Trasformare la sicurezza informatica da voce di spesa a forza propulsiva: è l’obiettivo che HWG Sababa punta a realizzare con HyperSOC, una soluzione ideata per integrare prevenzione, analisi e risposta in un’unica architettura intelligente, capace di adattarsi a ecosistemi IT, OT, IoT e cloud senza stravolgere le infrastrutture già operative.
Visione oltre la difesa reattiva
La filosofia che sorregge HyperSOC ruota attorno alla consapevolezza che un SOC non può limitarsi a inseguire avvisi di criticità che compaiono sullo schermo. Occorre invece individuare, e se possibile anticipare, la traiettoria con cui le minacce si insinuano nell’organizzazione. A questa esigenza risponde la piattaforma di HWG Sababa, che combina telemetria continua con automazione spinta per guidare i team di sicurezza verso decisioni mirate, rapide ed economicamente sostenibili. L’obiettivo dichiarato è ridurre drasticamente i tempi di rilevamento e di reazione, ridando ai CISO il controllo della propria superficie di rischio. Come evidenzia Marco Fattorelli, Head of Innovation, l’approccio non sostituisce la competenza umana, ma la esalta con dati puntuali e procedure orchestrate.
Nello specifico, l’orchestrazione è affidata a Pulse, la piattaforma proprietaria che funge da regia centrale di tutti i processi: dal collezionamento dei log alla correlazione degli eventi, fino all’avvio automatico di playbook di contenimento. Grazie a un motore di hyperautomation addestrato su scenari reali, Pulse seleziona in tempo reale solo gli alert che meritano attenzione, liberando gli analisti da compiti ripetitivi e riducendo il volume di falsi positivi. La capacità di apprendere dal contesto operativo, incrociando segnali IT e OT, permette di passare da una logica di semplice risposta a una postura realmente predittiva. Da qui l’ambizione di portare il Mean Time to Detect e il Mean Time to Respond ben al di sotto delle soglie comunemente accettate nel settore.
Le cinque fondamenta individuate da IDC per il SOC del futuro
Uno studio IDC Spotlight pubblicato nell’agosto 2025, realizzato in collaborazione con HWG Sababa, fornisce la cornice teorica all’interno della quale si colloca HyperSOC. L’analisi, intitolata “SOC a prova di futuro: cinque pilastri fondamentali per i leader della cybersecurity”, evidenzia come la crescita di attacchi automatizzati imponga una revisione radicale dei modelli di difesa. Secondo IDC, solo i Security Operations Center che integrano compliance, analisi data-driven, piattaforme integrate, threat intelligence contestuale e automazione alimentata dall’intelligenza artificiale saranno in grado di garantire resilienza. HyperSOC riprende questi pilastri e li traduce in un framework operativo concreto, spezzando la tradizionale separazione tra analisi e risposta.
La componente normativa costituisce il primo pilastro: lo studio sottolinea come un SOC debba essere progettato per facilitare gli audit piuttosto che subirli. In secondo luogo, l’analisi guidata dai dati offre una vista olistica della superficie d’attacco, mentre l’adozione di piattaforme integrate consente di abbattere i silos tecnici e organizzativi. Il quarto elemento è la threat intelligence contestuale, capace di mettere in relazione gli indicatori di compromissione con le specifiche priorità di business. Infine, l’automazione supportata dall’IA riduce la dipendenza dal fattore umano nei momenti più critici. La confluenza di questi aspetti in un’unica soluzione offerta come servizio rappresenta il valore differenziante di HyperSOC secondo gli analisti.
Architettura modulare e SOC-as-a-Service
Il progetto di HWG Sababa non si limita a introdurre nuove tecnologie, ma propone un modello di servizio scalabile che si adatta alla maturità di ciascuna organizzazione. Le aziende possono partire da un semplice monitoraggio 24/7 e, all’occorrenza, evolvere verso configurazioni co-gestite che prevedono la piena integrazione dei processi di risposta e delle risorse interne. Tale modularità permette di proteggere ambienti tradizionali e cloud, sistemi di controllo industriale e dispositivi IoT attraverso un’unica consola operativa. In questo modo, HyperSOC diventa una sorta di estensione del team di sicurezza, senza imporre sostituzioni di strumenti già in uso né interruzioni dei servizi in produzione.
Alla base di questo approccio “a strati” vi è la convinzione che ogni impresa possegga un proprio ritmo di trasformazione digitale. Il modello SOC-as-a-Service consente dunque di selezionare solo i componenti necessari, ottimizzando budget e risorse. I livelli di servizio includono funzioni di detection avanzata, gestione degli incidenti, consulenza per la continuità operativa e supporto alla recovery. Integrando questi moduli con Pulse, l’azienda cliente ottiene un flusso decisionale unitario, dove la priorità degli interventi è calcolata in base al rischio specifico. Il risultato è un ecosistema di sicurezza elastico, capace di espandersi oppure ridursi senza penalizzare prestazioni o governance.
Benefici tangibili: visibilità, velocità, conformità
Tra i vantaggi più immediati risalta la visibilità unificata di asset IT e OT, possibile grazie alla raccolta di telemetria eterogenea all’interno di un unico framework operativo. Rispetto ai tradizionali servizi MDR, HyperSOC fornisce una mappa interattiva della postura di rischio che si aggiorna in tempo reale, consentendo ai responsabili di intervenire prima che un’anomalia evolva in incidente. L’hyperautomation, combinata con playbook precostituiti, filtra il volume di alert e innesca azioni di mitigazione automatiche quando i parametri superano soglie predefinite. Tale rapidità nell’esecuzione si traduce in un abbattimento sostanziale di MTTD e MTTR, due indicatori fondamentali per la continuità del business.
L’aderenza ai requisiti normativi, troppo spesso considerata un aggravio burocratico, viene integrata nel flusso di lavoro quotidiano. Reportistica personalizzata, evidence trail automatico e allineamento alle principali disposizioni regolatorie rendono più agevoli gli audit interni ed esterni. In parallelo, la Cyber Threat Intelligence contestualizzata arricchisce gli eventi con dati su pattern emergenti e campagne attive, aumentando la precisione delle decisioni a ogni fase dell’analisi. Grazie a queste funzioni, la sicurezza diventa parte integrante della strategia aziendale, favorendo investimenti che sostengono la crescita invece di ostacolarla.
Una partnership strategica per la resilienza
Secondo le parole del CEO Alessio Aceti, la sicurezza informatica non dovrebbe mai essere percepita come un mero costo, ma come una leva di fiducia verso clienti, partner e mercati. In tale ottica, HyperSOC si propone come strumento capace di rafforzare la resilienza e assicurare la continuità operativa in un contesto di minacce cangianti e di normative in costante mutamento. La promessa della piattaforma, ribadita dal vertice aziendale, è di trasformare l’alleanza con il cliente in un rapporto di co-innovazione, dove la ricerca di efficienza convive con la tutela della reputazione. Solo con questo livello di collaborazione è possibile affrontare con serenità la complessità della cybersecurity contemporanea.
HyperSOC incarna dunque la sintesi fra visione strategica e implementazione pratica: una proposta di valore che traduce i principi delineati da IDC in soluzioni operative di comprovata efficacia. Grazie a una piattaforma proprietaria intelligente, a un modello di erogazione flessibile e a un costante focus sul rischio reale, HWG Sababa colloca la sua offerta nell’area critica in cui innovazione e business si incontrano. In un panorama fatto di minacce sempre più veloci, la capacità di prevenire, rilevare e reagire prima che il danno sia compiuto diventa il vero differenziale competitivo.
