Quattro giornate, una città barocca, un’unica domanda condivisa: che cos’è la felicità oggi? È con questo spirito che Ragusa ospita, dal 25 al 28 settembre, le Olimpiadi del Teatro – Alla Ricerca della Felicità, rassegna ideata da Vicky Di Quattro per l’associazione Donnafugata 2000.
Un rito civile nel cuore di Ragusa
Nel tessuto urbano e culturale di Ragusa, il progetto si configura come un grande abbraccio pubblico: un’occasione per fermarsi, respirare insieme e ascoltare voci differenti che interrogano il nostro tempo. In calendario si intrecciano teatro, letteratura, musica e cammini, strumenti scelti per abitare il presente con consapevolezza. L’evento, riconosciuto come progetto speciale dal Ministero della Cultura, nasce da un’urgenza comune: dare una forma tangibile alla felicità collettiva, non più promessa evanescente ma esercizio quotidiano di ascolto e responsabilità. Così, palazzi storici, cortili e scorci di pietra diventano scenografie naturali per riflessioni capaci di unire generazioni e sensibilità diverse.
Il cuore pulsante dell’iniziativa è l’idea di una “olimpiade” che, anziché premiare record sportivi, celebra valori condivisi e sfide interiori. Ciascun appuntamento è pensato come tappa di un percorso in cui pubblico e protagonisti dialogano alla pari, mettendo in gioco domande, ricordi, visioni. Sul palco si avvicendano filosofi, scrittori, attori, musicisti: nomi la cui forza comunicativa trasforma ogni incontro in un laboratorio di pensiero. L’assetto aperto della manifestazione favorisce la partecipazione diffusa, invitando residenti e visitatori a esplorare prospettive diverse sulla gioia di vivere e sulle responsabilità che derivano dal sentirsi parte di una stessa comunità.
L’ispirazione dietro le Olimpiadi del Teatro
Alla regia di questo cantiere culturale c’è Vicky Di Quattro, ideatrice e direttrice artistica dell’associazione Donnafugata 2000. La sua visione parte da una constatazione semplice quanto urgente: in tempi di trasformazioni rapide, c’è bisogno di spazi in cui pensiero e bellezza si incontrino senza fretta. Di Quattro insiste sulla necessità di trasformare l’arte in gesto pubblico: il teatro non come intrattenimento, ma come esercizio di cittadinanza; la musica non come sottofondo, bensì come respiro condiviso. A Ragusa, dunque, la creatività diventa atto politico e linguaggio per riconoscersi parte di una stessa avventura umana, con la felicità come orizzonte comune.
La stessa direttrice descrive l’intero progetto come un rito civile, un tempo sospeso in cui la cittadinanza si misura con domande che toccano identità, futuro, desiderio di bellezza. Non si tratta di una festa leggera, ma di un laboratorio di idee sostenuto dall’energia dei partecipanti. Il riconoscimento ministeriale certifica il valore di questo approccio: arte, pensiero e natura, riuniti in un unico contenitore, diventano strumenti per leggere il presente con occhi nuovi. Ogni dettaglio logistico, dall’illuminazione alle passeggiate tra i luoghi più suggestivi, è pensato per favorire una relazione sincera tra pubblico, luogo e contenuto.
Dal dialogo filosofico al linguaggio della poesia
Il programma alterna momenti di riflessione teorica a veri e propri spettacoli. Il 27 settembre alle 19.30, il filosofo e saggista Marcello Veneziani proporrà l’incontro “La felicità è un’attesa e un ritorno”, un viaggio alla scoperta di quella tensione che muove l’uomo verso il compimento di sé. Più tardi, alle 21, lo scrittore Alessandro Baricco dialogherà con la giornalista Annalisa Cuzzocrea. Sarà un faccia a faccia serrato, pensato per esplorare le diverse forme narrative attraverso cui la felicità si rende visibile, dalla pagina scritta alla conversazione pubblica, con il pubblico invitato a intervenire.
Il giorno successivo, 28 settembre alle 18, sarà il turno del poeta Davide Rondoni affiancato dal musicista Mario Incudine. Il loro reading “L’amore non è giusto” promette di fondere versi e note in un’unica drammaturgia emotiva. La poesia diventa così pratica di felicità, un esercizio di sguardo che scava nell’intimità e restituisce al pubblico un riflesso autentico di sé. La presenza della musica arricchisce il testo, amplificando la suggestione di ogni parola e trasformando il reading in un’esperienza immersiva, capace di scuotere e confortare allo stesso tempo.
I protagonisti, un coro di voci
Accanto ai nomi già citati, le giornate ragusane vedranno la presenza dell’attore Alessandro Preziosi insieme ad altre personalità che, ciascuna con la propria cifra espressiva, contribuiranno a comporre un mosaico di prospettive. Nessuna gerarchia, solo la forza delle idee: ogni relatore porta in scena il proprio modo di intendere la ricerca della felicità, regalando al pubblico un ventaglio di linguaggi che spazia dalla narrazione teatrale alla riflessione filosofica, dall’esperienza musicale al racconto autobiografico. Il risultato è un concerto di voci che, pur nella loro differenza, trovano un’armonia sorprendente.
Questi protagonisti non salgono sul palco per offrire verità definitive, ma per condividere un pezzo di cammino. Il pubblico diventa parte attiva della scena: domande, interventi spontanei, piccoli gesti di partecipazione intrecciano una trama corale che supera i confini del semplice spettacolo. In questo dialogo aperto, la felicità si rivela processo in divenire, più che traguardo. Ragusa, con le sue luci e i suoi scorci, si fa complice di questa ricerca, offrendo un contesto capace di amplificare il senso di comunità e di mettere a nudo l’essenziale.
