Da domani al 9 novembre 2025, alla Casa del Cinema di Roma, torna la sesta Muestra de Cine Mexicano en Roma, Otoño 2025: l’unico festival in Italia dedicato al cinema messicano, con 16 film, un omaggio alle opere prime di Iñárritu, Cuarón e del Toro, e l’ospite speciale Lorena E. González.
L’appuntamento
Con la guida di Cecilia Romo Pelayo, fondatrice e direttrice, la sesta edizione della Muestra de Cine Mexicano en Roma, Otoño 2025 approda alla Casa del Cinema di Roma e apre le sue porte a ingresso libero fino a esaurimento posti. È l’unico spazio in Italia interamente dedicato al cinema messicano, un punto di ritrovo dove pubblico e opere si incontrano senza barriere. In un tempo distratto, ritrovare una sala che ascolta e accoglie significa ridare centralità alle storie, alla lingua originale e alla ricchezza di sguardi che arrivano dal Messico contemporaneo.
Il programma si dispiega in sedici titoli, tutti proposti in versione originale con sottotitoli in italiano, per restituire la verità delle voci e dei luoghi. È una selezione che mette al centro la varietà narrativa e stilistica del nuovo cinema messicano, alternando documentari, horror d’autore e romanzi di formazione. Tra i titoli più attesi spicca Sujo di Astrid Rondero e Fernanda Valadez, insignito al Sundance e scelto per rappresentare il Messico nella corsa ai Premi Oscar 2025. Ogni visione promette un attraversamento emotivo, un gesto di attenzione verso vite che chiedono di essere guardate.
Omaggio agli esordi che hanno cambiato tutto
Questa edizione rende omaggio agli esordi di tre cineasti che hanno inciso l’immaginario contemporaneo: Alejandro González Iñárritu, Alfonso Cuarón e Guillermo del Toro. A Roma arrivano le loro rispettive opere prime, Amores Perros, Sólo con tu pareja (titolo italiano Uno per tutte) e Cronos, lavori che hanno ridefinito linguaggi e prospettive. Ogni primo film è una dichiarazione di poetica, un salto nel vuoto che apre strade. Qui quelle strade si incontrano e raccontano una nuova stagione del cinema messicano, capace di dialogare con il mondo senza perdere radici e urgenze.
Tra questi debutti, Cronos – prodotto da Bertha Navarro – ha conquistato diversi Premi Ariel ed è stato insignito del Gran Premio della Settimana della Critica al Festival di Cannes 1993. Amores Perros ha ottenuto nel 2001 ben nove Premi Ariel (fra cui Miglior opera prima, Miglior film, Miglior regia, Miglior attore Gael García Bernal e Miglior attore non protagonista Gustavo Sánchez Parra), oltre a candidature al Premio Oscar e ai Golden Globes. Una genealogia di capolavori che continua a parlare al presente.
Venerdì 7 novembre, l’apertura e i corti
Venerdì 7 novembre, dalle 15.30, la rassegna inaugura con una selezione di cortometraggi curata insieme a Shorts México, il più importante festival di cortometraggi dell’America Latina. In serata, l’apertura ufficiale – organizzata con l’Ambasciata Messicana a Roma – propone, in collaborazione con l’AMACC (Academia Mexicana de Artes y Ciencias Cinematográficas), il corto Humo di Rita Basulto, inserito nella shortlist della 96ª edizione del Premio Oscar e candidato agli Annie Awards come Miglior Cortometraggio Animato. Nel suo sguardo, l’infanzia attraversa l’ombra della guerra cercando un varco di luce.
Protagonista di Humo è Daniel, un bambino in viaggio in treno verso un destino oscuro: l’abbandono e la tragedia del conflitto lo hanno reso un passeggero smarrito, senza prospettive, e soltanto l’immaginazione offre brevi evasioni da una fine annunciata. La sua “casa di fumo” lo attende. A seguire, l’esordio di Alfonso Cuarón, Sólo con tu pareja (tit. it. Uno per tutte): il pubblicitario e incallito seduttore Tomás subisce la vendetta dell’infermiera Silvia, che scrive “positivo” sul referto dell’AIDS; mentre cerca un modo rapido per morire, si innamora dell’assistente di volo Clarisa, anche lei sul punto di farla finita per un tradimento legato a Continental Airlines.
