Dal 19 al 21 settembre Massafra accoglie la terza edizione del Fi Fest: tre giorni di spettacolo e solidarietà in memoria di Simone Mellone, con il sostegno dell’associazione Roots.
Una comunità che si raccoglie per Simone
Il ricordo di Simone Mellone, scomparso a soli vent’anni per un tumore, continua a dare vita a un movimento di affetto che ogni anno coinvolge l’intera cittadina jonica. Fin dal primo momento la famiglia, gli amici e tanti sostenitori hanno scelto di trasformare il dolore in energia positiva, creando il Fi Fest. La manifestazione non è soltanto un cartellone di eventi: rappresenta un abbraccio collettivo che unisce pubblico, artisti, sponsor e volontari sotto un obiettivo comune. Chi partecipa sente di far parte di qualcosa di più grande, un gesto concreto che si traduce in speranza per tanti bambini in cura.
L’associazione Roots coordina ogni fase dell’iniziativa con uno staff di volontari che opera per mesi dietro le quinte. L’attenzione ai dettagli e la cura nella selezione degli appuntamenti dimostrano come la beneficenza possa fondersi con la qualità culturale. Dalla scelta delle location all’accoglienza degli ospiti, ogni decisione viene pensata per ricordare Simone in modo gioioso e costruttivo. Così la memoria di un ragazzo appassionato di musica e arte si traduce in un festival capace di mobilitare un’intera comunità, trasformando il dolore in partecipazione attiva.
Un bilancio che cresce grazie all’impegno collettivo
Nel 2023 la kermesse ha destinato al reparto di oncoematologia pediatrica “Nadia Toffa” dell’ospedale Santissima Annunziata ben 18.000 euro, cifra che ha segnato un esordio incoraggiante. L’anno successivo il traguardo si è impennato fino a 130.000 euro, testimonianza di come la rete solidale si sia rapidamente ampliata. Ogni ticket, ogni donazione, ogni offerta ha un volto e una storia: sono tasselli di un puzzle in cui ognuno mette ciò che può, perché il risultato finale vada ben oltre la somma dei singoli contributi.
Per l’edizione 2025 gli organizzatori confidano di superare i risultati precedenti, spinti dall’entusiasmo di un pubblico ormai affezionato e dalla credibilità conquistata in questi anni. L’intero incasso, come sempre, verrà trasferito direttamente all’unità ospedaliera tarantina per finanziare progetti di cura, ricerca e accoglienza. La trasparenza è un valore imprescindibile: i numeri vengono resi pubblici, le spese sono documentate, e chi partecipa sa esattamente dove finirà ogni euro investito nella speranza.
Tre giornate, tre linguaggi artistici
Il programma si apre venerdì 19 settembre con “7 Minuti”, spettacolo diretto da Francesco Lippolis al Teatro Comunale Nicola Resta. La pièce affronta temi sociali attuali e invita il pubblico a riflettere sui diritti dei lavoratori, offrendo il primo assaggio di un festival che non teme di coniugare intrattenimento e contenuto. La scelta di iniziare con il teatro testimonia la volontà di uscire dai consueti schemi, affrontando questioni complesse attraverso l’emozione della scena.
Domenica 21 settembre, l’arte visiva diventa protagonista. Oltre quaranta tatuatori provenienti da tutta Italia daranno vita a una tattoo convention che trasformerà l’area espositiva in un atelier a cielo aperto. Contemporaneamente, diversi writer si cimenteranno in una murata di cinquanta metri, offrendo un’esplosione di colori alla città. La giornata si chiuderà con un contest di freestyle dal montepremi di 500 euro, occasione per emergenti e appassionati di mettere alla prova rime e talento. È l’arte di strada che incontra la beneficenza, un connubio capace di parlare un linguaggio diretto e coinvolgente.
La line-up rap e urban che infiammerà Massafra
Sabato 20 settembre, nell’area spettacolo di via Potenza, a pochi passi dallo stadio, arriverà il turno della musica. Sul palco saliranno Kid Yugi – massafrese doc e padrino dell’iniziativa – al fianco di Boro Boro, Dj Ty1, Ernia, Lazza, Nerissima Serpe, Papa V, Rrari dal Tacco e Tedua. L’appuntamento richiama fan da tutta la regione, unendo veterani della scena hip hop a nuove leve che portano sul palco sonorità fresche e testi contemporanei. La scelta di coinvolgere un cartellone così variegato mira a intercettare generazioni diverse, dimostrando che la solidarietà può suonare in molteplici tonalità.
Dietro le quinte, gli organizzatori hanno predisposto un’importante macchina logistica: sicurezza, servizi e aree ristoro sono stati pensati per garantire un’esperienza confortevole a tutti. Inoltre, i rapper ospiti hanno aderito con entusiasmo al progetto benefico, rinunciando a parte dei cachet o devolvendo merchandising a favore della causa. Ciò che accade sul palco è solo la punta dell’iceberg: sotto, scorre un fiume di dedizione, professionalità e passione che rende possibile trasformare una serata di divertimento in un aiuto tangibile per chi lotta ogni giorno in corsia.
