Due giornate, un parco affacciato sul mare e un calendario fitto di nomi che contano: a Villa Tigullio, Rapallo, torna Liguria D’Autore. Il 12 e 13 settembre leader politici, imprenditori e narratori del nostro tempo si confronteranno sulle trasformazioni che attraversano l’Italia e il mondo, tra dialoghi, lectio e momenti di puro racconto.
Rapallo diventa crocevia di idee
La storica Villa Tigullio, adagiata fra il verde del parco e l’azzurro del golfo, cambia pelle per accogliere la terza edizione di Liguria D’Autore, la rassegna pensata da Valentina Fontana e sostenuta da Vis Factor. Patrocinata dal Ministero del Turismo e affiancata da Regione Liguria e Comune di Rapallo, la manifestazione rinnova la propria identità di laboratorio in cui contenuti di alto profilo si intrecciano a scenari mozzafiato. Chi varcherà i cancelli del parco non troverà un semplice convegno, ma un’arena dove linguaggi diversi si contaminano, restituendo il polso di un Paese in piena evoluzione culturale.
Il tema portante, definito dall’organizzazione come quello delle “mutazioni”, non si limita a registrare banali cambiamenti politici o economici; punta invece a sondare quei sommovimenti sotterranei che ridefiniscono linguaggi, identità e forme di potere. Discutere di mutazioni equivale a rileggere l’Italia di oggi con lenti nuove, capaci di cogliere paradossi, contraddizioni e slanci. Per farlo, la rassegna prevede due percorsi distinti: la prima serata dedicata all’attualità più stringente, la seconda rivolta a storie, ironie e visioni che danno ritmo al nostro quotidiano. Un viaggio che, in due giorni, promette di attraversare l’intero spettro dell’esperienza contemporanea.
Una seconda serata che guarda oltre i confini
La sera di sabato 13 settembre prenderà forma un mosaico di dialoghi capaci di spingere lo sguardo ben oltre la cronaca immediata. Il confronto fra Paolo Mieli e Matteo Renzi, accomunati dalla recente pubblicazione di due volumi che interrogano senso e costi della politica, aprirà il sipario su riflessioni che toccano responsabilità, compromessi e ambizioni del potere. Subito dopo, il Vice Ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi sarà chiamato a delineare il ruolo dell’Italia come snodo logistico nel Mediterraneo, dialogando con giornalisti di primissimo piano. Strade, porti e reti digitali diventano così metafore di un Paese che deve decidersi a collegare periferie e centro della scena globale.
Il tono della serata, tuttavia, non rimarrà confinato alla solennità dei dibattiti istituzionali. L’ironia corrosiva di Federico Palmaroli, noto al pubblico come autore di satira pungente, alleggerirà la platea prima di un dialogo sul tema dell’ipocrisia nazionale che vedrà a confronto Giuseppe Cruciani e Italo Bocchino. Ridendo, si diranno verità che spesso la politica preferisce tacerci. A chiudere, un tavolo inedito con Simona Ventura, Giovanni Terzi e Gianluigi Nuzzi: insieme rifletteranno su come informazione, spettacolo e costume raccontino l’Italia, mescolando cronaca nera, luci televisive e frammenti di vita quotidiana.
Il debutto del venerdì: economia, politica e scienza in dialogo
Ad inaugurare la rassegna, venerdì 12 settembre alle 18, sarà il saluto istituzionale della sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci. Pochi minuti più tardi, il Vice Ministro delle Imprese Valentino Valentini si confronterà con il giornalista Davide Desario sul futuro del Made in Italy, fra dazi, innovazione e competitività. A seguire, tre voci dal mondo dell’economia digitale e finanziaria – Luca Colombo di Meta, Massimo Gianolli di Generalfinance e Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano nonché autore di “Disordine” – intrecceranno dati e scenari per capire come l’Italia possa difendere la propria creatività nell’era degli algoritmi.
La scena si sposterà quindi sul versante più propriamente politico. L’ex ministro e attuale sindaco di Imperia Claudio Scajola dialogherà con Sabrina Scampini e lo stesso Desario, aprendo un confronto destinato a proseguire con le deputate Paola De Micheli e Maria Cavo. Spazio poi al bilancio del primo anno di governo regionale tracciato dal presidente Marco Bucci, interrogato su obiettivi e criticità di un territorio che da sempre incarna il ponte fra mare e industria. La serata si chiuderà con la lectio del direttore di SRM Massimo Deandreis sul Mediterraneo economico e con una conversazione del professor Matteo Bassetti dedicata al rapporto fra scienza, empatia e opinione pubblica.
La formula ‘D’Autore’: contaminazioni e mutazioni culturali
Se lo scheletro della manifestazione è fatto di tavole rotonde e interviste serrate, la carne viva di Liguria D’Autore risiede nella capacità di mischiare registri e prospettive. Non è un caso che al fianco di economisti e politici trovino posto satirici, scrittori e volti della televisione: l’obiettivo dichiarato è descrivere un’Italia che non può più essere letta per compartimenti stagni, ma attraverso quelle zone di confine dove le storie individuali si intrecciano con i grandi numeri. In quest’ottica, persino lo splendido giardino vista mare diventa parte attiva del racconto, un palcoscenico che allarga i confini dell’aula congressuale.
Contaminare linguaggi significa anche offrire al pubblico un’esperienza sensoriale completa: la passeggiata tra gli alberi secolari, le note di un dj set in controluce, il profumo della salsedine che si mescola alle parole pronunciate sul palco. La forma è sostanza, e ogni dettaglio contribuisce a disinnescare la distanza fra oratori e spettatori, trasformando il dibattito in una conversazione collettiva. Così le “mutazioni” di cui si parla diventano tangibili, materializzandosi in una platea eterogenea pronta ad ascoltare, criticare e partecipare, ben oltre le pareti di un convegno tradizionale.
Visioni di futuro secondo Vis Factor
La mente strategica dell’evento, Valentina Fontana, sintetizza così l’ambizione del progetto: «Con Liguria D’Autore portiamo nella Riviera di Levante un modello di dialogo che coniuga location d’eccezione e protagonisti delle grandi trasformazioni». Un esperimento iniziato a Capri, proseguito a Ponza e ora approdato sulle coste liguri, alimentato dalla società di posizionamento Vis Factor da lei fondata. Inseguire la bellezza dei luoghi non è un vezzo, ma un modo per far sedere allo stesso tavolo politica, impresa e cultura, offrendo un orizzonte più ampio a chi deve prendere decisioni concrete.
Dal palco sul mare di Rapallo partirà dunque un’eco destinata a risuonare oltre la riviera: ogni mutazione raccontata, ogni ironia pronunciata, ogni dato condiviso diventa parte di un grande affresco collettivo che fotografa l’Italia all’alba di nuove sfide. Due soli giorni bastano per comprendere che il cambiamento non è un’entità astratta, ma la somma di voci, volti e scelte. E, in questa storia corale, il pubblico non è spettatore passivo: è tessera di un mosaico in continua ricomposizione, tra luci e ombre.
