Milano si prepara a diventare, per tre intense giornate di settembre, il crocevia delle strategie accademiche italiane: rettori, direttori generali e istituzioni si incontrano per capire come coniugare competizione e collaborazione, in un contesto reso ancora più complesso dal dopo-Pnrr e dal calo demografico che incombe.
Una tre giorni fra collaborazione e competizione
Sotto il cappello concettuale della “coopetizione”, il XXII convegno annuale del Codau invita il sistema universitario a interrogarsi su come mantenere la propria identità pur costruendo alleanze vantaggiose. La sfida è quella di trasformare rivalità storiche in sinergie operative: piattaforme di ricerca condivise, programmi didattici congiunti e investimenti comuni in infrastrutture fisiche e digitali diventano così gli strumenti per far fronte a un panorama in costante evoluzione. L’obiettivo dichiarato è assicurare benefici collettivi, pur salvaguardando l’eccellenza dei singoli atenei, in un’ottica di crescita complessiva del Paese.
Il calendario degli incontri, distribuito su tre sedi simboliche, riflette questa filosofia inclusiva. Mercoledì 17 settembre l’Aula Magna dell’Università Bocconi accoglierà l’apertura istituzionale; il giorno successivo l’analisi si sposterà negli spazi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; infine venerdì 19 il dibattito farà ritorno alla Bocconi per la plenaria conclusiva. Più di 300 delegati provenienti da atenei statali e non statali parteciperanno a tavoli di lavoro, atelier tematici e sessioni di networking, con l’intento dichiarato di individuare linee d’azione comuni e condividere buone pratiche di governance.
La voce istituzionale e le sfide post-Pnrr
La fine della spinta finanziaria garantita dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’impatto di una natalità in costante calo sono i due macigni che, secondo il presidente Alberto Scuttari, rendono ormai obbligata la via della cooperazione strategica. Per il numero uno del Codau, soltanto abbracciando un approccio integrato – capace di premiare sia la vocazione peculiare dei singoli atenei sia il benessere dell’intero ecosistema – sarà possibile affrontare con successo il prossimi decennio. La sua analisi insiste sulla necessità di un management universitario pronto a massimizzare le risorse attratte, senza perdere di vista l’effetto moltiplicatore che deriva da iniziative congiunte.
In quest’ottica, scelte di finanziamento che valorizzino progetti inter-ateneo e meccanismi interni di gestione in grado di dirottare i proventi su linee di sviluppo condivise divengono leve decisive. La competizione resta, ma cambia pelle: non più confronto sterile, bensì motore che spinge verso standard più elevati e innovazioni replicabili da tutta la comunità accademica. Scuttari ribadisce che l’università italiana possiede le competenze per governare questa trasformazione, a patto di saper superare visioni autoreferenziali e di riconoscere nell’altro un alleato, oltre che un rivale.
Relatori e ospiti di spicco
Il valore istituzionale dell’appuntamento è testimoniato dal parterre di inaugurazione: la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo e la presidente della Crui, Giovanna Iannantuoni, affiancheranno i rettori degli atenei ospitanti, offrendo uno sguardo trasversale sulle politiche di settore. La loro presenza conferma la centralità di un dibattito che va ben oltre le mura universitarie, toccando temi di politica industriale, innovazione e coesione territoriale.
Accanto alle sessioni plenarie, gli organizzatori hanno previsto momenti informali destinati a rinsaldare relazioni e a generare nuove opportunità di collaborazione. Atelier tematici condotti da esperti italiani ed europei proporranno analisi comparate, mentre le occasioni di networking saranno orientate a far emergere progetti congiunti pronti a essere implementati già nei prossimi mesi. Il convegno, in definitiva, si propone di mettere sul tavolo idee praticabili e di trasformare la “coopetizione” da slogan suggestivo a prassi quotidiana per il sistema universitario nazionale.
