La città e lo stabilimento di Modena tornano a respirare il profumo delle granturismo: la gamma GranTurismo e GranCabrio rientra nella sua casa storica, tra linee rinnovate e mani esperte. È un ritorno che parla di identità e di futuro, celebrato con una settimana di appuntamenti e con la comunità riunita attorno al Tridente.
Il cuore torna a Modena
La decisione è ora ufficiale e scandita da date concrete: la produzione delle GranTurismo e GranCabrio sarà nuovamente avviata nello stabilimento di Viale Ciro Menotti a partire dal quarto trimestre del 2025, restituendo alla città il ruolo di regia della gamma granturismo. La conferma è arrivata in primavera attraverso le comunicazioni del Gruppo e le cronache internazionali, che hanno collegato lo spostamento da Mirafiori a Modena a una scelta strategica di posizionamento e di valorizzazione della Motor Valley. In parallelo, Mirafiori è stato indirizzato al lancio della nuova Fiat 500 Hybrid, passaggio che consente di bilanciare capacità produttiva e domanda. È in questo quadro che oggi, giovedì 6 novembre 2025, Modena alza la saracinesca su un nuovo capitolo operativo e simbolico.
Lo stabilimento modenese, rinnovato nei reparti chiave, diventa il fulcro di un hub di alta gamma capace di accogliere tutte le versioni dei due modelli su un’unica linea multi‑energia. Le note diffuse nei mesi scorsi hanno rimarcato come la “casa del Tridente” fosse pronta ad aggiungere “un altro gioiello alla sua corona”, aprendo i cancelli anche al pubblico nelle ricorrenze cittadine per mostrare da vicino processi, saperi e vetture. L’orientamento è netto: far confluire nel perimetro modenese sviluppo, industrializzazione e personalizzazione, con una catena del valore che tenga insieme tradizione e tecnologia in modo coerente e verificabile.
Una settimana che parla la lingua della città e celebra il Tridente
La festa non si consuma in un singolo brindisi. Dal 5 al 9 novembre Modena vive un calendario di eventi pensato per congiungere cultura e meccanica, tra incontri con lavoratori, clienti, istituzioni e cittadini. Il sipario si è alzato al Teatro Comunale Pavarotti‑Freni, dove sono state presentate due one‑off “Meccanica Lirica” dedicate a GranTurismo e GranCabrio, un omaggio alla città dell’opera e all’ingegneria granturismo. In qualità di Main Partner, Sonus faber accompagna l’esperienza con un dialogo tra suono e materia, segno di una collaborazione che negli ultimi mesi si è vista anche su palcoscenici internazionali.
La cornice culturale non è riempita di orpelli: è l’ossatura di un racconto industriale che torna al punto di origine. La formula “Meccanica Lirica” richiama la prima granturismo modenese del 1947 e annoda presente e memoria, mentre la città diventa palcoscenico diffuso di visite, atelier temporanei e dialoghi con i tecnici che le auto le fanno davvero. In questo contesto, l’annuncio del ritorno in produzione a Modena diventa messaggio al territorio: un impegno che trascende la celebrazione e rientra in un percorso di rilancio misurabile nei mesi e negli output di linea.
BottegaFuoriserie, artigianato che diventa strategia
A 48 ore dalla festa, è arrivato l’altro tassello: BottegaFuoriserie, il nuovo progetto che unisce in un’unica regia l’esperienza artigiana e la ricerca di Alfa Romeo e Maserati. Presentato il 4 novembre e affidato alla guida di Cristiano Fiorio, il perimetro opera tra Modena, Torino e Arese con l’obiettivo di dare forma a one‑off e few‑off, personalizzazioni profonde, programmi heritage e lavorazioni ad altissimo contenuto estetico e tecnico. È un cantiere creativo che mette ordine e ambizione nella galassia delle personalizzazioni, con Modena come sede pulsante.
Il disegno strategico poggia su fondamenta tangibili: nella storica sede di Viale Ciro Menotti è nato il nuovo spazio Officine Fuoriserie Maserati, dotato di linea di verniciatura avanzata e processi pensati per portare la quota di vetture personalizzate in salita rispetto ai livelli dell’ultimo esercizio. L’investimento dedicato e gli obiettivi dichiarati – più ordini su misura, maggiore valore medio per vettura – sono stati illustrati a fine marzo insieme a una capacità giornaliera di lavorazioni dedicate che punta a crescere nei prossimi mesi. L’idea è semplice: trasformare l’unicità in leva industriale, non in eccezione.
Dall’atelier alle linee: personalizzazione, vernici e memoria storica
La personalizzazione non vive da sola: accanto al nuovo atelier, Officine Classiche Maserati sostiene i proprietari con certificazioni d’originalità, manutenzioni dedicate e restauri, unendo archivio storico, perizia e controlli tecnici in centinaia di verifiche per singola vettura. È un servizio che tutela patrimonio e valore nel tempo e che dà una casa autorevole a collezionisti e clienti, creando un ponte tra le gran turismo più recenti e le icone costruite decenni fa. L’heritage così inteso smette di essere un semplice racconto e diventa un prodotto con standard e procedure.
Nella stessa traiettoria, la nuova officina di Modena integra processi e colori fuori catalogo grazie a una catena vernici tra le più raffinate del perimetro Stellantis. Qui le richieste dei clienti convergono nel perimetro di BottegaFuoriserie e vengono orchestrate con l’obiettivo di restituire unicità certificabile, anche quando riguardano progetti speciali su vetture Quadrifoglio o su allestimenti che richiedono cicli di verniciatura e finitura complessi. Il risultato è un linguaggio estetico coerente con la tradizione italiana ma reso attuale da processi misurabili, tracciati e replicabili solo quando il cliente lo desidera.
