A Strasburgo, durante la tradizionale sessione plenaria, Ursula von der Leyen ha scelto toni netti per descrivere il momento che l’Unione sta attraversando, delineando un orizzonte intriso di responsabilità collettive e di scelte non più rinviabili. In un’aula attenta, la presidente ha scandito un messaggio che invita gli Stati membri a stringersi attorno a un’idea condivisa di futuro.
Una battaglia per la libertà e il destino comune
Il cuore del discorso si è concentrato sull’urgenza di difendere l’autodeterminazione europea. “L’Europa sta lottando per la propria libertà e per la capacità di scegliere il proprio destino”, ha detto la presidente, richiamando tutti alla necessità di restare uniti. Secondo von der Leyen, l’occasione di rafforzare l’indipendenza del continente non è un appuntamento astratto ma un impegno immediato, da tradurre in azioni concrete e condivise. La leader dell’esecutivo comunitario ha inoltre ricordato che la vera forza dell’Unione nasce dal suo pluralismo e dalla determinazione a sostenere i valori democratici, sottolineando come la minaccia esterna serva solo a rendere più evidente la posta in gioco.
Nel rimarcare la compattezza europea, la presidente ha evocato l’episodio avvenuto poche ore prima: più di dieci droni russi Shahed hanno violato lo spazio aereo polacco, e dunque dell’intera Unione. “Siamo totalmente solidali con la Polonia”, ha affermato, qualificando l’incidente come un atto “sconsiderato e senza precedenti”. L’evento, ha rimarcato, non è soltanto una questione di sicurezza nazionale, ma investe la sovranità collettiva dell’Europa tutta. La risposta, ha ribadito, deve essere salda, coordinata e proporzionata, perché la sicurezza condivisa rappresenta il presupposto di qualsiasi progetto politico comune.
Mercato unico: la nuova tabella di marcia verso il 2028
Spingendosi oltre le questioni di difesa, von der Leyen ha aperto un capitolo fondamentale sull’economia interna. Citando il recente rapporto firmato da Enrico Letta, la presidente ha ricordato che il mercato unico non è ancora completo, in particolare nei settori di finanza, energia e telecomunicazioni. Per superare questi ritardi, la Commissione presenterà a breve una tabella di marcia con orizzonte 2028, destinata a rimuovere ostacoli normativi e burocratici. L’obiettivo è garantire condizioni omogenee e trasparenti, così da trasformare i comparti strategici in piattaforme di crescita condivisa.
Una menzione specifica è andata a due concetti destinati a ridisegnare la struttura comunitaria: il cosiddetto “28° regime” e la “quinta libertà”. Il primo punta a creare normative europee comuni che si affianchino a quelle nazionali, rendendo più semplice per imprese e cittadini muoversi in un contesto standardizzato. La seconda introduce la libera circolazione di conoscenza e innovazione, riconoscendo a ricerca, istruzione e nuove tecnologie lo stesso rango di beni, persone, servizi e capitali. La Commissione ritiene che questo doppio binario possa imprimere un’accelerazione decisiva alla competitività continentale, mettendo al centro il talento umano.
Acciaio europeo e sfida della decarbonizzazione
Fra i dossier industriali più delicati, quello della siderurgia occupa un posto di rilievo. Von der Leyen ha spiegato che la crisi da eccesso di capacità produttiva globale sta comprimendo i margini delle aziende europee, riducendo l’incentivo a investire sul fronte verde. Gli operatori, infatti, faticano a giustificare costi aggiuntivi per tecnologie pulite in un mercato saturo di offerta a basso prezzo. Questo squilibrio, ha avvertito la presidente, minaccia di rallentare l’intero percorso comunitario verso la neutralità climatica se non affrontato con decisioni tempestive e strutturali.
Per farvi fronte, la Commissione presenterà un nuovo strumento commerciale a lungo termine, destinato a sostituire le attuali garanzie sull’acciaio prossime alla scadenza. L’obiettivo dichiarato è duplice: difendere le aziende europee da pratiche concorrenziali scorrette provenienti da Paesi terzi e, parallelamente, stabilire condizioni che rendano economicamente sostenibili gli investimenti in decarbonizzazione. Attraverso un quadro regolatorio più saldo e durevole, Bruxelles punta a conciliare competitività e transizione verde, assicurando all’industria siderurgica il tempo e le risorse necessari per reinventarsi in chiave sostenibile.
