Da quasi vent’anni, l’aroma di pollo allo spiedo che si diffonde da Giannasi 1967, in piazza Buozzi, si mescola con un profondo spirito di solidarietà: sabato 13 settembre l’intero incasso del chiosco verrà devoluto alla Fondazione AIRC per sostenere i suoi 5.400 scienziati impegnati nella lotta contro il cancro.
Una tradizione che unisce gusto e ricerca
L’iniziativa di Dorando Giannasi nasce dal desiderio di restituire al quartiere parte della fiducia ricevuta: fin dal 2007 il titolare del celebre chiosco ha deciso di affiancare la Fondazione AIRC e, anno dopo anno, ha trasformato la giornata benefica in un appuntamento fisso, giunto oggi alla diciannovesima edizione. Alla base c’è la convinzione che la buona cucina possa diventare un veicolo potente per la diffusione di una cultura scientifica che promuove diagnosi precoci e terapie sempre più mirate per ogni forma di tumore.
Il profumo inconfondibile dei polli arrosto, delle cotolette fumanti e delle verdure alla griglia diventa così il sottofondo di un gesto collettivo: i residenti di piazza Buozzi, i clienti di passaggio e persino gli utenti che ordinano attraverso il servizio di consegna a domicilio sanno che, in quella data, ogni euro speso si trasforma in sostegno concreto ai 5.400 ricercatori finanziati dall’AIRC. La cifra raccolta non è soltanto denaro; rappresenta tempo, strumenti e prospettive per chi lavora in laboratorio per dare nuove speranze a pazienti e famiglie.
Dettagli operativi della giornata solidale e modalità di donazione
Sabato 13 settembre il chiosco aprirà i battenti alle 8 del mattino e proseguirà fino alle 20.30 senza interruzioni: un’intera giornata pensata per consentire a chiunque di partecipare, anche soltanto con un caffè o un trancio di pollo. L’intero incasso, comprensivo di quello generato dagli ordini recapitati dal servizio di delivery partner, confluirà direttamente nei fondi della Fondazione AIRC. Inoltre, per chi intendeva aggiungere un contributo personale, è stata predisposta una sezione dedicata sulla piattaforma di raccolta digitale dell’associazione, dove si possono effettuare donazioni in pochi passi, in totale sicurezza.
«Incontrare i ricercatori che beneficiavano di questa iniziativa ha cambiato il nostro modo di vedere il lavoro quotidiano» spiega Dorando Giannasi. Durante la scorsa primavera, lui e lo staff hanno ospitato la dottoressa Roberta Cacciatore e hanno ascoltato la sua esperienza nei laboratori dello IEO: sentire la passione con cui descriveva ogni esperimento ha dato forma concreta alla parola “impegno”. Giannasi è convinto che mostrare ai clienti il volto umano della scienza renda la raccolta fondi più tangibile, perché mette in luce le storie personali che si celano dietro ai numeri.
Risultati concreti e nuove prospettive
La scorsa edizione ha permesso di finanziare la borsa di studio AIRC Italy Pre-Doc assegnata alla giovane ricercatrice Roberta Cacciatore, impegnata all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Grazie a quel sostegno, la scienziata sta approfondendo i meccanismi che regolano la proteina p53, cruciale nella proliferazione tumorale. Cacciatore ricorda con orgoglio il momento in cui ha saputo di essere stata selezionata: “È una responsabilità enorme, so che dietro questa opportunità ci sono le persone che hanno acquistato un semplice pranzo da Giannasi”.
Anche Daniele Finocchiaro, consigliere delegato della Fondazione, sottolinea l’importanza di un gesto tanto semplice quanto determinante: la giornata di piazza Buozzi crea una comunità fatta di clienti, volontari e ricercatori che si riconoscono in un obiettivo comune. Quest’anno, l’iniziativa si inserisce nel calendario che celebra i sessant’anni di attività di AIRC. «Un traguardo che vogliamo festeggiare guardando avanti» ricorda Finocchiaro, convinto che il contributo di ciascuno sia essenziale per raggiungere diagnosi sempre più precoci e terapie innovative al servizio di tutti.