Un asse produttivo che unisce Modena, Torino e Cassino
Il riequilibrio industriale non isola Modena: lo completa. Il Grecale, oggi modello di maggior diffusione per volumi, continua a nascere nello stabilimento di Cassino, dove condivide la linea con Giulia e Stelvio. In questi mesi il plant laziale ha alternato stop e ripartenze per adeguarsi a un mercato difficile, mentre il costruttore ha esteso la vita industriale di Giulia e Stelvio fino al 2027 per accompagnare la transizione con realismo e continuità. È un equilibrio delicato, ma necessario per proteggere competenze e occupazione.
Il trasferimento delle granturismo da Mirafiori a Modena libera a Torino lo spazio per l’avvio della nuova 500 Hybrid, mossa giudicata essenziale per rianimare volumi e saturare le linee torinesi. Secondo la stampa specializzata, alcune lavorazioni di carrozzeria e verniciatura dei modelli Maserati potranno continuare a transitare da Torino per poi completarsi a Modena, a dimostrazione di una filiera che non si spezza ma si ricompone con logiche di efficienza e prossimità tra siti. È un mosaico che, tessera dopo tessera, ridisegna la geografia produttiva italiana.
Le sportive e la nuova MCPura
Il rinnovamento non riguarda solo dove si produce, ma anche cosa. La supercar modenese evolve: la MCPura aggiorna la piattaforma della nota MC20 con interventi di stile ispirati alla GT2 Stradale, affinamenti interni e il V6 Nettuno al centro della scena. L’avvio produttivo è fissato a Modena tra la fine dell’estate e l’autunno, con consegne a seguire e con l’obiettivo di rinsaldare l’immagine sportiva del marchio attorno a un prodotto costruito realmente “in casa”.
Accanto alla declinazione stradale della GT2, il costruttore ha rimesso mano alla pianificazione elettrica, cancellando l’ipotesi della versione a batteria della supercar e concentrando gli sforzi su gamme dove l’elettrico ha già cittadinanza, come GranTurismo, GranCabrio e Grecale. La scelta, maturata in un anno complicato per volumi e margini, si lega al lavoro su un nuovo piano industriale in arrivo, annunciato ai media come “prossimo” e focalizzato su rete, prodotto e sostenibilità dei conti.
Domande rapide per orientarsi
Perché riportare GranTurismo e GranCabrio a Modena? Perché qui sta l’identità industriale del marchio e perché la città dispone di competenze rare nel cucire tecnologia e artigianato. Il trasferimento è stato inquadrato come scelta strategica che consolida la Motor Valley e redistribuisce in modo più razionale i carichi con Torino e Cassino, nella prospettiva di una linea multi‑energia dedicata alle granturismo.
Quando inizia la produzione e come si inseriscono gli eventi di novembre? L’avvio in linea è previsto dal quarto trimestre del 2025. Intanto Modena ha celebrato il rientro con una settimana di appuntamenti dal 5 al 9 novembre e un’anteprima al Teatro Pavarotti‑Freni, dove sono state presentate due one‑off “Meccanica Lirica”. È un ponte narrativo tra annuncio industriale e messa a regime.
Cosa succede nello stabilimento di Mirafiori? Lo stabilimento torinese si prepara alla nuova Fiat 500 Hybrid, modello chiamato a rimettere in moto i volumi dopo la fase di raffreddamento della domanda della versione esclusivamente elettrica. Lo spostamento delle granturismo libera capacità e mantiene attivo un sito chiave per l’automotive nazionale.
Il Grecale dove viene costruito e che ruolo ha Cassino? Cassino resta la casa del Grecale e condivide la linea con Giulia e Stelvio. Nel 2025 il sito ha rallentato per adeguarsi alla domanda, ma la strategia prevede la prosecuzione dei modelli esistenti e un’estensione della loro vita industriale fino al 2027, così da accompagnare con gradualità la transizione di gamma.
Che cosa cambia davvero con BottegaFuoriserie? Si passa da atelier isolati a un centro creativo che unisce Alfa Romeo e Maserati, guidato da Cristiano Fiorio e con fulcro a Modena. L’obiettivo è aumentare il peso delle personalizzazioni sul totale, grazie anche alle Officine Fuoriserie interne e a una rete di competenze tra Emilia‑Romagna, Piemonte e Lombardia.
Quanto incideranno le personalizzazioni sui conti? Il costruttore ha indicato target di crescita della quota di vetture personalizzate con investimenti specifici a Modena e capacità quotidiane dedicate. L’aspettativa è che una maggiore incidenza di configurazioni su misura alzi il valore medio e sostenga i margini, rendendo la personalizzazione un pilastro e non solo un vezzo estetico.
Un arrivederci che sa di officina e di strada
Dentro i reparti, tra stucchi, mascherature e controlli luce, si riconosce la misura dell’impegno. È lì che il ritorno delle granturismo a Modena smette di essere slogan per tornare lavoro, prove, tolleranze e firme in calce a una qualità che pretende costanza. Fuori, la città accompagna con la propria storia un viaggio che non è nostalgia: è il modo più naturale per spingere di nuovo l’acceleratore sull’anima del Tridente.
In queste giornate ci siamo trovati a osservare non solo un’operazione industriale, ma un patto tra luogo, persone e prodotto. L’abbiamo seguito da vicino, passo dopo passo, con lo sguardo di chi cerca sempre ciò che rende una notizia viva: l’energia che scorre tra chi progetta, chi monta e chi guida. Da qui, la strada riparte. E ha il profilo netto delle colline attorno a Modena.
