Trasparenza e ordine nel mercato del noleggio con conducente tornano al centro del dibattito in Campania. Il presidente di Sistema Trasporti Campania, Amedeo Conte, accoglie con favore l’iniziativa del Prefetto di Napoli, sottolineando l’esigenza di regole chiare, verificabili e uguali per tutti, nell’interesse di cittadini, operatori e istituzioni.
Un intervento che riporta ordine
Alla luce delle indiscrezioni di stampa che riferiscono della decisione del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, di richiedere ai Comuni della provincia gli atti relativi al rilascio delle licenze per il NCC, Amedeo Conte parla di un segnale netto di responsabilità istituzionale. Nel giudizio del presidente di Sistema Trasporti Campania, questa scelta punta a riportare trasparenza e chiarezza in un ambito delicato, troppo spesso esposto a pratiche amministrative disomogenee. La chiarezza delle regole, per Conte, è la precondizione per far funzionare un sistema che incide sulla quotidianità di migliaia di utenti e operatori.
Non c’è, nelle parole di Conte, alcuna volontà di restringere l’attività di qualcuno. L’obiettivo dichiarato è diverso: rendere uguali per tutti le regole e frenare il rilascio di licenze senza criteri. Le autorizzazioni, sostiene, devono nascere da procedure trasparenti e da criteri condivisi, così da garantire un mercato ordinato, davvero competitivo e comprensibile per chi opera e per chi usufruisce del servizio. Disciplina e chiarezza come garanzia di equilibrio, senza eccezioni. Una cornice certa scoraggia abusi e premia la qualità dell’offerta, evitando che la concorrenza scivoli nell’improvvisazione.
Le regole esistono e vanno rispettate
Conte respinge l’idea che le autorizzazioni siano rilasciate in maniera arbitraria. Ogni titolo NCC, ribadisce, nasce da un bando pubblico e da passaggi amministrativi tracciabili, costruiti su verifiche puntuali dei requisiti morali, professionali e amministrativi. Non esistono licenze “a chiamata”: il percorso è codificato, sottoposto a controlli e conoscibile dagli enti competenti. La trasparenza è misurabile perché ogni fase lascia traccia e può essere ricostruita. È questa architettura procedurale, sottolinea, a tutelare tanto gli operatori corretti quanto gli utenti, riducendo margini di discrezionalità e opacità che alimentano sfiducia e conflitti inutili. A monte ci sono criteri condivisi e pubblicati, a valle responsabilità definite su chi controlla e su come si certificano gli esiti. In questo modo, l’amministrazione può intervenire se qualcosa non torna, e chi concorre sa su quali basi viene valutato, evitando qualsiasi ambiguità.
Altro punto che Conte mette in chiaro riguarda la territorialità provinciale prevista dalla legge. Un’autorizzazione consente al titolare di operare in qualunque Comune della stessa provincia e, se in regola, di mantenere più rimesse all’interno di quel territorio. È una cornice precisa, non un varco per scorciatoie. La differenza tra chi rispetta la norma e chi la elude è netta e dovrebbe essere compresa dall’opinione pubblica: il primo investe in legalità e qualità del servizio, il secondo punta a vantaggi immediati che generano disordine e sfiducia collettiva. La previsione di un raggio d’azione provinciale evita interpretazioni arbitrarie, riduce i conflitti tra amministrazioni e dà agli utenti la certezza di un servizio accessibile sull’intero territorio. Sbaglia, dunque, chi confonde le regole con permessi illimitati: la cornice c’è e va rispettata, senza forzature.
Le criticità emerse negli ultimi anni
Negli ultimi anni, osserva Conte, il proliferare disordinato di licenze ha prodotto effetti distorsivi. In particolare, il rilascio di titoli in territori lontani dall’area metropolitana di Napoli ha alimentato zone d’ombra e incertezze operative. Questo fenomeno non è un dettaglio statistico: incide sulla mobilità urbana, rende più complicata l’organizzazione del servizio e apre varchi a comportamenti opportunistici che mettono alla prova la sicurezza e la qualità percepita dai cittadini. A ciò si aggiunge una sensazione di competizione confusa che disorienta gli utenti e non aiuta gli operatori a programmare investimenti e personale in modo coerente con la domanda reale.
L’assenza di criteri omogenei nella gestione delle licenze, prosegue, genera frizioni quotidiane sul territorio: sovrapposizioni di servizi, aree scoperte, aspettative deluse. Napoli e la sua provincia vivono equilibri delicati e ogni forzatura ha un costo collettivo. Ecco perché torna urgente ricomporre il quadro con regole limpide e controlli coerenti, così da restituire continuità operativa agli addetti e serenità a chi, ogni giorno, si affida al noleggio con conducente per spostarsi. Solo così, sottolinea l’associazione, si evita che regole non allineate producano distorsioni che ricadono sulla quotidianità di residenti e visitatori.
Una proposta di metodo per il futuro
Per uscire dalle ambiguità, Sistema Trasporti Campania propone un percorso di coordinamento istituzionale che metta attorno allo stesso tavolo Prefettura, Regione e rappresentanze del settore. L’obiettivo è definire parametri omogenei e strumenti di controllo univoci, in grado di rendere i processi trasparenti e verificabili ovunque. Regole condivise e verifiche chiare permettono di prevenire conflitti, velocizzare le decisioni e rendere leggibili le responsabilità. Un sistema coordinato non frena l’iniziativa, la indirizza: crea condizioni paritarie di accesso, rafforza la fiducia degli operatori onesti e restituisce all’amministrazione una mappa chiara delle azioni da intraprendere. Una cornice comune riduce disallineamenti tra i territori e agevola interventi mirati quando emergono criticità. È un investimento di metodo che, nel tempo, vale più di qualsiasi misura estemporanea.
La linea indicata da Conte è chiara: trasparenza e concorrenza devono procedere insieme. Solo così si garantisce un servizio efficiente, regolare e davvero utile a chi vive e a chi visita la Campania. Nessuna caccia alle streghe, nessuna demonizzazione: servono responsabilità e rispetto delle regole. Un mercato ordinato valorizza gli operatori corretti e tutela gli utenti, riportando serenità in un comparto strategico per la mobilità. L’equilibrio tra regole chiare e competizione leale è la condizione per accogliere chi lavora bene e per isolare prassi opache; la sfida è culturale oltre che amministrativa, e chiama tutti a fare la propria parte con lealtà. Il settore, semplicemente, non merita demonizzazioni.
