Una platea internazionale ha applaudito i giovani dell’Accademia Teatro alla Scala durante l’Italy National Day all’Expo di Osaka 2025. Con una suite dedicata a Fellini e le effervescenti Rossini cards, la compagnia guidata da Frédéric Olivieri ha offerto un assaggio dell’eccellenza coreutica italiana.
L’incanto della Shining Hat Hall
Il palcoscenico futuristico della Shining Hat Hall, cuore pulsante del sito espositivo giapponese, si è acceso di luci e di emozioni quando la Scuola di Ballo scaligera ha fatto il suo ingresso. Gli allievi, impeccabili nei costumi e nella concentrazione, hanno interpretato la suite creata da Mario Pistoni su La strada, liberamente tratta dal capolavoro cinematografico di Federico Fellini. In platea, fra il pubblico dai più diversi angoli del pianeta, sedevano personalità quali la principessa Tomohito di Mikasa, il viceministro nipponico Ken Akamatsu, il ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli, l’ambasciatore Gianluigi Benedetti, il commissario del Padiglione Italia Mario Vattani e il manager Fulvio Renoldi Bracco, testimoniando il valore diplomatico di una simile serata.
Alla carica emotiva della pagina felliniana si è affiancata l’energia frizzante di Mauro Bigonzetti con Rossini cards, coreografia che miscela ironia e virtuosismo in un tributo all’autore pesarese. Il susseguirsi di passi a due, assiemi e variazioni ha coinvolto il pubblico in un crescendo di entusiasmo, concluso da un applauso prolungato e da numerose chiamate in scena. Per gli studenti, quel boato di approvazione ha rappresentato un momento irripetibile di conferma, una carezza corale che ripaga anni di studio silenzioso in sala prove. L’esibizione, inoltre, ha messo in luce il meticoloso lavoro di Frédéric Olivieri, tornato di recente a guidare anche il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, sottolineando l’unicità di un percorso formativo capace di fondere tradizione e modernità.
Bracco, un dialogo fra arte e innovazione
Accanto alla magia scenica, la presenza del Gruppo Bracco ha conferito una dimensione ulteriore alla giornata. La presidente e Ceo Diana Bracco, socio fondatore dell’Accademia, ha ricordato come la cultura rappresenti un linguaggio condiviso capace di avvicinare popoli lontani. Dal 1992, ha sottolineato, la società è attiva in Giappone, e l’Expo costituisce la vetrina ideale per mostrare come i giovani talenti scaligeri uniscano abilità tecnica e sensibilità artistica. L’accoglienza calorosa riservata agli allievi è la testimonianza più eloquente di quanto l’eccellenza italiana continui a esercitare un fascino trasversale e senza tempo.
Il vicepresidente e amministratore delegato di Bracco Imaging, Fulvio Renoldi Bracco, ha inquadrato la performance nel calendario di una “settimana cruciale” che si estende fino all’evento del 16 settembre presso l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, dove approderà la mostra fotografica Milano con gli occhi di Leonardo. Per il manager, iniziative di questo genere intrecciano tre assi strategici: scienza, cultura e responsabilità sociale. Solo unendo queste dimensioni, ha spiegato, possiamo affrontare sfide globali quali l’invecchiamento demografico e la sostenibilità dei sistemi sanitari. Da mesi l’azienda rafforza partnership con ospedali e università nipponiche, convinta che investire nell’innovazione e nell’accesso alle cure equivalga a investire nel futuro delle comunità.
Un sodalizio con il Giappone che cresce
La tournée di Osaka non è stata soltanto un banco di prova artistico. Per l’Accademia Teatro alla Scala ha rappresentato l’opportunità di rinsaldare la collaborazione pluridecennale con il New National Theatre di Tokyo. Da oltre dieci anni i migliori studenti dell’Opera Studio e della scuola di danza giapponese varcano le soglie di Milano per frequentare masterclass e corsi di perfezionamento, mentre i docenti scaligeri sbarcano a Tokyo per seminari intensivi. Questo continuo andirivieni alimenta uno scambio di tecniche, stili e sensibilità, valorizzando un patrimonio comune che supera le rispettive tradizioni e crea un vocabolario coreutico condiviso.
La sinergia emerge anche sul versante vocale: il mezzosoprano giapponese Aya Wakizono, formato proprio all’interno di quel circuito di scambi, è impegnato in questi giorni al Piermarini ne La Cenerentola di Rossini, produzione che l’Accademia presenterà al pubblico nel 2025. Il suo percorso testimonia come lo sguardo internazionale della Scala possa alimentare carriere di respiro globale, offrendo a cantanti e danzatori le stesse occasioni di crescita. Quando i muri si abbassano, lo studio diventa dialogo e la tecnica si trasforma in amicizia; proprio questo spirito ha accompagnato ogni prova, ogni passo di danza e ogni lezione condivisa tra studenti italiani e giapponesi.
Milano vista da Leonardo: la mostra a Tokyo
Fuori dal recinto dell’Expo, il dialogo tra i due Paesi prosegue nella sede diplomatica di Mita, dove l’Ambasciata italiana ospita fino al 13 ottobre la rassegna fotografica “Milano con gli occhi di Leonardo” curata da Fondazione Bracco. L’esposizione ripercorre il rapporto fecondo fra la città lombarda e il genio rinascimentale, proponendo scorci di palazzi storici che il maestro osservò e forse disegnò durante il suo soggiorno. Ogni immagine diventa un invito a rileggere le stratificazioni urbane, a scorgere la modernità nascosta nelle pietre antiche, e costituisce un corollario ideale alla celebrazione della creatività italiana in terra giapponese.
Le fotografie, realizzate da cinque giovani professioniste diplomate all’Accademia Teatro alla Scala, confermano la vocazione multidisciplinare dell’istituzione milanese. Se sui palcoscenici di Osaka i ballerini dimostrano padronanza del movimento, nei corridoi dell’Ambasciata le artiste dell’obiettivo raccontano architetture e atmosfere in modo altrettanto puntuale. Si compone così un mosaico in cui danza, musica, arti visive e scienza si intrecciano, lasciando affiorare un’identità italiana che non teme contaminazioni. La mostra, gratuita e aperta al pubblico, diventa l’occasione per stimolare nuovi flussi di visitatori verso Milano, facendo leva su un immaginario condiviso che unisce Rinascimento e contemporaneità.
