La lotta contro il cancro, in Puglia, non passa soltanto dalle terapie oncologiche: cinque vaccinazioni mirate rappresentano oggi uno scudo essenziale per oltre ventiquattromila nuovi pazienti ogni anno, secondo l’allarme ribadito da Fondazione Aiom.
Una rete di protezione indispensabile
Il calendario vaccinale suggerito agli ammalati di tumore comprende cinque tappe fondamentali: pneumococco, influenza stagionale, virus dell’Hpv, richiami contro Covid-19 e protezione dall’Herpes zoster. Ciascuna di queste iniezioni è stata scelta perché contrasta infezioni che, in persone con sistema immunitario compromesso dalle terapie, possono trasformarsi in complicazioni gravi o addirittura fatali. Pensare alla prevenzione quando ci si trova al centro di un percorso oncologico non è un lusso, ma una necessità. L’obiettivo, spiegano gli specialisti, è ridurre i periodi di stop terapeutico e migliorare la qualità della vita durante e dopo le cure.
Nonostante l’importanza scientificamente provata, tra molti pazienti permane un’ostinata diffidenza verso le punture preventive. Le ragioni variano: timore di effetti collaterali, informazioni frammentarie reperite in rete, suggerimenti non qualificati che circolano nei corridoi degli ospedali. Questi pregiudizi, spesso frutto di paure comprensibili ma infondate, mettono a repentaglio la tenuta del percorso terapeutico. Fondazione Aiom punta a smontarli riportando la discussione sul terreno delle evidenze cliniche: illustrare come un’influenza mal gestita possa costringere a rinviare una chemioterapia è la leva più convincente, spiegano gli oncologi pugliesi.
Il percorso della campagna in Puglia
È a Brindisi, nelle sale dell’Ospedale A. Perrino, che la campagna “La vaccinazione nel paziente oncologico” ha fatto la sua terza fermata di un itinerario previsto in dieci regioni italiane. L’incontro ha radunato medici oncologi, infermieri, epidemiologi, rappresentanti delle associazioni di pazienti e amministratori sanitari con un obiettivo comune: sincronizzare conoscenze e strumenti per portare la cultura vaccinale a ogni letto di reparto. In un contesto dove tutti parlano di cure innovative, ricordare il valore di un’iniezione preventiva è quasi un atto rivoluzionario.
L’intero progetto è sostenuto, con sponsorizzazione non condizionante, da GlaxoSmithKline. Un sostegno economico che, sottolineano gli organizzatori, non interferisce sui contenuti scientifici ma consente di coprire costi logistici, produzione di materiali e formazione del personale. Lavorare fianco a fianco con chi fornisce i vaccini impone trasparenza e rigore, affinché l’informazione resti esclusiva prerogativa della comunità medica. Il tour pugliese anticipa un modello replicabile: ogni tappa prevede momenti di counseling dedicati ai caregiver e sessioni formative orientate alla costruzione di percorsi di vaccinazione personalizzati all’interno dei reparti oncologici.
Le parole di Saverio Cinieri
“In Puglia registriamo oltre ventiquattromila nuove diagnosi l’anno”, ricorda Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom e voce autorevole dell’oncologia nazionale. Il dato, spiega, convive con un’altra evidenza: un numero crescente di persone riesce oggi a chiudere il capitolo cancro grazie a terapie mirate e percorsi multidisciplinari. La guarigione, tuttavia, non deve essere messa a rischio da infezioni evitabili. Per questo il medico salentino insiste sulla necessità di mantenere alta la guardia vaccinale lungo tutto il tragitto di cura, dalla diagnosi al follow-up.
Cinieri riconosce che, nonostante la copertura vaccinale non presenti particolari problemi di accesso in regione, la cosiddetta “esitazione” prosegue con radici emotive profonde. “Spesso – sintetizza – la paura nasce da motivazioni irrazionali alimentate da fonti inaffidabili”. L’oncologo, secondo la sua visione, deve farsi portavoce di un counseling puntuale coinvolgendo familiari e amici, perché la rete relazionale gioca un ruolo decisivo nel promuovere la scelta immunitaria. A ogni colloquio clinico, dunque, si dovrebbe dedicare spazio a ricordare i benefici delle cinque punture raccomandate, integrandole nell’agenda delle terapie in corso.
Linee guida e calendario personalizzato
Uno dei punti di forza della strategia pugliese è l’adozione precoce delle linee guida elaborate da Aiom, tra le prime società scientifiche al mondo ad affrontare in modo sistematico il tema delle vaccinazioni in oncologia. I documenti, aggiornati periodicamente, definiscono non soltanto quali patogeni meritano una copertura prioritaria ma anche le finestre temporali entro le quali la risposta immunitaria risulta ottimale. Fornire indicazioni chiare è fondamentale per evitare sovrapposizioni con chemioterapia, immunoterapia o radioterapia, procedure che interferiscono con gli anticorpi indotti dai sieri.
Particolare attenzione è rivolta al vaccino ricombinante contro l’Herpes zoster, consigliato ai pazienti fragili per la sua capacità di prevenire forme disseminate che possono interessare cute, polmoni e organi interni. Allo stesso modo l’influenza stagionale, percepita spesso come un disturbo banale, in una persona immunodepressa si traduce in ospedalizzazioni e sospensioni di terapia. La raccomandazione che esce dal tavolo tecnico è semplice: richiamo annuale per Covid-19 e influenza, più un calendario ad hoc per le altre tre iniezioni, calibrato sulle condizioni cliniche individuali.
Oltre il convegno: strumenti di divulgazione
La tappa brindisina rappresenta solo la faccia visibile di un progetto che vive anche fuori dalle aule congressuali. Volantini distribuiti nei day hospital, opuscoli illustrativi consegnati durante le visite di follow-up e video di animazione in sala d’attesa raccontano, con linguaggio accessibile, perché il vaccino sia parte integrante della cura. Raggiungere le persone dove trascorrono la maggior parte del tempo, vale a dire negli spazi di cura e nelle loro case, significa colmare la distanza fra la teoria delle linee guida e la pratica quotidiana.
Accanto ai materiali cartacei, la fondazione ha scelto di investire sui social media, canale ormai imprescindibile per dialogare con pazienti, caregiver e professionisti sanitari. Nei contenuti pubblicati vengono smontati i falsi miti più diffusi e vengono proposti tutorial che spiegano passo dopo passo come accedere alle vaccinazioni all’interno del Sistema sanitario regionale. L’obiettivo finale non è soltanto ampliare la copertura immunitaria, ma trasformare la consapevolezza vaccinale in un tassello stabile della cultura della salute, contribuendo a consolidare i risultati raggiunti nella cura del cancro.
