Novant’anni fa, da Cerignola, si levò la voce di Giuseppe Tatarella: oggi la sua Fondazione trasforma quel compleanno in un percorso di studio, arte e solidarietà che accompagna l’intero anno con borse di studio, mostre e convegni, tenendo viva una passione politica intrecciata con la vita culturale di Bari e della Puglia.
Un progetto lungo dodici mesi
Negli uffici della Fondazione Giuseppe Tatarella il novantesimo compleanno dello statista viene tradotto in un calendario capillare che si snoda dall’autunno di quest’anno a quello successivo, riempiendo ogni stagione di appuntamenti diversi: conferenze di approfondimento, esposizioni tematiche, performance musicali e iniziative solidali. La scelta di estendere le celebrazioni su dodici mesi intende restituire la complessità di un percorso politico che non può essere racchiuso in un singolo giorno di ricordo; per questo, gli organizzatori hanno preferito cucire insieme momenti culturali, laboratori didattici e azioni di volontariato.
Tra le iniziative di maggior peso spiccano le borse di studio riservate agli studenti eccellenti delle scuole secondarie di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia. L’assegno economico, oltre a premiare il merito, intende riprodurre la fiducia che Pinuccio nutriva verso i giovani e la loro capacità di innovare il dibattito pubblico. Nel medesimo spirito si inserisce il “Concerto d’Armonia”, giunto alla quarta edizione, concepito per coniugare beneficenza e divulgazione musicale: una platea aperta, un palco condiviso, un fine solidale. Nel corso dell’anno, la musica diventerà quindi veicolo di dialogo civile e di raccolta fondi per progetti sociali locali.
Il 17 settembre: la doppia cerimonia di avvio
Il cuore delle commemorazioni batterà, come era naturale, il 17 settembre, data di nascita di Tatarella. Il pomeriggio si aprirà nel quartiere Libertà, in via Nicolai 261, dove l’associazione “Riprendiamoci il futuro” chiamerà a raccolta cittadini, ex compagni di militanza e simpatizzanti per condividere ricordi e prospettive. Sul palco prenderanno la parola Luigi Cipriani, Michele Diomede e Fabrizio Tatarella. Quest’ultimo presenterà il volume postumo “La destra del futuro”, offrendo spunti di discussione sulla modernità del pensiero di Pinuccio. Sarà un dialogo diretto, privo di orpelli, fedele allo stile del leader che preferiva la piazza alle luci dei riflettori.
Poco dopo, alle ore 19, l’attenzione si sposterà nel cuore del centro cittadino, in via Piccinni 97, all’interno della sede della Fondazione Tatarella. Qui sarà presentato il volume “Bari: la cultura nella piazza mediterranea”, risultato del lavoro collettivo di giornalisti baresi realizzato durante il mandato di Tatarella come assessore alla Cultura del Comune. L’incontro vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali e cronisti chiamati ad analizzare come quell’esperienza amministrativa abbia intrecciato identità locale e visione europea. Il racconto di quella stagione rivelerà un tessuto culturale ancora visibile nei cromatismi della città.
Ricordare per formare
Nel prosieguo dell’anno, le celebrazioni si trasformeranno in luoghi di studio. Seminari e tavole rotonde saranno dedicati al “Tatarellum”, la legge elettorale regionale varata trent’anni fa che ha ridefinito la partecipazione democratica in Puglia e, in parte, nel Paese. Accademici, amministratori e testimoni diretti ne valuteranno pregi e criticità, soffermandosi sugli effetti in termini di stabilità dei governi locali. Analizzare le regole che strutturano le istituzioni significa capire, oggi come ieri, quanto la qualità della politica derivi dagli strumenti che la sorreggono.
Punto fermo del calendario sarà, come di consueto, il convegno di febbraio in memoria della scomparsa di Giuseppe Tatarella. In quell’occasione studiosi di diritto, commentatori politici e amici personali intrecceranno testimonianze e analisi, per offrire un quadro a più voci dell’eredità lasciata dall’ex vicepremier. L’obiettivo resta quello di favorire una discussione franca e pluralista, capace di misurare la distanza tra la militanza di ieri e le urgenze odierne. Lo spirito critico, del resto, ha sempre rappresentato il motore migliore per rinnovare la vita pubblica.
Lo sguardo agli istituti e alle prossime generazioni
Verso la fine del ciclo di appuntamenti, in ottobre, prenderà forma l’ottava edizione della Scuola di formazione politica, rivolta a studenti universitari e neoamministratori che desiderino confrontarsi con buone pratiche di governo. Le lezioni alterneranno moduli storici, laboratori di comunicazione e simulazioni legislative. Parallelamente resterà aperto il bando per le borse di studio: un ponte tra merito accademico e impegno civico che conferma l’attenzione costante della Fondazione verso il capitale umano del territorio. Investire conoscenza significa, in ultima analisi, seminare cittadinanza consapevole.
Il capitolo conclusivo arriverà con la mostra fotografica “Giuseppe Tatarella: la politica è passione”, pensata per guidare il visitatore attraverso scatti d’aula, campagne elettorali e momenti di vita privata. Ogni immagine sarà accompagnata da pannelli esplicativi, così da offrire contesto e cronologia. L’esposizione intende chiudere l’anno di celebrazioni non come un archivio statico, ma come un corridoio aperto verso future riflessioni sul ruolo dell’impegno pubblico. Rivedere quei volti e quelle strette di mano servirà a ricordare che la politica, quando è vissuta come servizio, continua ad accendere energie collettive.
