A Milano, il 7 novembre 2025, il 13° Convegno Annuale di AIC ha riunito esperti e istituzioni per fare il punto sulla dieta senza glutine, tra ricerche, norme e pratica clinica, con l’obiettivo di tradurre la scienza in strumenti concreti per i pazienti celiaci.
Voci e priorità dei pazienti celiaci
Al centro dei lavori, il bisogno di mettere i pazienti al primo posto. Il Board Scientifico di AIC – Associazione Italiana Celiachia si è impegnato a trasformare gli esiti del Convegno in un documento programmatico sulla dieta senza glutine, pensato specificamente per le persone con celiachia. L’obiettivo è offrire indicazioni chiare, suggerimenti pratici e strumenti utili per migliorare la qualità della vita quotidiana. Tradurre la conoscenza scientifica in azioni concrete è la leva più potente per ridurre la fatica della gestione quotidiana.
L’incontro, intitolato “La dieta senza glutine: dagli aspetti nutrizionali alla clinica”, ha portato a Milano le più recenti evidenze su aderenza alla dieta, sistemi di monitoraggio, etichettatura nazionale ed europea, metodiche di analisi del glutine e profilo nutrizionale degli alimenti senza glutine. Reso possibile grazie ai fondi del 5xmille, il Convegno ha visto il Direttore Scientifico, il dottor Marco Silano, Direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità e Coordinatore del Board Scientifico di AIC, richiamare i colleghi all’aggiornamento continuo: le sfide dei pazienti vanno dalle contaminazioni all’aderenza, dal bilanciamento e dalla varietà nutrizionale ai costi, fino ai falsi miti e alla disinformazione.
Aderenza alla dieta e definizioni condivise
La questione dell’aderenza alla dieta è emersa con forza. La professoressa Elena Lionetti, pediatra dell’Università Politecnica delle Marche, ha presentato dati che fotografano una realtà disomogenea: la compliance alla dieta senza glutine oscilla ancora tra il 40% e il 96%. A un’aderenza rigorosa si associa una migliore qualità di vita, e per consolidarla servono educazione continua, follow-up multidisciplinare e supporto psicologico. Curare la relazione con il cibo, spiegare, accompagnare: è qui che scienza e umanità si incontrano, perché ogni paziente trovi un equilibrio sostenibile nel lungo periodo.
L’apertura dei lavori è stata affidata alla professoressa Renata Auricchio, pediatra del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Nel suo intervento dedicato alla “Definizione di dieta senza glutine”, ha illustrato il documento della società scientifica ESPGHAN, che per la prima volta offre una definizione condivisa di dieta senza glutine, una panoramica delle norme che regolano l’uso della dicitura “senza glutine” e raccomandazioni basate su evidenze per sostenere l’aderenza dietetica in modo efficace e verificabile.
Alla luce di questi elementi, è emersa l’importanza di strumenti e percorsi di monitoraggio del rispetto della dieta, essenziali per affiancare pazienti e clinici nelle verifiche periodiche. Le sessioni dedicate all’aderenza hanno messo al centro non solo il comportamento individuale, ma anche l’ecosistema che lo sostiene: chiarezza delle etichette, definizioni uniformi, educazione nutrizionale. Quando le regole sono chiare e condivise, scegliere diventa meno gravoso, e il controllo a lungo termine della celiachia si fa più robusto e personalizzato.
Tracce, analisi e sicurezza del gluten-free
Il professor Carlo Catassi, pediatra dell’Università Politecnica delle Marche, ha affrontato il nodo delle piccole quantità di glutine. Studi recenti e preliminari indicano che una dose infinitesimale, pari a 3 mg, può determinare l’aumento di alcuni marcatori di infiammazione. Se queste osservazioni saranno confermate, si dovrà valutare una revisione della soglia di tolleranza attuale di 20 mg/kg (20 ppm) per gli alimenti etichettati “senza glutine”. Soglia che, allo stato delle conoscenze, non comporta rischi per i pazienti celiaci, ma che richiede vigilanza scientifica costante.
La sicurezza si gioca anche nei dettagli della filiera. Il dottor Gianfranco Mamone, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha illustrato le metodologie di analisi del glutine, utili a individuare contaminazioni accidentali in produzione, trasporto e confezionamento dei prodotti “gluten-free”. Oggi la scienza analitica agisce come un vero investigatore molecolare, capace di rilevare presenze minime anche in matrici complesse, offrendo una fotografia completa e affidabile. Accuratezza e profondità analitica sono alleate decisive della serenità dei pazienti.