Sabato 8 novembre, resistenza e maestria
Sabato 8 novembre, alle 15.00, in collaborazione con l’AMACC, arriva Tempestad, lungometraggio della cineasta messicana-salvadoregna Tatiana Huezo. Due voci femminili si inseguono: una donna viene incarcerata in un penitenziario controllato dalla criminalità organizzata, mentre un’altra percorre il nord del Messico alla ricerca della figlia scomparsa. Le immagini compongono un itinerario ipnotico dentro un paese dove la violenza si è insinuata nei gesti quotidiani, nei desideri, nei sogni. La lucidità di queste donne è un atto di resistenza tenace, il rifiuto inflessibile di chiamare normale ciò che normale non è.
La giornata accoglie poi l’ospite d’onore Lorena E. González, protagonista e produttrice di Lo que dice el corazón di René Bueno, primo film messicano interpretato da un bambino nello spettro autistico, Sergio Valenzuela. In serata, alle 20.00, schermo a Cronos: nel 1535 un alchimista crea un congegno racchiuso in un piccolo artefatto dorato, pensato per regalare la vita eterna. L’invenzione riemerge nel 1997 nelle mani dell’antiquario Jesús Gris, ignaro che molti la bramano; per il malato Dieter de la Guardia, quell’oggetto diventa un’ossessione divorante.
Domenica 9 novembre, identità e futuro
Domenica 9 novembre, dalle 15.00, in collaborazione con Shorts México, arriva il documentario Coronas Negras di André Lô Sánchez. Le acconciature di quattro protagonisti afrodiscendenti, provenienti da famiglie senegalesi in Messico, diventano il punto da cui partire per interrogare memoria e appartenenza: attraverso i ricordi, si ragiona su cosa significhi vivere nel proprio paese con una “Corona Negra” e sulle sue conseguenze. Capelli come mappa, identità come territorio da difendere: estetica e biografia si intrecciano fino a diventare racconto collettivo.
Subito dopo, in sinergia con il FICUNAM (Festival Internacional de Cine de la UNAM), è la volta di YUREI (Fantasmas) di Sumie Garcia. La storia velata dei giapponesi messicani e l’impronta duratura del silenzio storico sui loro discendenti è narrata esplorando paesaggi e coreografie, interrogando la costruzione – e la teatralità – dell’identità individuale e collettiva. Il film avanza in cinque capitoli, attraversa diverse regioni del Messico e segue l’evoluzione dalla rigidità del teatro Noh al Butoh, fino a una danza personale; il dispositivo documentario scivola verso un’indagine intima e sensoriale della memoria.
Alle 17.00 torna al centro Sujo di Astrid Rondero e Fernanda Valadez, in collaborazione con l’AMACC: quando il piccolo narcotrafficante Josué viene ucciso, lascia il figlio Sujo di quattro anni, che cresce con la zia, tra ristrettezze e minacce dei clan. Quando il passato lo richiama, il ragazzo fugge in città per cercare una vita nuova, senza sapere di avverare il desiderio del padre, che lo aveva chiamato come un purosangue nero ammirato nell’infanzia. A chiudere il festival, Amores Perros: in una Città del Messico convulsa, tre storie si incrociano dopo un incidente automobilistico, e ciascuno cerca salvezza nell’amore.
Sostegni e riconoscimenti
La Muestra è resa possibile grazie al sostegno di Farmacias Similares, che assegnerà il Premio del Pubblico “Premio Victor González – Dr. Simi”. Víctor González Torres, conosciuto come Dr. Simi, ha fondato l’azienda nel 1997 per garantire accesso alla salute a milioni di messicani privi di copertura o risorse, in un mercato segnato da prezzi proibitivi. Introducendo i farmaci generici, ha reso disponibili medicinali con riduzioni fino al 75% rispetto ai marchi leader, migliorando il benessere di molte famiglie. Attraverso le sue fondazioni, l’organizzazione offre sostegno a comunità vulnerabili, tra salute fisica e mentale, lotta alla fame e alla povertà estrema, educazione e benessere.
Il festival è prodotto da Ars Luminaria, associazione culturale senza fini di lucro con sede in Italia e presieduta da Cecilia Romo Pelayo, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma, dell’Ambasciata del Messico in Italia, della IILA (Organizzazione Italo-Latinoamericana), dell’ANAC, dell’AMACC presieduta da Daniel Hidalgo e di PROCINE CDMX. Una rete di alleanze culturali che rende possibile l’incontro tra pubblico romano e cinema messicano, nel cuore della città e nel segno di un dialogo che cresce di anno in anno.
