Dalla plenaria di Strasburgo si leva un appello che trascende i confini nazionali: proteggere le libertà che rendono unica l’Unione è un dovere non procrastinabile, perché su quei diritti poggia la nostra identità comune.
La promessa di un’Europa vigile
In collegamento dall’aula del Parlamento europeo, Pina Picierno ha ricordato che l’Europa di oggi assiste quasi quotidianamente a persone che, dentro e fuori i propri confini, si battono per tutelare libertà essenziali. Credere senza paura, viaggiare senza ostacoli, amare senza barriere: queste, ha spiegato l’esponente del gruppo socialdemocratico, sono conquiste che l’Unione non può considerare acquisite una volta per tutte, ma beni fragili che vanno custoditi con vigilanza costante attraverso gli strumenti irrinunciabili della democrazia e dello stato di diritto.
La vicepresidente ha messo in risalto come il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato da Ursula von der Leyen non si sia limitato a guardare dentro i confini europei, ma abbia abbracciato scenari globali segnati da conflitti irrisolti. I riferimenti a Gaza, al più ampio Medio Oriente e al rispetto del diritto internazionale hanno, a suo giudizio, ribadito che i princìpi difesi a Bruxelles devono valere ovunque, senza eccezioni geografiche o politiche. Solo così l’Europa potrà parlare con la voce dell’autorità morale e non con quella di chi predica ma non agisce.
Democrazia e stato di diritto: l’appello di Picierno
Entrando nel merito delle sfide istituzionali, Picierno ha richiamato l’attenzione sulle fragilità del meccanismo decisionale dell’Unione, troppo spesso paralizzato dal ricorso al diritto di veto o da compromessi al ribasso. Secondo la vicepresidente, continuare a invocare procedure complesse per giustificare l’inazione significa tradire le aspettative dei cittadini che chiedono soluzioni rapide. Il coraggio politico, ha puntualizzato, non si misura nei proclami, ma nella capacità di trasformare gli impegni presi in risultati tangibili a beneficio di chi vive l’Europa ogni giorno.
La parlamentare campana ha quindi ribadito che la legittimità dell’Unione si misura nella prontezza con cui riesce a tradurre dichiarazioni solenni in decisioni operative. Se i valori sono davvero universali, ha osservato, non basta proclamarli: occorre garantire che ogni cittadino, dal Nord al Sud dell’Europa, ne avverta gli effetti nella vita quotidiana. L’inerzia, ha ammonito, alimenta la sfiducia e offre terreno fertile a chi intende smantellare il progetto comunitario dall’interno, senza distinzione di età, provenienza, credo o condizione economica alcuna.
Dalle parole ai fatti
Il nucleo dell’intervento di Pina Picierno si traduce, in definitiva, in una richiesta di coerenza: se il progetto europeo desidera restare punto di riferimento per la libertà, le scelte approvate nelle sedi istituzionali devono trovare immediata applicazione sul terreno politico e sociale. La vicepresidente ha ricordato che i cittadini, messi di fronte a crisi che si susseguono con rapidità, pretendono risposte tempestive; e che lo scollamento tra enunciazioni e realtà concreta genera solamente delusione e una diffusa e crescente insoddisfazione.
Per questo motivo la vicepresidente ha lanciato un invito a tutte le istituzioni dell’Unione, dalla Commissione al Consiglio, affinché si superino vecchie liturgie burocratiche in favore di un metodo decisionale capace di mettere al centro l’interesse collettivo. Il riferimento alla discussione sull’unanimità è stato netto: non possiamo permettere che un solo governo blocchi l’intero continente quando sono in gioco la pace e i diritti fondamentali. Solo un’Europa che sappia agire con rapidità sarà, a suo avviso, all’altezza delle sfide poste dall’attuale scenario internazionale.