Equilibrio nutrizionale e scelte consapevoli
Non meno centrale il profilo nutrizionale. La professoressa Nicoletta Pellegrini, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine, ha presentato uno studio che mostra come una dieta senza glutine, se allineata alle Linee guida per una sana alimentazione, sia del tutto sovrapponibile per qualità a un’alimentazione che include glutine. Conta la qualità delle scelte, non l’assenza in sé: orientare i celiaci a selezionare gli alimenti secondo criteri nutrizionali è la chiave per mantenere equilibrio e completezza.
Lo studio evidenzia la necessità di accompagnare i pazienti verso decisioni più consapevoli, superando automatismi e riducendo il rischio di squilibri. La varietà e il bilanciamento non sono accessori, ma componenti della terapia nutrizionale. Imparare a leggere il piatto, oltre che l’etichetta, significa mettere al riparo la salute, preservando gusto e socialità. L’educazione alimentare, unita a un supporto professionale costante, aiuta a individuare gli alimenti più adatti e a comporre menù completi e soddisfacenti nel tempo.
Regole, screening e prospettive di salute pubblica
Il dottor Marco Silano ha ricostruito il percorso che ha portato a fissare il contenuto massimo di 20 mg/kg di glutine per l’etichetta “senza glutine”: un equilibrio complesso tra evidenze scientifiche, tutela della salute pubblica e sostenibilità delle tecnologie alimentari industriali. Dalle prime norme italiane dei primi anni Duemila fino al Regolamento (UE) di attuazione 828/2014, la cornice regolatoria si è evoluta passo dopo passo insieme alla conoscenza, con l’obiettivo di coniugare protezione del paziente e fattibilità per le imprese.
Sul fronte della diagnosi precoce, la dottoressa Olimpia Vincentini, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, ha presentato l’aggiornamento su celiachia e diabete di tipo 1 previsto dalla L. 130/2023. Dopo il successo dello studio pilota D1ce Screen, i prossimi passi includono l’estensione del programma di screening ad altre regioni, il perfezionamento di strategie mirate per fascia d’età e l’integrazione di un follow-up a lungo termine per monitorare gli esiti di salute e ottimizzare gli interventi precoci.
Istituzioni e comunità internazionale al fianco dei clinici
La giornata ha visto la partecipazione dell’onorevole Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, delle senatrici Maria Cristina Cantù ed Elena Murelli per l’Intergruppo Parlamentare malattia celiaca, e di Floris van Overveld, Presidente di AOECS – Association of European Coeliac Societies. Una presenza istituzionale e internazionale che sottolinea quanto il tema coinvolga politiche pubbliche, comunità scientifica e associazioni di pazienti, chiamati a collaborare su diagnosi, cura e inclusione sociale.
Il Convegno è il principale appuntamento italiano della comunità medico-scientifica impegnata nella celiachia: specialisti, esperti e professionisti della salute, tra cui dietisti e biologi, si sono confrontati in modo trasversale. In questo contesto, Caterina Pilo, direttrice generale di AIC, ha portato con forza il punto di vista dei pazienti, ricordando l’importanza che ogni avanzamento scientifico si traduca in azioni e progetti capaci di incidere davvero sulla qualità della vita di chi deve seguire la dieta senza glutine ogni giorno.
Dopo la sala congressi, un ponte con le famiglie
Rossella Valmarana, Presidente di AIC, ha sottolineato come la terapia senza glutine, nei suoi risvolti sociali, normativi, di sicurezza e qualità degli alimenti, sia tra i temi più seguiti dalle persone con celiachia e dalle loro famiglie, perché incide profondamente sulla vita di tutti i giorni. Dare risposte concrete, chiare e accessibili è l’impegno che l’Associazione rinnova, affinché informazione e sostegno procedano di pari passo con la ricerca.
Per questo, per la prima volta, i contenuti scientifici emersi nel Convegno saranno raccontati in chiave divulgativa attraverso un incontro online, in programma il 19 novembre sui canali social di AIC, dedicato alle famiglie. Un appuntamento pensato per spiegare con parole semplici ciò che accade in sala congressi, rendendo fruibili a tutti i messaggi chiave su definizioni, aderenza, sicurezza e scelte nutrizionali nella dieta senza glutine.
