Lucca si prepara a trasformarsi nel cuore pulsante del cinema internazionale: dal 20 al 28 settembre 2025, il Lucca Film Festival, a ingresso gratuito sino a esaurimento posti, promette otto giorni di anteprime, incontri d’autore e competizioni che attraversano generi, stili e continenti.
Un’apertura stellare: Kevin Spacey illumina Lucca
Il sipario di questa ventunesima edizione si alzerà sabato 20 settembre sulle note di una celebrazione speciale: Kevin Spacey, attore e produttore statunitense due volte premiato con l’Oscar, salirà sul palco del Cinema Astra per ricevere il Premio alla Carriera. La direzione artistica di Nicola Borrelli, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha voluto scommettere su un inizio capace di coniugare prestigio e popolarità, offrendo al pubblico – che potrà accedere liberamente finché ci saranno posti – il raro privilegio di vivere un momento che di solito appartiene soltanto ai grandi red carpet internazionali. È la promessa di un festival che ambisce a mettere i suoi ospiti sullo stesso livello di chi li applaude.
La serata inaugurale sarà anche l’occasione per la prima mondiale di 1780, il nuovo thriller in costume diretto da Dustin Fairbanks e prodotto da Spero Stamboulis insieme a SDS Pictures, Future Proof Films, DJ Dodd e Spencer Folmar. Nella pellicola, ambientata negli anni turbolenti della Guerra d’Indipendenza americana, un soldato gravemente ferito trova riparo nella capanna di un trapper della Pennsylvania e del piccolo figlio di quest’ultimo; tra gelo, paura e sospetti, i tre dovranno scegliere di chi fidarsi e a quale principio restare fedeli. L’anteprima promette di avvolgere gli spettatori in un clima teso, dove la posta in gioco è la stessa anima dei protagonisti.
Dall’Oscar alla masterclass: l’incontro con il pubblico
Il giorno seguente, domenica 21 settembre, Spacey tornerà al Cinema Astra per un dialogo a cuore aperto con gli spettatori, moderato da Tiziana Rocca. La masterclass non sarà un semplice racconto di aneddoti: l’attore intende condividere il processo con cui costruisce i suoi personaggi, la disciplina necessaria per mantenerne la coerenza nel corso di una lunga carriera e la costante ricerca di nuove sfide. La promessa è quella di un incontro intimo, capace di rivelare il dietro le quinte di una vita passata a interrogare emozioni e fragilità altrui per restituirle sullo schermo.
In oltre quarant’anni di attività, Kevin Spacey ha dato volto a figure ormai scolpite nell’immaginario collettivo: dal criminale enigmatico di I soliti sospetti, che gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista nel 1995, al disilluso Lester Burnham di American Beauty, premiato quattro anni dopo con la statuetta per il protagonista. Tra i titoli che ne hanno consolidato la fama spiccano Seven, L.A. Confidential, Glengarry Glen Ross, Swimming with Sharks e Beyond the Sea, di cui ha firmato anche regia e sceneggiatura. La sua prova televisiva in House of Cards, incoronata da un Golden Globe e due Screen Actors Guild Awards, ha infine dimostrato come la sua presenza sappia dominare ogni formato.
Dodici lungometraggi, dodici scommesse sul futuro
La sezione competitiva dedicata ai lungometraggi, curata da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino, conferma la vocazione del festival a scoprire talenti e a misurare il polso dell’attuale panorama cinematografico. Dodici titoli provenienti da Russia, Germania, Stati Uniti, Cina, Taiwan, Argentina e altri Paesi compongono un mosaico di estetiche differenti, nel quale si alternano esordi audaci e opere di cineasti già affermati. Molte di queste pellicole arrivano a Lucca forti di riconoscimenti ottenuti alla Berlinale, al Sundance, a Rotterdam, al Tribeca e allo Slamdance, portando con sé l’eco di dibattiti internazionali ancora caldi.
A emergere sono temi quanto mai attuali: le sfide quotidiane delle donne, la costruzione dell’identità queer, la memoria storica, il rapporto con un ambiente naturale al contempo madre e avversario. Produzioni sostenute da nomi di spicco – tra cui spunta Luca Guadagnino – testimoniano la solidità della line-up, pensata come laboratorio creativo e finestra privilegiata sul cinema d’autore di domani. A giudicare le opere ci sarà una giuria composta dal direttore della fotografia Michele D’Attanasio, dalla video editor Paola Freddi e dal regista, sceneggiatore e produttore Mimmo Calopresti, chiamati a individuare la voce più sorprendente di questa generazione.
