Una due giorni al Palazzo Reale di Napoli promette di trasformare la percezione dell’agricoltura campana: Campania Mater riunisce scienza, imprenditoria e cultura per delineare il Modello Campania, un percorso condiviso che coniuga sostenibilità, innovazione e identità gastronomica, ridisegnando il futuro dei campi e delle comunità rurali della regione.
Il progetto che unisce scienza e territorio
Il forum nasce dall’incontro tra ricerca accademica e pratica sul campo. Cuore dell’iniziativa è il volume bilingue “Campania Mater. Il Modello Campania per il cibo che verrà”, messo a punto da Nicola Caputo, assessore regionale all’Agricoltura, dalla professoressa Teresa Del Giudice e dal docente Alex Giordano. L’opera sintetizza mesi di analisi multidisciplinare, elaborati scientifici e confronti con operatori della filiera, restituendo una mappa chiara delle sfide e delle opportunità che interessano le campagne campane. Dai nuovi scenari climatici alla domanda di qualità sui mercati, il testo offre una strategia operativa che farà da bussola all’intera manifestazione.
L’idea, spiega Caputo, è quella di trasformare un convegno in un movimento capace di convogliare energie, competenze e passioni in un racconto nuovo della regione. La manifestazione abbraccia tre direttrici – Sostenibile, Generosa, Futura – che diventano tappe di un viaggio collettivo. A ognuna corrispondono panel tecnici, performance artistiche e momenti di degustazione, così da intrecciare scienza, cultura e gusto. L’obiettivo è duplice: da un lato generare proposte concrete che rafforzino la leadership campana in Italia e in Europa; dall’altro risvegliare nelle comunità rurali l’orgoglio di custodire biodiversità, tradizioni e saperi antichi proiettandoli verso orizzonti globali.
Campania Mater Futura: innovazione e giovani protagonisti
Il secondo giorno, giovedì 18 settembre, prende il via con l’AgriBreakfast e inaugura lo spazio dedicato a Campania Mater Futura, dove innovazione e conoscenza diventano leve di crescita. Coordinato da Alex Giordano, il confronto analizza digitalizzazione, ricerca applicata e nuove tecniche di produzione che riducono input e sprechi. Subito dopo, Roberto Mazzei affronta il tema dei giovani imprenditori agricoli, mettendo a fuoco incentivi, criticità e casi di successo che testimoniano la possibilità di restare – o tornare – in campagna con modelli d’impresa competitivi. La sessione si chiude con l’intervento di Teresa Del Giudice sulla resilienza delle comunità rurali, moderato dal giornalista Giorgio Dell’Orefice.
Lo sguardo al domani è accompagnato da un gesto solidale: il pranzo conclusivo, realizzato in collaborazione con Caritas Campania, diventa un laboratorio di convivialità in cui eccedenze di qualità si trasformano in piatti dal forte valore simbolico. Il performer Daniele De Michele, alias Don Pasta, fonde gastronomia, teatro e musica in un’esibizione che celebra la cucina partenopea e invita a riflettere su un sistema alimentare più equo. Condividere il cibo, in questo contesto, rappresenta la chiusura circolare di due giornate dedicate alla sostenibilità: il sapere scientifico si traduce in azione concreta a beneficio di chi vive situazioni di fragilità.
Campania Mater Sostenibile: tutelare la terra e l’acqua
Il percorso dedicato alla sostenibilità apre la maratona mercoledì mattina, subito dopo il taglio del nastro, e mette al centro il capitale naturale campano. Fabio Terribile e Raffaella Pergamo guidano la sessione su suolo e risorse idriche, presentando dati che testimoniano la ricchezza ma anche la vulnerabilità di questi asset. A seguire, Fabian Capitanio e Francesco Pennacchio esaminano l’interazione tra pratiche agricole e cambiamento climatico, spostando l’attenzione su mitigazione e adattamento. L’integrazione fra settore agricolo e marino viene affrontata nell’intervento sull’Economia Blu condotto dal biologo Domenico Ciorciaro, mentre la sfida Zero Sprechi viene argomentata da Andrea Segrè, pioniere dell’economia circolare.
Il dibattito viene impreziosito dall’analisi dei ricercatori di Nomisma, che offrono una prospettiva quantitativa sulle filiere regionali, e culmina in un confronto moderato dal giornalista Luigi Chiarello. Nel Giardino Romantico, l’esperienza si trasforma in un viaggio sensoriale: il progetto “Le Erbe di Parmenide” unisce degustazioni di produzioni tipiche alla musica di Massimiliano Sacchi, Giulio Fazio e Marco Di Palo, accompagnati dalla voce recitante di Dionisia De Santis. La cura degli ecosistemi si intreccia così con la narrazione artistica, restituendo al pubblico la consapevolezza che tutela ambientale e identità culturale sono facce della stessa medaglia.
Campania Mater Generosa: eccellenze e identità condivisa
Nel pomeriggio di mercoledì, la rassegna vira verso Campania Mater Generosa, capitolo dedicato alle produzioni di qualità che hanno fatto conoscere la regione nel mondo. Prima di entrare nel vivo dei panel, l’assessore Nicola Caputo, con il direttore Luigi Riccio, rende omaggio a chi lo ha preceduto alla guida delle politiche agricole regionali, riconoscendo un filo di continuità nelle scelte strategiche. Poi, sotto la conduzione di Peppone Calabrese, si apre il confronto su DOP Economy e rapporto tra cibo e salute, dove l’immunologo Mauro Minelli sottolinea il legame fra qualità delle materie prime e benessere dei consumatori.
A partire dalle 17.15, la marketing specialist Chiara Giovoni esplora le leve del brand Made in Campania, evidenziando come indicazioni geografiche e storytelling territoriale risultino decisive sui mercati internazionali. Durante la serata vengono assegnati i Premi Campania Mater a imprenditori che hanno elevato la reputazione delle eccellenze locali; interviene il poeta Franco Arminio con brani accompagnati dalla musica popolare di Livio Arminio ed Eduarda Iscaro. L’atmosfera culmina nello spettacolo “Il ragù a teatro” di Antonella Morea e Federica Aiello, seguito dall’iniziativa “Sorsi legali” e da collegamenti notturni con ristoratori in Giappone, Nuova Zelanda e Australia, a testimoniare la generosità di una terra che dialoga con il mondo.
