Roma si prepara ad accogliere, il 29 settembre, la quarta edizione dei Pizza Awards Italia: una giornata intera a Spazio Novecento per celebrare chi vive di farina, lievito e creatività.
Un appuntamento che abbraccia l’intero universo pizza
Alle 11 in punto le luci di Spazio Novecento, nel cuore dell’Eur di Roma, si alzeranno per la quarta edizione dei Pizza Awards Italia. Dal mattino fino alle 21, l’evento – ideato da Fabio Carnevali, Vincenzo Pagano e dalla società E20 – Events Factory – riunirà sotto lo stesso tetto i protagonisti del panorama nazionale, chiamati a celebrare la pizza nelle sue infinite declinazioni. In dodici ore filate si alterneranno dibattiti, degustazioni e cerimonia di premiazione, costruendo un percorso pensato tanto per gli addetti ai lavori quanto per i semplici appassionati desiderosi di respirare da vicino le novità del settore.
Al fianco degli organizzatori, l’iniziativa gode del patrocinio della Regione Lazio e dell’assessorato capitolino ai grandi eventi, riconoscimento istituzionale che ne evidenzia la rilevanza per l’economia gastronomica e turistica del territorio. Il premio, nato nel 2017 come naturale evoluzione del riconoscimento MangiaeBevi, si è rapidamente affermato come vetrina delle eccellenze italiane. Anno dopo anno la manifestazione ha ampliato il proprio raggio d’azione, trasformando un semplice concorso in un osservatorio privilegiato sulle tendenze dell’impasto, sulle tecniche di cottura e sulla professionalità di chi, con le mani in pasta, si distingue nei forni di tutta la Penisola.
Dalla conferenza del mattino alle performance ai forni: una giornata in tre atti
La mattinata si apre con la prima edizione della Pizza Conference, appuntamento riservato a pizzaioli, imprenditori e operatori del comparto. Il tema scelto, “Non è tutto oro ciò che luccica”, invita a smascherare falsi miti, mistificazioni di prodotto e mode effimere che spesso confondono il pubblico. Guidati dalla giornalista Tania Mauri e da Vincenzo Pagano, sul palco si avvicenderanno professionisti, critici ed esperti per affrontare sette distinti argomenti, dalle classifiche alle tendenze emergenti, offrendo un’occasione di formazione concreta e di dialogo serrato su responsabilità, trasparenza e futuro della pizza.
Dalle parole all’azione: verso l’ora di pranzo, cinque maestri del disco di pasta si alterneranno ai forni, regalando al pubblico assaggi che raccontano scuole e tradizioni differenti. In rigoroso ordine alfabetico, si esibiranno Francesco Calò, Alessandro Lo Stocco, Angelo Pezzella, Emanuele Riemma e Pierdaniele Seu. Tra pizza tonda e impasto in teglia, gli ospiti potranno apprezzare stili, idratazioni e farciture che testimoniano la vitalità di un comparto in continua evoluzione. L’intermezzo gastronomico diventa così laboratorio a vista, dove toccare con mano impasti, lievitazioni e materie prime di altissima qualità.
Quando calerà il sipario sulla consegna dei riconoscimenti, la festa proseguirà con un esclusivo Gala della pizza. A orchestrare le cotture dell’ultima tranche saranno Salvatore Lioniello, ancora Alessandro Lo Stocco, Jacopo Mercuro, Carlo Sammarco e l’icona partenopea Gino Sorbillo. L’esibizione serale, pensata per sorprendere i palati e suggellare la giornata, permetterà di esplorare ulteriormente la varietà di tecniche – dalla napoletana classica alle interpretazioni contemporanee – chiudendo l’evento con un viaggio sensoriale che celebra creatività, competenza e passione.
