Il commento dell’eurodeputato Flavio Tosi scuote il dibattito europeo: dalle catene produttive dell’auto alle regole sul commercio con il Sud America, fino alla necessità di un governo dell’Unione eletto dai cittadini, il politico veneto ha tracciato una rotta precisa durante il confronto sullo Stato dell’Unione 2025.
Industria automobilistica e transizione elettrica nel mirino
La trasformazione verso la mobilità a batteria, sottolinea Tosi, non può diventare un boomerang per il patrimonio industriale del continente. Davanti agli eurodeputati egli ha richiamato l’attenzione sul pericolo di un eccesso di fervore regolatorio che, se non bilanciato da strumenti competitivi, rischia di spingere i costruttori europei fuori dal mercato globale. Il riferimento, neanche troppo velato, corre alla crescente presenza di marchi asiatici, in particolare cinesi, pronti a colmare eventuali vuoti di offerta. Per il rappresentante di Forza Italia l’obiettivo dev’essere una transizione che salvi posti di lavoro e know-how.
L’europarlamentare veneto ha insistito sul fatto che sostenibilità ambientale e sostenibilità economica devono camminare insieme. Snaturare il cuore del settore automotive, secondo lui, significherebbe sacrificare anni di ricerca e di maestria europea sull’altare di obiettivi fissati senza un confronto realistico con l’industria. Per questa ragione egli chiede tempistiche più scalabili, incentivi mirati e un coordinamento industriale che garantisca, anche alle piccole e medie imprese della filiera, l’accesso a tecnologie avanzate senza subire il peso di costi insostenibili oggi imposti.
Garanzie sui prodotti importati dal Sud America: le criticità dell’accordo Mercosur secondo Tosi
Con uno sguardo alle relazioni commerciali, Tosi ha posto un accento severo sull’accordo Mercosur. Egli teme che la mancanza di controlli stringenti sui processi produttivi in arrivo dall’America meridionale infranga il principio di reciprocità che regge l’economia dell’Unione. Non basta firmare pagine di norme europee se poi i beni che varcano l’Atlantico non rispettano gli stessi requisiti ambientali, sanitari e sociali, ha ammonito, segnalando che i produttori continentali si troverebbero a competere con merci finite a condizioni meno onerose inique.
Secondo l’eurodeputato, il rischio è di partorire, in casa europea, un sistema iper-normato ma privo di coerenza: un’architettura regolatoria talmente complessa da proteggere solo sulla carta ambiente e consumatori, mentre, nella pratica, lascerebbe spiragli sufficienti a merci prodotte a costi ribassati e con standard opachi. Tosi chiede quindi che i capitoli relativi a tracciabilità, certificazioni e verifica sul campo divengano criteri vincolanti, pena la vanificazione degli sforzi delle imprese dell’agroalimentare e della manifattura che, in Europa, investono ingenti risorse per rispettare norme severe.
Un nuovo disegno istituzionale per l’Unione
In occasione del dibattito sullo Stato dell’Unione 2025, tenutosi a Strasburgo, Flavio Tosi ha rilanciato una riforma che definisce cruciale: dotare l’Europa di un vero esecutivo scelto direttamente dagli elettori. A suo avviso, un’Unione più coesa e “rapida” non può prescindere da una legittimazione popolare piena, simile a quella che negli Stati Uniti lega governo federale e cittadini. Il deputato di Forza Italia ritiene incongruente l’attuale meccanismo che vede l’assemblea votata ma un vertice espressione delle cancellerie degli Stati membri.
Nella sua visione, il passaggio a un assetto quasi confederale permetterebbe di ridurre attriti, velocizzare decisioni e responsabilizzare in modo trasparente chi le prende. Oggi, riflette Tosi, i cittadini si limitano a inviare un segnale alle urne per poi assistere, spesso inerte, al negoziato tra capitali nazionali che porta alla scelta della Presidenza della Commissione. «Un leader europeo con un mandato popolare – ha concluso – saprebbe parlare con una sola voce nei dossier di sicurezza, energia e innovazione, rafforzando l’identità comune senza cancellare le specificità nazionali».
