As she connected from Strasbourg, Antonella Sberna acknowledged the breadth of themes touched by Ursula von der Leyen in the latest State of the Union, yet insisted that European policies must resonate with everyday citizens rather than remain abstract promises.
Il richiamo di Sberna al pragmatismo europeo
In collegamento dalla plenaria di Strasburgo, la vicepresidente del Parlamento europeo per Fratelli d’Italia ha ricordato che la politica comunitaria è nata per offrire risposte tangibili, non per accumulare dossier. Secondo Sberna, l’attuale agenda dell’Unione porta ancora i segni di un altro contesto geopolitico e rischia, se non aggiornata, di perdere contatto con la vita reale. L’esigenza di “sintonizzarsi” sui tempi della gente, ha spiegato, richiede un lavoro congiunto di Parlamento, Commissione e Consiglio, capace di trasformare dichiarazioni di principio in misure utili e immediatamente applicabili sul territorio.
Pur evidenziando la necessità di un cambio di passo, Sberna ha riconosciuto che nel discorso di von der Leyen vi sono elementi incoraggianti. L’esempio citato con più convinzione è quello dell’immigrazione: il riferimento al contrasto di ogni forma di sfruttamento corrisponde alle proposte maturate dal governo italiano, volte a tutelare la dignità delle persone in arrivo e dei lavoratori stagionali. Apprezziamo quando Bruxelles recepisce soluzioni già sperimentate con successo a casa nostra, ha puntualizzato la vicepresidente, ribadendo che la protezione dei diritti deve procedere di pari passo con la sicurezza delle frontiere e con un equo meccanismo di responsabilità fra Stati membri.
Dalle parole ai fatti: agricoltori, imprese e giovani al centro
Rivolgendosi ai colleghi dell’Aula, la deputata umbra ha sollecitato un’azione concreta per agricoltori, imprese e per le nuove generazioni, ricordando che ogni legge europea è davvero utile solo se, una volta pubblicata, produce effetti visibili nei campi, nelle fabbriche, nelle università. Sberna teme che la lontananza fra Bruxelles e la quotidianità rischi di generare sfiducia: per questo chiede programmi finanziati in modo adeguato, con obiettivi chiari e tempistiche compatibili con la realtà produttiva, così da evitare che i bandi restino sulla carta e le opportunità evaporeranno prima di raggiungere chi ne ha più bisogno.
Il messaggio finale è un invito alla collaborazione istituzionale: Parlamento, Commissione e Consiglio devono mettere a sistema competenze e risorse affinché le politiche approvate diventino, una volta a casa, strumenti operativi. Solo un approccio pragmatico, libero da slogan, potrà riportare credibilità al progetto europeo, ha concluso Sberna, aggiungendo che la prossima sessione legislativa dovrà misurarsi con tempi decisivi. Il successo delle iniziative citate da von der Leyen, secondo la vicepresidente, dipenderà dalla capacità di adattarle ai bisogni concreti di studenti, lavoratori e comunità locali.
