In questi colli dove il vigneto disegna il paesaggio, Ziano Piacentino si prepara a trasformarsi per un fine settimana di profumi, sapori e convivialità: è il momento atteso del Valtidone Wine Fest, interamente dedicato alla Malvasia di Candia Aromatica e ai suoi innumerevoli volti.
Le radici di una festa che intreccia vino, storia e comunità
Il primo a lanciare l’invito è il Sindaco Manuel Ghilardelli, che ricorda come il suo Comune, “il più vitato d’Italia e d’Europa”, sappia fare squadra con cantine, associazioni e sponsor per proporre un evento capace di coniugare approfondimento e divertimento. Dietro ogni calice, ribadisce Ghilardelli, c’è la mano di una comunità coesa che protegge e rilancia le proprie tradizioni. Così, il festival non è solo una vetrina per i vini DOC dei Colli Piacentini, ma diventa anche motore di sviluppo economico e sociale: un invito che si estende ben oltre la degustazione, abbracciando il desiderio di far conoscere un territorio che vive di agricoltura, accoglienza e cultura enogastronomica.
L’anima dell’edizione in arrivo si chiama “Sette Colli in Malvasia”, organizzata dall’Associazione di produttori vitivinicoli Sette Colli, pronta a inaugurare domenica 14 settembre alle 10.00 tra le mura del municipio e nel cortile antistante, entrambi trasformati in eleganti salotti del gusto. I visitatori troveranno una ventina di cantine con i loro banchi d’assaggio, disposti in modo da valorizzare l’architettura del borgo e guidare il pubblico in un percorso che alterna scorci storici e sorprese enologiche. Ogni bottiglia racconta una collina, ogni produttore svela un segreto di famiglia: l’esperienza si arricchisce di salumi tipici, con la pancetta che da queste parti raggiunge l’eccellenza grazie al rinomato stabilimento San Carlo, e di specialità ospiti come i celebri funghi di Borgotaro.
Malvasia di Candia Aromatica, protagonista assoluta
A dominare la scena sarà la Malvasia di Candia Aromatica, vitigno che in Val Tidone trova un microclima ideale e che oggi è oggetto di progetti di sviluppo mirati. Profumi di fiori bianchi, note di pesca e una freschezza che conquista sin dal primo sorso danno al pubblico l’opportunità di scoprire le molte interpretazioni possibili: dal bianco fermo, elegante e immediato, alle versioni mosse che richiamano la tradizione contadina, fino alle bollicine più raffinate studiate per la ristorazione di alto profilo. Assaggiare queste etichette significa ripercorrere una storia di territorio e sperimentazione, dove ogni anno di vendemmia lascia un segno diverso.
La grande novità di quest’anno è il DJ Cocktail delle 19.00, momento in cui musica e mixology si incontrano in piazza per un saluto serale informale e festoso. I bartender, affiancati da alcuni produttori, proporranno drink contemporanei in cui il vino locale sostituisce i distillati tradizionali, regalando combinazioni sorprendenti e colorate. La formula, nata per avvicinare anche i curiosi meno esperti di vino, intende mostrare la versatilità della Malvasia e degli altri DOC piacentini. Una scommessa che unisce suoni, gusto e sperimentazione, attirando nuovi pubblici senza tradire le radici agricole dell’evento.
Un programma fitto di tradizione, gioco e sapori
Dal primo pomeriggio di domenica (14.30-19.00) la festa si fonde con la settantatreesima edizione della storica Festa dell’Uva. Sei squadre, ognuna proveniente da una frazione del territorio, si sfideranno in gare di pigiatura, corsa delle botti e traino del trattore, rincorrendo il palio che verrà consegnato alle 21.00. Contemporaneamente sfileranno quattro carri allegorici dedicati all’uva e al vino, mentre trattori d’epoca attraverseranno il centro storico in un ideale passaggio di testimone tra generazioni di agricoltori. L’allegria delle competizioni popolari restituisce l’immagine di un paese che non ha dimenticato il ritmo rurale della propria esistenza.
Accanto alle sfide sportive, spazi creativi e laboratori dedicati ai bambini, artisti di strada nel tardo pomeriggio e l’esibizione della banda musicale Don Orione coloreranno l’atmosfera con note e sorrisi. Nei giardini comunali la Pro Loco proporrà piatti tipici fin dal sabato sera, garantendo un fil rouge gastronomico che accompagnerà tutta la manifestazione. Per chi desidera un’anteprima più intima, venerdì 12 settembre l’ex cinema Smeraldo ospiterà la proiezione del film “Mondovino”, iniziativa curata dalla Biblioteca Carla Carloni che invita a riflettere sulla cultura del vino in chiave globale.
Il sostegno corale di istituzioni, sponsor e volontari
Se il festival esiste è merito di un fitto tessuto di realtà locali e regionali che mettono a disposizione risorse, energie e competenze. Il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza e consorzio dei Colli Piacentini testimonia la rilevanza di un evento capace di superare i confini comunali. Il progetto “Il Gusto si fa in 4” ha garantito un contributo specifico, mentre l’inserimento nel calendario “Valtidone Assaggia e Passeggia” amplia la visibilità dell’appuntamento. Dietro i loghi istituzionali si muove un esercito di volontari: dalla Pro Loco agli operatori turistici, tutti offrono tempo e competenze per trasformare un’idea collettiva in realtà.
Tra gli sponsor principali spicca la Banca di Piacenza, presente in Val Tidone dal 1937 e oggi rappresentata da Paolo Visconti, responsabile della filiale di Borgonovo. Con loro collaborano le cantine sociali Cantina Vicobarone e Cantina Valtidone: Graziano Alberti, vicepresidente di quest’ultima, sottolinea quanto la rassegna valorizzi un territorio “vocato al vino” e ringrazia amministrazioni e volontari per l’impegno corale. L’alleanza tra pubblico e privato diventa così il carburante indispensabile per un appuntamento che celebra l’enologia, la cultura contadina e, soprattutto, il senso di appartenenza.
