Nel salutare il quinto anniversario del quotidiano Domani, il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha apprezzato l’accento posto dalla premier Giorgia Meloni sull’importanza di un’informazione indipendente, riaffermando l’impegno degli editori a salvaguardare pluralismo e affidabilità contro la disinformazione.
Una convergenza sui valori dell’informazione
Le parole della Presidente del Consiglio hanno fatto eco a un principio che la Federazione Italiana Editori Giornali difende da sempre: la qualità dell’informazione non è un semplice servizio, bensì un presidio democratico. Andrea Riffeser Monti, prendendo spunto dal messaggio inviato da Giorgia Meloni in occasione della ricorrenza del quotidiano, ha sottolineato come «leggere che chi guida il Paese considera indispensabile un’informazione attendibile, libera e indipendente conferma le ragioni alla base del nostro lavoro quotidiano». La consonanza fra istituzioni e operatori del settore appare quindi non formale, bensì sostanziale, perché fondata su un comune riconoscimento del ruolo sociale del giornalismo.
Da tempo, infatti, le testate aderenti alla Fieg – siano esse su carta o in formato digitale – si muovono su un duplice fronte: da un lato garantire notizie verificate e pluralistiche, dall’altro arginare la diffusione di narrazioni distorte che proliferano soprattutto nei circuiti dei social network. Proprio a questa strategia Riffeser Monti ha fatto riferimento ricordando le iniziative condotte contro la cattiva informazione, ritenute «un tassello essenziale per ricostruire il rapporto di fiducia con i lettori». Il riconoscimento pubblico proveniente da Palazzo Chigi, a suo avviso, rafforza ulteriormente la responsabilità degli editori nel presidiare ogni giorno la correttezza dei contenuti.
L’attesa per nuovi sostegni normativi ed economici nel settore
Guardando ai prossimi anni, il presidente della Fieg ha manifestato «piena fiducia» nel fatto che Governo e Parlamento sapranno consolidare un quadro normativo e un contesto economico favorevole al lavoro delle redazioni. Egli ha ricordato che, senza strumenti adeguati, la stampa rischia di non poter assolvere al compito assegnatole dall’articolo 21 della Costituzione, che tutela il pluralismo e la libertà di espressione. Mantenere vivo questo principio implica non soltanto dichiarazioni di intenti, ma anche interventi concreti, capaci di opporsi al dilagare delle fake news e di promuovere produzioni editoriali di qualità.
In questo scenario, prosegue Riffeser Monti, la sfida non riguarda esclusivamente i modelli di business, ma la stessa ragion d’essere del giornalismo. La trasformazione digitale ha ampliato l’offerta informativa, ma ha anche generato rumore di fondo, rendendo più difficile distinguere la verità dall’opinione travestita da fatto. Le testate della Fieg – grazie a una filiera professionale che va dal desk alle edizioni online – intendono farsi carico di questa complessità, chiedendo alle istituzioni regole certe, incentivi alla lettura e misure di sostegno che permettano a ogni voce di continuare a essere presente nello spazio pubblico, garantendo così un confronto realmente aperto e pluralistico.
