Domani, tra gli ariosi spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, prende forma un ciclo di conversazioni pensato per disseppellire ciò che resta nell’ombra delle biografie e dei fatti di cronaca. Quattro appuntamenti, concepiti da Maddalena Santeroni, chiamano in causa voci autorevoli e aprono il sipario con un omaggio intimo a Andrea Camilleri.
Un filo rosso chiamato “segreto”
La tessitura di ogni incontro ruota attorno a una parola che invita a scavare: segreto. Varianti come “nascosto”, “celato”, “recondito”, “misterioso”, “intimo”, “privato” e persino “clandestino” affiorano per suggerire quante sfumature possa assumere ciò che non si vede. Sollevarne il velo, ricorda la curatrice, significa restituire consistenza alla materia delle cose, mostrando i rilievi che le definiscono. Da questa premessa nasce un percorso che, mercoledì dopo mercoledì, promette di illuminare l’altro lato di storie, personaggi e notizie, con l’ambizione di trasformare la curiosità del pubblico in conoscenza condivisa.
Parlare di segreti, tuttavia, non significa imporre rivelazioni forzate: il progetto immaginato da Maddalena Santeroni si fonda sul dialogo, su quella franca disponibilità a raccontare che può dischiudere ricordi, motivazioni, scelte. Portare in superficie ciò che resta tra le pieghe della memoria, della vita quotidiana o della cronaca, evidenzia l’autrice del format, equivale a restituire dignità al non detto. Il risultato è un itinerario culturale che intreccia discipline diverse, dove la narrativa incontra la psicoanalisi, la critica letteraria affianca l’indagine storica e l’esperienza personale diventa strumento di riflessione collettiva.
Un format dialogante dentro Villa Giulia
Lo spazio scelto per queste conversazioni non è casuale: il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia si presta a custodire memorie remote e a offrire, allo stesso tempo, uno sfondo di raffinata bellezza per dibattiti contemporanei. Tra reperti che raccontano civiltà antiche e sale che invitano alla contemplazione, il pubblico troverà un contesto capace di amplificare le voci degli ospiti. Ogni incontro, pensato in orario serale, permetterà ai partecipanti di vivere il museo come un salotto aperto, trasformando la fruizione culturale in una esperienza di ascolto e confronto condiviso.
A completare la proposta firmata “Mercoledì Talk” arrivano figure di primo piano della cultura italiana. Il palinsesto prevede la presenza della psicoanalista Simona Argentieri, dello scrittore Paolo Di Paolo, del critico Marco Marchetti, della stessa Maddalena Santeroni, dell’attrice e autrice Arianna Mortelliti e dell’esperto di comunicazione Alessandro Sciortino. Ognuno porterà con sé un tassello di conoscenza, pronto a incastrarsi con gli altri, in modo che il mosaico finale restituisca al pubblico una visione sfaccettata del tema prescelto. L’obiettivo è costruire ponti di senso che vadano oltre le frontiere delle singole discipline, avvicinando competenze e generazioni.
L’esordio: “d’inchiostro e di sangue – Camilleri oltre la pagina”
Il debutto del ciclo, in calendario per domani, 10 settembre, è dedicato al centenario di Andrea Camilleri e porta un titolo che evoca materia viva: “d’inchiostro e di sangue – Camilleri oltre la pagina”. La formula dell’incontro promette di guidare gli spettatori oltre le righe dei romanzi, per entrare in contatto con la dimensione privata di uno degli autori più amati del nostro tempo. A condurre il pubblico in questo viaggio saranno la nipote Arianna Mortelliti e lo scrittore Paolo Di Paolo, chiamati a dialogare fra letteratura, vicende familiari e impegno civile.
Il tributo non si limiterà a celebrare l’opera già nota dello scrittore siciliano; intende piuttosto far emergere il tessuto di gesti quotidiani, convinzioni etiche e complicità affettive che hanno alimentato la sua produzione. Scoprire come nascono le storie di Camilleri – capire che cosa le sostiene quando la macchina narrativa sembra ferma – significa avvicinarsi alla sorgente stessa del suo talento. Attraverso domande incrociate e letture selezionate, i relatori restituiranno al pubblico quella dimensione sotterranea che raramente traspare dalle interviste ufficiali.
L’eredità di famiglia narrata da Arianna Mortelliti
Elemento centrale dell’incontro sarà il racconto di quell’ultimo anno trascorso da Arianna Mortelliti accanto al nonno, quando lo affiancò passo dopo passo nella stesura dell’opera che sarebbe uscita postuma. Il prolungato tête-à-tête non fu soltanto un’occasione professionale, ma un’esperienza umana fatta di pause, ricordi, riflessioni e rigore metodologico. Annotare le variazioni minime di un personaggio, scegliere una parola e scartarne dieci, ascoltare le risate di chi ripete una frase per assaporarne il ritmo: tutto questo ha consegnato alla nipote una consapevolezza profonda del mestiere di narratore.
Mortelliti, durante il dialogo, mostrerà come quel percorso condiviso abbia intrecciato i fili del legame familiare con le esigenze della scrittura professionale. Racconterà l’attenzione quasi artigianale verso il registro linguistico, la disciplina quotidiana, la capacità di rimanere vigile sul presente pur attingendo alle radici della memoria. Da quella postazione privilegiata, la nipote ha potuto osservare la tenacia con cui Camilleri, nonostante l’età e le difficoltà fisiche, continuava a difendere la propria autonomia creativa. Il pubblico percepirà così non solo l’eco dei romanzi, ma il battito umano che li ha generati.