Il mondo in un corto: la sezione Short
Se i lungometraggi costituiscono l’ossatura del festival, i corti ne rappresentano il battito più rapido e imprevedibile. Tra oltre ottocento opere arrivate da ogni latitudine, i curatori Laura Da Prato e Dario Ricci ne hanno selezionate dodici, regalando al pubblico altrettante anteprime nazionali – due assolute mondiali e una europea – che esplorano relazioni complesse e recondite, dove la realtà si rivela spesso più aspra di qualsiasi finzione. Solitudini, dolore, barlumi di speranza: il formato breve, qui, diventa una lente che amplifica l’intensità delle emozioni.
Le proiezioni, ospitate al Cinema Centrale e prenotabili online, vedranno la partecipazione di registi pronti a introdurre personalmente i propri lavori. Il pubblico potrà esprimere un voto che confluirà in una giuria popolare, affiancata da una commissione professionale composta da Lamberto Bava, Chiara Caselli e Fabrice Du Welz. Fuori concorso, quattro ‘gemme’ offriranno ulteriori prospettive, confermando la sezione come un terreno fertile per sperimentare linguaggi e racconti che spesso faticano a trovare spazio nei circuiti tradizionali.
Visioni speciali: tra omaggi e sperimentazioni
Oltre alle competizioni, l’edizione 2025 sarà punteggiata da eventi speciali che attingono tanto alla classicità quanto all’avanguardia. Il festival renderà omaggio a David Lynch con la proiezione del documentario Lynch/Oz e l’anteprima italiana di Legend Of The Happy Worker, diretto dal suo storico collaboratore Duwayne Dunham. Accanto a questi titoli, tre cortometraggi esclusivi amplieranno la riflessione sulla poetica lynchiana: Hearts of Stone di Tom Van Avermaet con Noomi Rapace; il visionario The Space Between Attack and Decay di Jessica Kourkounis, narrato dalla voce di James McAvoy; e l’irriverente zombie-movie The black ghiandola, nato dal sogno del giovane Anthony Conti, cui hanno aderito, tra gli altri, Laura Dern, Johnny Depp e J.K. Simmons.
Questi tre appuntamenti, programmati sempre al Cinema Centrale, incarnano l’anima più libera del festival, quella capace di connettere solidarietà e sperimentazione: dalla raccolta fondi della Fondazione Make-A-Film, che ha reso possibile The black ghiandola, alla scelta di ambientare The Space Between Attack and Decay in un universo dove la realtà si sfalda in simboli mutevoli. È un invito a lasciarsi sorprendere, a concedersi il lusso del rischio creativo, a cogliere il cinema nel momento esatto in cui smette di rassicurare e ricomincia a inquietare.
Voce al cinema italiano: Amelio, Riondino e Marcello
La presenza di ospiti italiani di primo piano completa il panorama di quest’anno. Il regista e sceneggiatore Gianni Amelio terrà una masterclass e riceverà il Premio alla Carriera, introducendo al pubblico due sue opere recenti: La tenerezza e Il Signore delle formiche. Forte di tre David di Donatello, sei Nastri d’Argento e cinque Globi d’Oro, Amelio è l’unico cineasta italiano ad aver conquistato per tre volte l’EFA per il miglior film europeo; la sua partecipazione promette di essere un momento di grande intensità, tanto per chi studia cinema quanto per chi lo ama semplicemente guardarlo.
A condividere i riflettori ci sarà Michele Riondino, attore, regista e sceneggiatore che al Cinema Astra riceverà il Golden Panther Award e presenterà La valle dei sorrisi, horror diretto da Paolo Strippoli in uscita nelle sale italiane il 17 settembre. Ambientato nell’isolato paese di Remis, il film svela un inquietante rituale collettivo guidato da un adolescente capace di assorbire il dolore altrui, e mette in scena la lotta interiore del professor Sergio Rossetti nel tentativo di salvare quel ragazzo. Nel corso del festival, inoltre, una serata speciale sarà dedicata a Pietro Marcello, che presenterà Duse, ritratto degli ultimi anni della leggendaria attrice Eleonora Duse interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, fresco di anteprima veneziana e di imminente uscita nelle sale.
