandi della musica, il rapporto con un pubblico affezionato ha acceso l’attenzione anche sulle canzoni di Romeo, trasformando una scintilla in un incendio creativo. L’incontro con Raffaele Montanari di PMS Studio e con Roberto Costa ha portato all’album, curato fin nei minimi dettagli e realizzato con i migliori musicisti, pensato per un ritorno al vinile e a una musica senza tempo che si è fatta sentire come necessaria.
I compagni di viaggio e la produzione
Accanto a Marcello Romeo agiscono i suoi Friends, un gruppo di musicisti eccezionali che ha reso possibile e speciale il progetto. In testa c’è il leggendario Roberto Costa — produttore, arrangiatore e anche musicista in studio — che firma basso, tastiere, pianoforte, programmazione e cori. Con lui Filippo Lambertucci (batteria e percussioni), Agostino Raimo (chitarre elettriche e acustiche), Max Ghisle (chitarre acustiche), Daniele Bruno (pianoforte e tastiere) e Angela Nya Madonia (voci e cori). Gli assoli di chitarra in Tamarindo e Nevada e in Una ragazza in due portano la firma di Marco Bovi.
Il progetto è stato prodotto e arrangiato da Roberto Costa per PMS Studio di Raffaele Montanari ed è distribuito da Sony Orchard. Gli inediti firmati dal cantautore regalano una musica definita “garbata”, un viaggio nella sua Bologna dove volti, luoghi e dettagli si materializzano con naturalezza e arrivano dritti al cuore. È un racconto fatto di scene nitide e sensazioni riconoscibili, che conclude idealmente il percorso del disco: un ritorno alla sostanza, al gusto di ascoltare, senza rinunciare al piacere tattile del vinile e alla vivacità della pubblicazione sulle piattaforme.
