Una nuova ventata di energia artistica anima Bergamo: i 350 metri quadri di Amoarte Sofi Gallery aprono le porte con una personale di Leonardo Lucchi, segnando un momento significativo per chi ama l’arte contemporanea.
Un nuovo capitolo per l’arte contemporanea bergamasca
Nel cuore di via Tremana 111, prende forma uno spazio pensato per ospitare idee e linguaggi in continua evoluzione. Nato durante l’anno di “Bergamo-Brescia Capitale della Cultura 2023”, il progetto è stato concepito per offrire alla città un luogo capace di accogliere sperimentazioni e dialoghi internazionali. L’ampia metratura consente allestimenti versatili, adatti tanto alle esposizioni monumentali quanto alle ricerche più intime. La prospettiva è quella di trasformare ogni apertura di mostra in un evento che coinvolga attivamente il pubblico e lo renda partecipe di un viaggio estetico sempre nuovo.
Alle spalle della galleria c’è Consulting Art Srl, realtà consolidata che ha dato vita all’iniziativa PicassoDefi. Un team di esperti Art Dealer, con esperienza su scala nazionale e internazionale, guida il progetto con l’obiettivo di innestare a Bergamo un polo di riferimento per collezionisti, professionisti del settore e semplici curiosi. «Siamo felici di aver dato vita a uno dei più importanti spazi espositivi per l’arte contemporanea», ha dichiarato il CEO Raffaele Tortorella durante la serata inaugurale, sottolineando l’intento di rendere la galleria uno snodo permanente per scambi culturali di alto livello.
Un progetto che guarda lontano
Modulato su criteri espositivi di nuova generazione, Amoarte Sofi Gallery ambisce a instaurare relazioni con musei, fondazioni e altri centri culturali, creando connessioni capaci di superare i confini territoriali. L’obiettivo dichiarato è avvicinare pubblico e artisti, stimolando una fruizione partecipata che trasformi la visita in esperienza condivisa. Il percorso di crescita, già delineato, prevede residenze d’artista, incontri con esperti e progetti formativi, tutti mirati a consolidare l’ecosistema creativo cittadino.
Gli ambienti, studiati per valorizzare qualsiasi media contemporaneo, si prestano a un uso polifunzionale: esposizioni, performance, talk e workshop trovano naturale collocazione all’interno di sale che dialogano con luce e architettura. Ogni dettaglio, dall’illuminazione alla modularità delle strutture, è stato curato per garantire massima libertà curatoriale. La sensazione che si avverte attraversando gli spazi è quella di poter assistere, di volta in volta, a un racconto in continua trasformazione.
La scultura incontra l’emozione: Leonardo Lucchi
Il compito di inaugurare il nuovo percorso espositivo è affidato a Leonardo Lucchi, artista nato a Cesena che continua a vivere e creare nella sua città d’origine. Formatosi all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza, sin dagli esordi ha collezionato riconoscimenti in mostre personali e collettive lungo tutta la penisola, per poi estendere il proprio raggio d’azione alla Francia e ad altri contesti internazionali. In oltre quarant’anni di attività, le sue opere hanno trovato posto in gallerie di prestigio in Italia, Francia e Regno Unito, oltre che in collezioni private diffuse nei cinque continenti.
La firma di Lucchi è riconoscibile anche nello spazio urbano: tra gli interventi pubblici più noti spiccano le fontane realizzate per Piazza della Vita a Bolgare, in provincia di Bergamo, prova ulteriore di un dialogo costante tra dimensione monumentale e slancio poetico. Le sue sculture, forgiate nel bronzo, riflettono una comprensione profonda del gesto umano, trasformando emozioni quotidiane in simboli tangibili e condivisi.
Racconti sospesi, la magia del bronzo
La mostra inaugurale, intitolata “Racconti sospesi: la magia del bronzo”, conduce il visitatore dentro un universo popolato da figure che sembrano fluttuare nello spazio. Le pose, spesso al confine tra intimità e movimento, sfidano la percezione gravitazionale e catturano attimi di intensa poesia visiva. Ogni scultura racconta, senza bisogno di parole, micro-storie di vita, sentimenti trattenuti e pensieri condivisi. In questo continuo oscillare fra leggerezza e materia, Lucchi fa emergere la forza del silenzio, lasciando che sia il bronzo a parlare per lui.
Aperta al pubblico fino al 10 ottobre, l’esposizione è visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 19.00. Gli spazi della galleria invitano a un percorso libero, in cui ciascuna opera trova collocazione in dialogo con luci morbide e geometrie minimaliste. Chiunque si avvicini all’ingresso può vivere un’ora di sospensione dal quotidiano, immergendosi in un linguaggio che restituisce al contempo forza e delicatezza.
Un’apertura festosa e condivisa
La serata inaugurale ha registrato una partecipazione calorosa, segno tangibile dell’interesse che la città nutre per le proposte culturali di qualità. Collezionisti, addetti ai lavori e semplici appassionati hanno potuto scoprire le sculture di Lucchi, respirando un clima di entusiasmo che sembrava diffondersi da una sala all’altra. L’atmosfera è stata impreziosita dall’esibizione live del gruppo musicale Marama, che ha accompagnato i presenti con sonorità in sintonia con la ricercatezza dell’allestimento, creando un intreccio di arte visiva e suggestione sonora.
Al termine dell’inaugurazione, l’impressione condivisa era quella di aver preso parte a un momento destinato a lasciare tracce durature nel tessuto culturale bergamasco. Amoarte Sofi Gallery, con il suo debutto, ribadisce la volontà di farsi luogo aperto, in cui l’arte contemporanea possa raccontare il nostro tempo e, insieme, coltivare una comunità capace di riconoscersi nei valori della creatività, della bellezza e dello scambio.
