Un aeroplano biplano che sfida le convenzioni, una folla in corsa e la sagoma di Federico Fellini con il megafono alzato: lo scatto scelto per la ventesima Festa del Cinema di Roma 2025 celebra il centenario di Franco Pinna, fotografo che ha attraversato il Novecento con intensità ed eleganza, trasformando il set in un luogo di infinita immaginazione.
Uno scatto che racconta libertà e fantasia
La fotografia individuata come immagine ufficiale proviene dall’universo visionario di “Giulietta degli spiriti”, opera di cui ricorre il sessantesimo anniversario. In quell’istante sospeso tra il sogno e il desiderio, Giulietta Masina rievoca la fuga del nonno – interpretato da Lou Gilbert – insieme a una circense dal magnetismo irresistibile, impersonata da Sandra Milo. Parentado e conoscenti li inseguono invano, incapaci di arginare l’anelito verso un orizzonte senza regole. È una scena che vibra di energia sovversiva, un invito a spezzare i binari del conformismo. Dietro le spalle, il regista appare di sprezzo, pronto a far partire il motore emotivo del film. Il suo profilo, immortalato da Pinna, diventa così parte integrante del racconto visivo che guiderà spettatori e addetti ai lavori fra le sale capitoline.
La scelta di quest’immagine non è casuale: sintetizza l’intesa profonda fra Pinna e Fellini, un sodalizio germogliato sul piano umano prima ancora che professionale. Il fotografo non documentava soltanto: interpretava. Nell’esplorare quella corsa verso la libertà, la sua lente rilegge l’Italia del boom economico e della trasformazione sociale, componendo un archivio di emozioni più che di mere inquadrature. È proprio questa la cifra che la Festa del Cinema intende celebrare: uno sguardo capace di farsi specchio dell’immaginazione collettiva, spingendo il pubblico a interrogarsi sulla definizione stessa di realtà.
Tre mostre parallele disegnano un itinerario visivo attraverso l’Italia del dopoguerra e i set cinematografici
Dal 15 al 27 ottobre, il foyer della Sala Sinopoli all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà “Franco Pinna – Mondocinema”, prima tappa di un progetto espositivo più ampio. Cento fotografie selezionate accompagnano lo spettatore in un ventennio – fra Cinquanta e Settanta – in cui il cinema italiano, e non solo, sembrava inventare nuovi alfabeti di linguaggio ogni giorno. Pinna osserva divi popolari e avanguardie sperimentali con la stessa cura, cogliendo un sorriso disarmato o un dettaglio di scena che rivela l’intera poetica di un film. La mostra diventa così un catalogo vivente di volti, costumi, gesti, un luogo dove l’eco del ciak riecheggia fra i pannelli espositivi.
Dal 10 ottobre al 30 novembre, la Casa del Cinema accoglierà “Franco Pinna e Pier Paolo Pasolini – Viaggio al termine del Mandrione”. In questo percorso, una cinquanta di fotografie dialoga con brani tratti dall’inchiesta pasoliniana “Viaggio per Roma e dintorni”, pubblicata nel 1958. Le immagini raccontano la borgata del Mandrione, con la sua comunità rom e le prostitute che la abitavano, restituendo all’osservatore un frammento di capitale marginale e visceralmente vivo. L’abbinamento fra scatto e parola compone una sinfonia di realismo lirico, illuminando la consonanza di sguardo fra il fotografo e lo scrittore: entrambi mossi dalla necessità di dare voce a chi, di solito, rimane fuori dai riflettori.
Da via Veneto il ritratto più intimo di Fellini
Il terzo appuntamento scorre lungo via Veneto, la strada simbolo della Dolce Vita, trasformata per l’occasione in una galleria a cielo aperto grazie alla collaborazione del I Municipio e dell’Associazione Via Veneto. “Franco Pinna – Fellini in scena” raduna scatti realizzati durante la lavorazione di capolavori come “Block-notes di un regista”, “Fellini Satyricon”, “I clowns”, “Roma”, “Amarcord” e “Il Casanova di Federico Fellini”. Le stampe, disposte lungo il marciapiede, proiettano residenti e turisti nel cuore di un set permanente, dove l’immaginazione del regista si fa architettura urbana.
Sguardi concentrati, gesti teatrali, momenti di burla con la troupe: l’obiettivo di Pinna restituisce un Fellini carismatico, istrionico e puntiglioso, sempre pronto a orchestrare la scena con il piglio di un direttore d’orchestra. La complicità fra i due traspare in ogni fotogramma congelato: a volte il regista ride, altre volte affronta il silenzio prima di un ciak, lasciando emergere quella vulnerabilità che pochi hanno saputo cogliere. Chi percorre via Veneto, dunque, non troverà soltanto un omaggio al cinema, ma un dialogo invisibile fra due artisti uniti da reciproca stima.
Il centenario di Franco Pinna illumina la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, custodendo memoria e desiderio di futuro
Comporre un simile mosaico di iniziative significa restituire al pubblico l’ampiezza di un percorso artistico che attraversa la storia culturale italiana. Pinna, nato cent’anni fa, continua a dialogare con chi osserva le sue fotografie: il bianco e nero non è soltanto estetica, ma testimonianza di un modo di sentire. La ventesima Festa del Cinema di Roma, forte di questo omaggio, si propone come crocevia fra tradizione e innovazione, ricordando che il presente del cinema esiste anche grazie agli occhi di chi ha saputo raccontarne la genesi.
Mentre le luci delle sale si abbassano e il primo fotogramma attraversa lo schermo, il pensiero corre a quell’aeroplano che si solleva leggero, inseguito da un corteo incapace di impedirne il volo. È l’immagine di una libertà conquistata, fragile e tenace allo stesso tempo. Così la manifestazione capitolina promette di custodire la lezione di Franco Pinna: osservare il mondo con curiosità instancabile, per trasformare ogni istante in racconto condiviso e continuare a sognare un cinema che non smetta mai di sorprendere.
