Un furgone Anas fermo per prestare assistenza lungo la E45, alle porte di Perugia, è stato tamponato da un TIR: nello schianto è morta una bambina di otto anni che viaggiava in camper con la famiglia, mentre i genitori e il fratello sono rimasti feriti. La statale è rimasta chiusa per alcune ore.
Dalla sosta di emergenza alla collisione
Il chilometro 90,100 della E45, nel territorio comunale di Perugia, si è trasformato in pochi istanti da area di semplice assistenza stradale a scenario di devastazione. Un furgone di Anas aveva accostato in corsia di emergenza per offrire supporto a un camper e a un’altra vettura in avaria; numerosi addetti stavano predisponendo la segnaletica di sicurezza quando un TIR sopraggiunto in carreggiata non è riuscito a evitare l’impatto. Il mezzo pesante, lanciato alla consueta velocità da traffico extraurbano, ha travolto il veicolo di servizio senza concedere margine di fuga, scatenando una tremenda sequenza di urti.
La violenza dell’urto ha spinto il furgone sulla corsia di marcia, coinvolgendo il camper fermo poco più avanti; l’abitacolo del veicolo ricreativo, in cui si trovava una famiglia in viaggio, si è deformato in frazioni di secondo. Testimoni riferiscono di un rumore secco, seguito da lamiere che si accartocciavano e da un improvviso innalzarsi di polvere e detriti. In quel contesto, ogni tentativo di reazione è risultato vano: l’energia cinetica sprigionata dal mezzo pesante ha superato ogni barriera protettiva predisposta, dimostrando quanto possa risultare vulnerabile chi si ferma, anche per un guasto momentaneo, lungo un’arteria di grande comunicazione.
Il lavoro dei soccorritori
Questione di attimi: le prime chiamate d’allarme sono partite non appena la polvere si è posata, e in brevissimo tempo le sirene del 118 hanno spezzato il silenzio irreale calato sull’asfalto. Gli operatori sanitari, giunti con più ambulanze, hanno stabilizzato i feriti direttamente sulla corsia, allestendo un’area triage improvvisata con l’aiuto degli addetti Anas illesi. Mentre le lamiere venivano tagliate per estrarre le persone intrappolate, i paramedici hanno monitorato funzioni vitali e somministrato ossigeno. Ogni gesto, ogni strumento, è stato calibrato per guadagnare minuti decisivi in vista del trasporto all’ospedale più vicino, scelto in base alla gravità riscontrata.
Quasi in parallelo è arrivata la Polizia Stradale, incaricata di mettere in sicurezza la zona e avviare i rilievi. Gli agenti hanno innanzitutto delimitato l’area con i coni luminosi, quindi hanno raccolto le testimonianze di automobilisti che hanno assistito alla scena, scattato fotografie ed effettuato misurazioni millimetriche delle tracce di frenata. Ogni dettaglio, dalle condizioni dell’asfalto allo stato meccanico dei mezzi, dovrà contribuire a chiarire se il conducente del camion sia stato colto da distrazione o se altri fattori abbiano inciso. La ricostruzione ufficiale non restituirà la vita, ma potrà prevenire tragedie analoghe, sottolineano gli investigatori.
Una famiglia spezzata
La parte più lacerante di questo incidente rimane la perdita della piccola di soli otto anni, seduta all’interno del camper insieme ai suoi cari quando la massa d’acciaio ha travolto tutto. Le prime verifiche mediche non hanno lasciato dubbi: le ferite riportate sono risultate incompatibili con la sopravvivenza, nonostante gli sforzi dei soccorritori. In un istante, un viaggio presumibilmente spensierato si è trasformato in un ricordo doloroso destinato a segnare per sempre la vita dei parenti. L’intera comunità locale ha espresso cordoglio, riservando pensieri di solidarietà ai familiari che ora affrontano il più inimmaginabile dei lutti.
I genitori e il fratello della vittima, pur gravemente scossi, sono stati trasferiti d’urgenza in ospedale con ferite di varia entità; le prime informazioni parlano di traumi multipli, ma nessuno dei tre sarebbe in pericolo di vita. I medici stanno monitorando l’evoluzione clinica, ben consapevoli che, oltre alle lesioni fisiche, sarà necessario prestare attenzione alle conseguenze psicologiche di un evento così brusco. Psicologi e assistenti sociali, avvisati dal personale sanitario, si sono già messi a disposizione per fornire supporto fin dai primissimi momenti. Sopravvivere a un impatto del genere significa avviare un percorso lungo e complesso, fatto di cure e ricostruzione emotiva.
Ripercussioni sul traffico
L’urto ha costretto gli operatori stradali a disporre la chiusura totale della SS 3bis ‘Tiberina’ in entrambe le direzioni, un provvedimento inevitabile per consentire i soccorsi e la rimozione dei mezzi coinvolti. I pannelli a messaggio variabile hanno immediatamente suggerito itinerari alternativi, ma l’ondata di veicoli deviati ha presto saturato le vie secondarie, generando code e disagi su un’ampia fascia della rete umbra. Diversi automobilisti hanno raccontato di aver impiegato oltre il doppio del tempo per raggiungere la destinazione, mentre i mezzi pesanti sono stati costretti a soste forzate nei parcheggi di emergenza predisposti lungo i raccordi.
Solo dopo diverse ore, al termine delle operazioni di sgombero e pulizia della carreggiata, la circolazione è stata ripristinata. Le squadre di manutenzione hanno provveduto a spargere assorbente sui liquidi dispersi e a ripristinare la segnaletica danneggiata, prima di consegnare il via libera definitivo alla E45. Nonostante la riapertura, permane fra gli automobilisti una sensazione di vulnerabilità, acuita dalla consapevolezza che un singolo istante di disattenzione può mettere in ginocchio un intero asse viario. Il tragico pomeriggio sul tratto umbro rimarrà a lungo nella memoria di chi viaggiava, monito severo sulla necessità di prudenza e rispetto delle distanze.
