Sei mesi di risultati in rapida ascesa confermano l’evoluzione di Chiesi nel panorama farmaceutico globale. Ricavi, margini e investimenti compongono un quadro di solidità che, nonostante le incertezze esterne, spinge il Gruppo a puntare oltre i target fissati per l’anno in corso, sostenuto da prestazioni uniformemente positive in tutte le sue aree di attività e di mercato.
Ricavi in crescita e solidità dei margini
Nei primi sei mesi chiusi al 30 giugno 2025, il Gruppo Chiesi ha messo a segno un fatturato di 1,86 miliardi di euro, pari a un incremento di 201 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A cambi costanti la progressione tocca il +13,2%, segnale di una robusta espansione organica che resiste alla volatilità delle valute. Al tempo stesso il margine Ebitda intorno al 30% testimonia una combinazione virtuosa fra forte dinamica delle vendite e disciplina sui costi operativi, divenuta parte integrante della cultura finanziaria del gruppo.
Il management evidenzia che la traiettoria tracciata nella prima metà dell’esercizio spinge a rivedere verso l’alto le aspettative sull’intero 2025. Le stime originarie, che si collocavano su una crescita media a una cifra singola, appaiono ora superabili, malgrado la perdurante incertezza legata alle fluttuazioni dei cambi e all’evoluzione delle regole commerciali negli Stati Uniti. La tenuta del cash flow operativo e una posizione patrimoniale definita «solida» nella nota ai risultati consentono di continuare a finanziare espansione e innovazione senza fare ricorso a debito aggiuntivo.
Slancio delle business unit e geografie chiave
All’interno della performance complessiva spicca la divisione Global Rare Diseases, che registra una progressione a doppia cifra pari al +31,4% rispetto al primo semestre 2024. Il balzo deriva in larga misura dal successo di terapie specialistiche lanciate negli ultimi anni, oltre che dal consolidamento dei mercati più maturi. Stati Uniti in testa, dove il fatturato semestrale cresce del 26%, equivalente a 85 milioni di euro aggiuntivi, portando il contributo nord-americano a sfiorare il 23% delle vendite globali. Un segnale importante per la diversificazione geografica perseguita dal gruppo.
L’Europa continua a rappresentare un pilastro, evidenziando una crescita del 5% nonostante l’intensificarsi della concorrenza dei farmaci generici, in particolare nella franchise Air. L’ampliamento del portafoglio, frutto di investimenti costanti in ricerca e di acquisizioni mirate, ha compensato la pressione sui prezzi, mentre i mercati emergenti hanno mantenuto un ritmo sostenuto, rafforzando l’impronta globale del Gruppo. Nella nota diffusa alla comunità finanziaria viene rimarcato come il presidio multicontinentale riduca l’esposizione a shock locali e favorisca economie di scala utili a sostenere margini elevati.
Investimenti strategici tra ricerca e produzione
Alla voce innovazione, Chiesi ha destinato nel semestre 409 milioni di euro, equivalenti al 22% dei ricavi, alimentando una pipeline che copre le tre aree di riferimento: salute respiratoria, malattie rare e cura primaria. Le risorse, indirizzate sia a progetti interni sia a partnership e acquisizioni strategiche, consentono di mantenere un flusso costante di soluzioni terapeutiche in fase avanzata di sviluppo. Tale impegno rafforza la competitività di medio periodo e consolida la relazione di fiducia con medici, pazienti e stakeholder istituzionali.
Sotto il profilo industriale, gli investimenti realizzati ammontano a 170 milioni di euro, completamente finanziati con la liquidità generata dalle attività operative. Quasi la metà di questa cifra è confluita nella riqualificazione del sito di Nerviano, recentemente acquisito nel milanese, mentre il nuovo Biotech Center of Excellence di Parma – progetto da circa 400 milioni – è ora pienamente funzionante. Potenziare la capacità produttiva europea viene indicato come passo essenziale per assicurare resilienza alle catene di fornitura e soddisfare la domanda globale in crescita.
Visione di lungo periodo e guida del team
La strategia di lungo termine, ribadita dall’amministratore delegato Giuseppe Accogli, punta a «creare valore condiviso» coniugando profittabilità, sostenibilità e impatto sociale. Accogli sottolinea che la solidità dei conti di metà anno fornisce la piattaforma necessaria per affrontare sfide e opportunità che il mercato presenterà nei prossimi trimestri. Il team di vertice si arricchisce dell’arrivo del nuovo CFO Jean-Marc Bellemin, chiamato a rafforzare la disciplina finanziaria e a supportare i progetti di crescita organica e inorganica. La sua esperienza internazionale nel settore pharma contribuirà ad accelerare i piani di espansione, soprattutto in aree ad alto potenziale come le biotecnologie avanzate.
La nota destinata agli investitori riconosce l’esistenza di fattori esterni potenzialmente avversi, in primis la volatilità dei cambi e l’evoluzione delle politiche commerciali oltreoceano. Al tempo stesso evidenzia che l’equilibrio patrimoniale, unitamente alla generazione di cassa, garantisce la resilienza necessaria per proseguire lungo il percorso di crescita sostenibile disegnato dal gruppo. L’obiettivo dichiarato rimane quello di superare i target originari di ricavi e di mantenere un margine Ebitda «solido» per l’intero esercizio, sostenendo al contempo l’impegno verso zero emissioni nette nel lungo periodo.
