All’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università Roma Tor Vergata, l’attrice e regista Paola Cortellesi ha ricevuto il dottorato honoris causa in Scienze infermieristiche e sanità pubblica. Durante la cerimonia, la prorettrice Rosaria Alvaro ha ribadito l’impegno dell’ateneo verso i professionisti della salute, sottolineando valori di equità, diritti e dialogo costante con la cittadinanza.
Un riconoscimento che abbraccia arte e cura
Il conferimento del titolo accademico a Paola Cortellesi ha trasformato l’austero spazio dell’Auditorium in un luogo vibrante di emozioni condivise. L’evento, ospitato nella Facoltà di Lettere, ha messo in contatto due mondi apparentemente distanti: quello creativo del cinema e quello scientifico dell’assistenza sanitaria. Gli intervenuti hanno colto la forza simbolica di un abbraccio tra cultura e salute, evidenziando come il linguaggio dell’arte possa facilitare, diffondere e nutrire nuovi modi di comunicare con i cittadini sui temi della prevenzione e della cura.
Il pubblico ha seguito con attenzione il discorso di Rosaria Alvaro, che ha spiegato la scelta di un’artista come laureata honoris causa. “L’empatia che il teatro e il cinema sanno generare è la stessa che guida un buon professionista sanitario”, ha osservato la prorettrice. La vicinanza emotiva tra spettatore e interprete diventa, nella sua visione, metafora della relazione di fiducia che si instaura quotidianamente tra paziente e operatore. Una riflessione che ha spinto la platea a interrogarsi sul potere trasformativo della narrazione, capace di rendere accessibile a tutti il diritto alla salute.
La missione del dottorato in Scienze infermieristiche e sanità pubblica
Il programma di dottorato protagonista della giornata ruota attorno a precisi principi etici: contrasto delle disuguaglianze, tutela dei diritti fondamentali, promozione di stili di vita sani e, soprattutto, valorizzazione del dialogo tra cittadini e operatori. Questi capisaldi, ricordati da Alvaro, puntano a formare ricercatori in grado di integrare competenze cliniche e capacità comunicative, elementi irrinunciabili in un sistema sanitario moderno. Viene così alimentata una cultura accademica che non si limita all’eccellenza scientifica, ma abbraccia responsabilità sociali sempre più urgenti.
La prorettrice ha sottolineato come il dottorato rappresenti un laboratorio di idee aperto al territorio. “Studiare l’assistenza significa anche ascoltare, osservare e restituire in termini di ricerca le esigenze della collettività”, ha affermato. Da qui la scelta di inserire nei percorsi di studio momenti di confronto con associazioni, istituzioni e, in occasioni speciali, con figure simboliche della cultura popolare. Coinvolgere voci differenti consente di arricchire il ragionamento accademico, rendendolo più vicino ai problemi e alle speranze di chi, ogni giorno, fa i conti con malattia e fragilità.
Una comunità accademica al servizio dei cittadini
L’Università Tor Vergata conferma da sempre un’attenzione trasversale verso tutte le professioni della salute. Non soltanto nei corsi a ciclo unico di Medicina e chirurgia, ma anche nei corsi triennali, l’ateneo promuove metodologie didattiche che favoriscono l’interazione fra infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari e medici. Questo approccio interdisciplinare rafforza la capacità di rispondere in modo puntuale alle richieste della popolazione, perché ogni professionista contribuisce con competenze specifiche a un quadro assistenziale unico e integrato, dove nessuna figura resta isolata.
Collaborazione, sicurezza e giustizia: sono le parole chiave con cui Alvaro ha concluso il suo intervento, invitando l’intera comunità accademica a lavorare “in modalità concertata” per garantire prestazioni affidabili e accessibili. Secondo la prorettrice, un sistema sanitario efficiente nasce quando tutti gli operatori condividono identica visione e medesimi obiettivi, correggendo insieme le disuguaglianze ancora presenti. L’invito, applaudito con convinzione dall’auditorium, è a proseguire su questa strada di innovazione sociale, affinché ogni cittadino possa percepire la vicinanza concreta di una sanità che ascolta e agisce.
