L’imminente chiusura del programma GOL impone al mondo della formazione professionale campana di reinventarsi in fretta, evitando ricadute sociali che potrebbero coinvolgere centinaia di addetti e migliaia di corsisti.
Un comparto alla ricerca di nuove certezze
L’orizzonte che si profila è carico di incognite: senza l’ossigeno finanziario garantito da GOL, centri di formazione, docenti e tutor rischiano di vedere compromesse le loro prospettive occupazionali. Molti di loro hanno costruito percorsi di reinserimento lavorativo per chi era rimasto ai margini del mercato, e ora temono che i progressi registrati vadano in fumo per mancanza di continuità. È dunque essenziale costruire, fin da subito, un’alternativa stabile, capace di sostenere il settore in una fase di passaggio che si annuncia complessa ma anche potenzialmente rigeneratrice.
La delegazione del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate insiste su un concetto tanto semplice quanto decisivo: solo una forte sinergia con le istituzioni potrà scongiurare una nuova ondata di disoccupazione. I rappresentanti ricordano che gran parte del sistema si sostiene con risorse proprie, senza finanziamenti pubblici strutturali; di conseguenza, ogni arresto dei flussi programmati mette seriamente a rischio corsi, docenze e servizi di accompagnamento al lavoro. Occorre dunque elaborare soluzioni immediate e, soprattutto, condivise.
Cronaca di un incontro decisivo
Poche ore prima del tavolo di concertazione su PAR GOL, il segretario Nicola Troisi e il consigliere regionale Aurelio Tommasetti hanno bussato alla porta del Direttore Generale Paolo Gargiulo, responsabile di istruzione, formazione, lavoro e politiche giovanili. L’appuntamento, da tempo richiesto, si è trasformato in un confronto serrato, dove ogni criticità è stata messa sul tavolo senza reticenze. L’atmosfera, descritta dai presenti come schietta e collaborativa, ha evidenziato la consapevolezza condivisa che “questa volta” non si può sbagliare rotta, pena la dispersione di professionalità maturate in anni di presidio sul territorio.
Durante la riunione, i delegati hanno ribadito l’urgenza di avviare rapidamente l’offerta IeFP, ritenuta indispensabile per intercettare i giovani in uscita dall’obbligo scolastico. Hanno inoltre denunciato l’inefficacia dell’attuale sistema sanzionatorio regionale, considerato “eccessivo e iniquo” poiché in più di un’occasione ha visto l’amministrazione soccombere nei tribunali. Senza un intervento correttivo, avvertono gli operatori, ogni tentativo di impostare regole severe rischia di tradursi in un boomerang giuridico, alimentando contenziosi e paralisi amministrativa.
Verso un sistema trasparente e premiante
La Campania, con un numero di enti accreditati doppio rispetto alla Lombardia, necessita di controlli puntuali e di nuove procedure di accreditamento che premino chi lavora nella legalità. Circa quattrocento richieste di accreditamento sono state presentate in concomitanza con l’avvio di GOL, certificando l’urgenza di strumenti che selezionino con rigore gli operatori realmente in grado di garantire standard qualitativi elevati. Mettere all’angolo i “furbetti” non è solo una questione etica: è un’esigenza di sistema per evitare di disperdere risorse e credibilità.
Fra le proposte condivise spicca il ripristino dell’Osservatorio del mercato del lavoro, ritenuto indispensabile per correlare i percorsi formativi ai reali fabbisogni occupazionali. Secondo i promotori, la combinazione di dati aggiornati, regole chiare e un impianto sanzionatorio equilibrato consentirebbe di costruire quel clima di fiducia necessario a rilanciare il settore. “Restituire dignità alla formazione” diventa così un obiettivo collettivo, che chiama in causa istituzioni, associazioni e imprese, impegnate insieme a trasformare le criticità di oggi nelle opportunità di domani.