Il giudizio della stampa specializzata
La competizione si distingue perché i vincitori sono scelti esclusivamente dalla stampa gastronomica: oltre duecento giornalisti, fra curatori di guide, direttori di testate e responsabili di pagine enogastronomiche, sono stati chiamati a votare i candidati. I loro nomi verranno resi noti soltanto a evento concluso, a garanzia di massima indipendenza. Ogni votazione si è basata su esperienza diretta e su un modello di valutazione che abbraccia elementi quali aspetto, impasto, tecnica, personalità, materie prime, costanza nel rendimento, equità del prezzo, varietà del menu, cura dell’ambiente e qualità del servizio di sala.
Oltre al titolo di migliore pizzeria d’Italia, la giuria assegnerà venti riconoscimenti regionali e quattro premi ai professionisti più meritevoli: Miglior pizzaiolo dell’anno, Miglior pizzaiola, Miglior pizzaiolo under 35 e Miglior fornaio. Il criterio è premiare il talento, la ricerca e la capacità di rendere la pizza un’esperienza di gusto completa, in cui tradizione e innovazione coesistono senza forzature. Il meccanismo di nomina prevede una rosa di finalisti per ciascuna categoria così da garantire trasparenza e sana competizione.
Premi, classifiche e countdown finale: così si celebrano i campioni
In totale saranno consegnati quarantatré riconoscimenti, numero che testimonia la volontà di fotografare la complessità del settore. Accanto ai premi principali, trovano spazio diciotto categorie speciali pensate per esaltare ogni declinazione della pizza: dalla tradizionale alla contemporanea, dalla creativa alla fritta, senza dimenticare la romana, la margherita per antonomasia e perfino la miglior pizza al taglio. Lo stesso approccio valorizza le carte delle pizze, dei vini, delle birre, delle bollicine e dei cocktail, il servizio di sala, i nuovi format, la comunicazione e l’impegno sociale.
La scaletta finale sarà scandita da un vero e proprio countdown: la giornalista televisiva Barbara Politi svelerà gradualmente le posizioni occupate dalle centocinquanta pizzerie in lizza, fino ad arrivare al vertice assoluto. Le classifiche complete, incluse quelle riservate ai professionisti e ai premi speciali – nate da shortlist di cinque o tre nomination a seconda dei casi – saranno rese disponibili a fine serata sul portale ufficiale della manifestazione, consentendo a operatori e pubblico di consultare i risultati in modo dettagliato.
Per la comunità della pizza, quel momento di suspense rappresenta molto più di una cerimonia: è l’istantanea di dodici mesi fatti di ricerca, sperimentazione e sacrifici. Ricevere una menzione, figurare in classifica o semplicemente essere invitati a partecipare significa entrare a far parte di una rete che promuove la qualità italiana nel mondo, stimola il confronto e spinge a migliorarsi di continuo. Non si tratta di competizione fine a sé stessa, ma di un atto collettivo che riconosce il valore del lavoro quotidiano di donne e uomini davanti ai forni.
Dietro le quinte, aziende e sapori in degustazione
A supportare l’evento si schiera un gruppo di aziende simbolo dell’agroalimentare nazionale: Mulino Caputo con le sue farine, Latteria Sorrentina con i prodotti caseari, La Fiammante con il pomodoro da filiera corta e Italforni con i forni professionali. Queste realtà non si limitano a patrocinare l’iniziativa, ma ne diventano parte integrante offrendo, presso i propri banchi, assaggi e dimostrazioni che raccontano le peculiarità di ogni prodotto. La filiera, dalla materia prima alla cottura, viene così esibita in tutte le sue fasi, rendendo l’esperienza ancor più immersiva e formativa.
Accanto alle pizze preparate dai maestri, il pubblico potrà esplorare ulteriori corner dedicati a specialità gastronomiche, fritti d’autore, vini e bollicine del territorio laziale, completando un percorso di gusto che collega tradizione, territorio e innovazione. La sinergia tra pizzaioli, produttori e fornitori crea un tessuto culturale in cui ogni ingrediente racconta una storia e contribuisce a un grande racconto corale: quello della pizza come simbolo identitario, patrimonio vivente e bene collettivo da tutelare e innovare senza mai tradirne l’anima.
