La pace sembra un miraggio quando a pagare il prezzo più alto sono donne, uomini e bambini finiti nel mirino di guerre altrui. A loro è dedicato “Testimoni di Pace”, il nuovo Podcast Original RaiPlay Sound che restituisce dignità alle storie soffocate dal frastuono delle armi.
Voci che rompono il silenzio
In un pianeta lacerato da 31 guerre attive e 23 crisi armate, la linea del fronte non è più definita: le bombe piovono nei mercati, i cecchini colpiscono i cortili, le mine restano a galla nei campi. Il risultato, registrato dagli osservatori internazionali, è spietato: oltre il 90 % delle vittime di questi conflitti non indossa un’uniforme. Numeri che ribaltano la narrativa eroica di qualsiasi esercito e rendono urgente ascoltare chi, senza alcuna colpa, subisce l’atrocità della violenza quotidiana e sistematica.
È all’interno di questo scenario che prende forma “Testimoni di Pace”, un percorso sonoro in dieci episodi nato dalla collaborazione fra RaiPlay Sound e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. L’idea è semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: restituire la parola a chi, per decenni, è stato ridotto a cifra statistica. Narrare le loro storie significa difendere la memoria comune e ricordare che ogni conflitto, dietro la strategia militare, nasconde sempre un volto, un nome, un destino spezzato.
Un progetto per gli ottant’anni dalla fine della guerra
La serie arriva in concomitanza con gli ottant’anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, una ricorrenza che invita a riflettere su cosa significhi davvero la parola “pace”. Gli autori Metis Di Meo, Nicolas Marzolino e Roberto Serio hanno scavato negli archivi, visitato case di cura, parlato con testimoni che portano ancora addosso le cicatrici di bombe esplose prima che nascessero le loro stesse famiglie. Il risultato è un mosaico di ricordi nitidi come schegge di vetro, ma uniti da un filo di speranza inattesa.
Il cuore della ricerca storica è stato affidato a Sara Gorelli, coordinatrice de L’Osservatorio – Centro di ricerche sulle vittime civili dei conflitti, e a Fabio De Ninno, docente dell’Università di Siena. Questo tandem accademico garantisce l’accuratezza dei dati, ma soprattutto traduce la disciplina storiografica in racconto accessibile. Ogni dato viene illuminato da un volto, ogni concetto trova eco in un ricordo personale, così l’ascoltatore non si smarrisce fra numeri e date, ma segue un sentiero umano fatto di voci autentiche.
La struttura del podcast
“Testimoni di Pace” si sviluppa in dieci puntate, ma la distribuzione inizia con le prime cinque proprio il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace. L’ascolto scorre come un diario sonoro, nei cui capitoli si alternano interviste, letture sceniche, ambientazioni sonore che immergono il pubblico nelle strade devastate di Dresda o nei vicoli assediati di Aleppo. Non c’è cronologia rigida: le epoche dialogano fra loro, mostrando come le stesse ferite si riaprano sotto nomi e bandiere diverse ancora oggi ovunque.
La regia intreccia brani di archivi sonori e musiche originali con la conduzione di Nicolas Marzolino e Metis Di Meo. Il primo, egli stesso vittima civile di guerra e Consigliere Nazionale dell’Anvcg, aggiunge la forza di una testimonianza diretta; la seconda offre lo sguardo di un’attivista abituata a tradurre la complessità in linguaggio radiofonico. La loro complicità crea un equilibrio fra indignazione e compassione, aiutando l’ascoltatore a reggere il peso emotivo di alcune confessioni durissime senza mai cedere al patetismo gratuito finale.
Dal fronte di ieri ai conflitti di oggi
Il percorso narrativo parte dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale per attraversare la polveriera dell’ex Jugoslavia, il genocidio in Rwanda, le offensive in Siria e Yemen, fino ad arrivare alle ferite ancora aperte di Afghanistan, Ucraina e Palestina. Ogni passaggio mette in luce le trasformazioni della guerra moderna: bombardamenti chirurgici che falliscono l’obiettivo, tecnologie sofisticate che non risparmiano gli ospedali, disinformazione che confonde le vittime con i colpevoli, rendendo la linea tra civile e combattente sempre più impercettibile e tragica insieme.
