Il sipario sul prossimo Festival di Sanremo non è ancora alzato, ma la rete ribolle già di nomi, sussurri e speranze. Dagli inediti alle conferme, l’attesa diventa racconto collettivo, preludio a un evento che, ancora una volta, promette di tenere incollati allo schermo milioni di spettatori.
Un festival costruito sulla sorpresa
La selezione delle canzoni è iniziata in sordina, ma per Carlo Conti il processo si sta rivelando subito complesso: “Arrivano proposte bellissime, scegliere sarà difficile”, ha confessato in un videomessaggio. Dietro quella frase, pronunciata con apparente leggerezza, c’è la consapevolezza di voler comporre un mosaico sonoro che sappia rappresentare tutte le sfumature dell’attuale panorama musicale italiano. Conti sa bene che, per funzionare, il Festival deve essere un ritratto fedele del Paese in quel momento preciso, capace di mettere d’accordo generazioni e gusti distanti, dai teenager ai nostalgici del giradischi.
La curiosità verte anche su quanti artisti verranno effettivamente invitati a calcare il palco dell’Ariston. Nel 2025 i Big in gara furono trenta, un numero che ha fatto discutere per la sua portata. Rimarrà la stessa cifra o si tornerà a una formula più snella? L’unica certezza, per ora, è che la rosa definitiva verrà svelata al Tg1 delle 13.30 di una domenica di dicembre, probabilmente il 7. E c’è un sogno che Conti non nasconde: vorrebbe aprire una serata con Vasco Rossi che intona “Albachiara”. Un desiderio magari irrealizzabile, ma sufficiente a far lievitare l’attesa.
La carica dei possibili esordi
L’attenzione è puntata sui nomi che, pur avendo riempito arene e classifiche, non hanno mai gareggiato a Sanremo. Su tutti spicca Tiziano Ferro, più volte ospite, mai concorrente; seguirlo potrebbe essere Tommaso Paradiso, che in passato ha preferito mantenere le distanze dal Festival sia da solista sia con i Thegiornalisti. Tra le possibili novità compaiono anche il tenore pop Matteo Bocelli e l’eccentrico rapper estone Tommy Cash, reduce dall’Eurovision: due presenze che, se confermate, amplierebbero ulteriormente la gamma di linguaggi.
Un’altra pattuglia d’esordienti potrebbe includere il duo Benji e Fede, tornati a esibirsi insieme sul Suzuki Stage nel 2025, oltre a Capo Plaza, Coez, Boro e la giovanissima Anna Pepe. Sarebbe un parterre inedito, costruito su artisti capaci di dialogare con pubblici molto diversi: dal rap al pop d’autore, dal cantautorato urbano alle sonorità internazionali. L’eventuale debutto di tutti loro rappresenterebbe un segnale forte di apertura verso tendenze spesso relegate alle piattaforme streaming, portandole finalmente sotto i riflettori televisivi più prestigiosi del Paese.
Il fascino dei grandi ritorni
Se gli esordi creano curiosità, altrettanto potente è la suggestione dei rientri in gara. Dopo la vittoria del 2024 e un anno di pausa, Angelina Mango potrebbe ripresentarsi con un nuovo brano, confermando la sua crescita artistica. Altre voci insistono su un comeback di Sangiovanni, alla ricerca di una nuova consacrazione dopo il successo radiofonico degli ultimi singoli. Il meccanismo del ritorno, del resto, è parte integrante del DNA sanremese: ogni reincarnazione di un artista sul palco rivela in controluce il percorso che ha compiuto nel frattempo.
La lista dei papabili non si esaurisce qui: circolano i nomi di Blanco, Emma Marrone, Annalisa, Ghali, Neffa, Elettra Lamborghini e Giusy Ferreri. A completare il quadro, voci su Sarah Toscano, Leo Gassmann, Alfa, Arisa e la potente Big Mama. Tutti artisti che, tra un singolo radiofonico e un tour sold-out, sembrano pronti a mettersi nuovamente in gioco su quel palco dove la competizione è soltanto la punta dell’iceberg.
Duetti e combinazioni inedite
Tra le suggestioni più chiacchierate spiccano gli accoppiamenti sorprendenti. Si mormora che Fedez e Marco Masini stiano valutando di passare dalla cover condivisa lo scorso anno a una vera e propria gara in coppia. Il rapper e il cantautore toscano incarnerebbero due mondi lontani ma, proprio per questo, complementari: la collisione di generazioni e stili potrebbe dar vita a un brano capace di mescolare pop, rap e melodia all’italiana.
In parallelo prende quota l’ipotesi di un brano condiviso tra LDA e Aka7even. Entrambi nati artisticamente in un talent televisivo, i due giovani potrebbero unire le rispettive fan base e proporre un pezzo cucito su misura per l’Ariston. Altre collaborazioni ipotizzate coinvolgono nomi come Eugenio in Via di Gioia con Emma Nolde o Motta con Amara, a conferma di un trend che vede l’unione delle forze come strategia per emergere in un campo affollatissimo.
La tradizione che non smette di emozionare
Accanto a innovazione e sperimentazione, il Festival non rinuncia mai alla sua componente più rassicurante. Per la cosiddetta “quota over” si fanno i nomi di Patty Pravo – pronta a celebrare sessant’anni di carriera – di Fausto Leali e di Bobby Solo. Sarebbe un tributo alla storia della canzone italiana, utile a ricordare che il presente affonda le radici in un passato glorioso. Ogni loro apparizione risveglia ricordi collettivi e palpitazioni d’infanzia, accendendo la stessa commozione che accompagna una vecchia fotografia.
Non mancano, infine, ipotesi sul ritorno di formazioni come i Zero Assoluto o progetti solisti quali Levante e Tropico. Se davvero il cast dovesse inglobare tutte queste sfumature, il Festival di Sanremo 2026 si candida a essere una rassegna capace di fondere memoria e contemporaneità, tradizione e avanguardia. In attesa dell’annuncio ufficiale, il dibattito online si fa sempre più acceso, segno che, anche prima del via, la magia della manifestazione è già al lavoro.
