Con un obiettivo chiaro – intercettare quanta più materia possibile prima che diventi rifiuto – Iren Ambiente riordina il proprio impegno sulla filiera del legno e, più in generale, sul recupero di materiali domestici, sottolineando la necessità di lavorare in modo coordinato e specializzato lungo l’intero processo.
La visione di Iren Ambiente
Intervenendo al convegno mantovano dedicato a economia circolare e risorse forestali, l’amministratore delegato Eugenio Bertolini ha ribadito che, per fare davvero sistema, «ciascuno deve limitarsi a svolgere con rigore ciò che sa fare meglio». Il dirigente ha ricordato che Iren Ambiente, attiva nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti, serve circa quattro milioni di cittadini: un bacino vasto che rende centrale l’azione di intercettazione dei materiali domestici. L’azienda, ha evidenziato, concentra quindi le proprie energie proprio sul tema del recupero, compreso quello del legno.
Il suo intervento, ospitato durante il forum intitolato “Il futuro del mondo legno: economia circolare e risorse forestali”, ha puntato l’attenzione su un concetto semplice: recuperare bene significa intercettare presto. A detta del manager, soltanto una filiera capace di lavorare in continuo dialogo – dal cittadino alle imprese, passando per gli enti pubblici – permette di raccogliere materiali puliti prima che finiscano nel rifiuto indifferenziato. È su questa frontiera che Iren Ambiente misura la propria performance quotidiana. Fattore decisivo è anche l’affidabilità dei dati, che consente di fissare obiettivi concreti.
Una rete capillare di punti di conferimento
La sfida successiva riguarda l’infrastruttura di raccolta: per il legno, spiega Bertolini, il territorio deve dotarsi di centri di conferimento vicini alle case e alle piccole imprese. Oggi, gli abitanti che generano pochi scarti lignei faticano a individuare luoghi rapidi e accessibili dove smaltirli correttamente. Creare punti di consegna comodi, con orari estesi, riduce le percorrenze, abbatte le emissioni legate al trasporto e rende più semplice separare alla fonte il materiale, evitando contaminazioni che ne comprometterebbero il successivo recupero. Un passaggio necessario per innescare buone abitudini.
Un simile modello, già sperimentato con successo per vetro, carta e metalli, diventa ora imprescindibile anche per i derivati del legno. Secondo l’amministratore delegato, l’obiettivo non è soltanto predisporre contenitori fisici ma costruire un ecosistema di prossimità in cui cittadino, azienda di igiene urbana e piattaforme di riciclo operino in sincronia. Solo così si garantisce una prima selezione accurata, requisito indispensabile affinché il materiale arrivi agli impianti in condizioni idonee a essere trasformato, senza costi aggiuntivi o scarti eccessivi. Un risultato che richiede investimenti coordinati e pianificazione a lungo termine.
Da scarto a risorsa: il potenziale del legno ‘sporco’
Grazie all’evoluzione delle tecniche di selezione, triturazione e depurazione, ciò che fino a pochi anni fa era catalogato come legno “sporco” torna oggi a nuova vita. Travi con chiodi, cassette contaminate da residui di vetro o schegge ferrose possono essere lavorate e ricondotte a materie prime seconde di qualità. L’innovazione, sottolinea Bertolini, ha spostato il confine tra rifiuto e risorsa, aprendo scenari finora impensabili per la quota di materiale che si riuscirà a recuperare. Una possibilità che alimenta occupazione, riduce il fabbisogno di legname vergine e favorisce l’equilibrio degli ecosistemi forestali.
La capacità di trattare anche le pezzature contaminate permette agli impianti di Iren Ambiente di mantenere standard qualitativi elevati senza sacrificare le quantità. I residui estranei, una volta separati, seguono filiere di smaltimento dedicate, garantendo la sicurezza degli operatori e la conformità normativa. Questo approccio integrato aumenta l’efficienza complessiva del ciclo di recupero, ottimizzando tempo, energia e costi, e dimostra come la tecnologia, se abbinata a procedure rigorose, possa trasformare il problema dei rifiuti in un’occasione concreta di sviluppo industriale ulteriore.
Qualità del riciclo e nuovi prodotti al 100% rigenerati
La filosofia espressa da Bertolini parte da un presupposto preciso: senza una raccolta di qualità non si può chiedere al riciclatore miracoli. Il controllo puntuale delle frazioni in ingresso è dunque il primo anello di una catena che mira a realizzare pannelli, componenti o manufatti composti esclusivamente da legno rigenerato. Solo materiali omogenei, liberi da contaminanti, permettono infatti di ottenere prestazioni meccaniche e estetiche comparabili a quelle del legno vergine, aprendo mercati di alto profilo al prodotto riciclato. Un orizzonte che stimola innovazione e competitività per l’intera filiera.
A sostegno di questa prospettiva, pochi mesi fa Iren Ambiente ha siglato, con il sostegno di Rilegno, un accordo con un gruppo di aziende che acquistano, trasformano o commercializzano semilavorati riciclati. L’intesa mette a sistema domanda e offerta, assicurando continuità ai flussi di materia e stabilità ai prezzi. In tal modo, il riciclo non resta un esercizio virtuoso ma diventa parte integrante di un business che crea valore, posti di lavoro qualificati e benefici ambientali misurabili lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