In ciascun episodio risuona la voce di una persona sopravvissuta: un bambino scampato a un’esplosione, una madre costretta a fuggire sotto i razzi, un anziano che custodisce il ricordo dei vicini dispersi. Queste parole vengono arricchite da racconti teatrali interpretati da Marco Cortesi e Mara Moschini, che prestano il timbro delle loro voci ad atti di coraggio sconosciuti ai notiziari. Così la cronaca diventa emozione viva, capace di attraversare cuffie e altoparlanti per pulsare nelle orecchie di chi ascolta senza mediazioni fredde.
I protagonisti
Al centro di tutto restano i testimoni di pace. Non sono giornalisti, né analisti, ma persone comuni strappate alla loro quotidianità da un bombardamento, da una mina, da un colpo di mortaio. Ciò che raccontano non vuole scuotere pietismo, bensì responsabilità. Ascoltare un sopravvissuto che ricorda l’odore di bruciato dopo un raid o la voce della madre dispersa significa collocare la tragedia nella sfera del reale, oltre la spirale di statistiche che ci anestetizza dinnanzi alla sofferenza degli innocenti sempre.
Nell’intreccio delle puntate, i conduttori recuperano anche il punto di vista geopolitico, indispensabile per comprendere come si sia arrivati a certe esplosioni di violenza. Mappe, trattati, risoluzioni dell’Onu vengono spiegati con parole semplici, senza indulgere in semplificazioni. Marzolino e Di Meo si alternano nell’analisi: lui sottolinea le conseguenze pratiche sulle famiglie sfollate, lei collega i fatti ai grandi movimenti diplomatici. La chiarezza non toglie nulla alla complessità, ma la rende finalmente accessibile a ogni ascoltatore curioso e non solo agli addetti ai lavori.
Una rete di solidarietà
A dare profondità all’inchiostro dei ricordi intervengono le realtà che, ogni giorno, operano sul campo per proteggere i civili o aprire corridoi umanitari. Tra queste spiccano la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Iscos, l’Associazione Lutva, la Fondazione Museke Onlus e il Centro Fonte d’Ismaele. Le loro voci raccontano la fatica di chi media, negozia, trasporta medicinali oltre i checkpoint mentre il mondo assiste distratto e talvolta scoraggiato, ma sempre determinato a salvare vite indifese.
Grazie a questi contributi, il podcast supera la dimensione del ricordo per trasformarsi in stimolo all’azione concreta. Dopo ogni episodio, ascoltatori e scuole potranno scoprire iniziative di volontariato o programmi di sostegno psicologico per minori traumatizzati. L’obiettivo ultimo non è soltanto condividere dolore, ma generare una comunità consapevole pronta a mettere in pratica piccole scelte quotidiane di disarmo culturale che inizino dall’empatia e proseguano con la pressione sui decisori politici per proteggere i civili nei teatri di guerra attuali e futuri.
Appuntamenti da non perdere
Il primo incontro con “Testimoni di Pace” è fissato per giovedì 18 settembre 2025 alle ore 15:00, quando la Sala A della sede Rai di Via Asiago 10, a Roma, ospiterà la conferenza stampa di presentazione. Giornalisti, studiosi, attivisti e semplici cittadini potranno ascoltare estratti in anteprima, dialogare con i conduttori e conoscere i protagonisti di alcune testimonianze. Sarà un momento di confronto necessario, lontano dalle luci spettacolari e vicino alle ferite che il pubblico verrà chiamato a condividere in un clima di attenzione sobria.
Tre giorni dopo, il 21 settembre, le prime cinque puntate arriveranno su RaiPlay Sound a disposizione di tutti. Le successive verranno pubblicate a stretto giro, completando il percorso di dieci episodi con cui il progetto intende accompagnare questo anno di riflessione. Ciascun episodio potrà essere riascoltato in classe, in famiglia o durante un viaggio in treno: la storia di un singolo sopravvissuto diventerà compagna di percorso e invito alla vigilanza civile, capace di trasformare la commozione in domande scomode, il tempo dell’ascolto in seme di responsabilità collettiva e continua mobilitazione.
