La terza edizione di ‘L’Aquila Città del Libro’ è pronta a trasformare il capoluogo abruzzese in un palcoscenico di dialoghi, letture e confronti, dal 19 al 21 settembre, all’Auditorium del Parco. Voci autorevoli della cultura italiana si alterneranno sul palco per un intenso viaggio tra pagine, idee e storia.
Verso un fine settimana letterario nel cuore d’Abruzzo
Da tre anni la manifestazione, nata per valorizzare le energie creative di L’Aquila dopo le edizioni del 2023 e del 2024, cresce in ambizione e partecipazione. Quest’anno, spiegano gli organizzatori, la scelta è stata di radunare “il meglio che la cultura italiana possa offrire”, mettendo a confronto personalità capaci di raccontare epoche, conflitti, passioni e contraddizioni del Paese. Dal venerdì alla domenica, l’Auditorium del Parco diventerà il fulcro di una vera e propria “agorà” letteraria, dove la parola scritta si farà voce dal vivo e il pubblico potrà attraversare secoli di storia in poche ore. La città, ancora impegnata nella sua rinascita, trova in questa rassegna un’occasione di condivisione e riscatto collettivo.
Ascoltare un autore, sostengono gli ideatori dell’evento, significa entrare in una relazione che va oltre la semplice presentazione di un volume; per questo il cartellone è stato costruito come un racconto in capitoli, dove ogni incontro dialoga con il successivo. L’esperienza del pubblico non sarà quindi quella di una serie di interventi isolati, ma di un’unica narrazione corale, punteggiata da riflessioni su giornalismo, filosofia, storia, cronaca e satira. Ogni appuntamento diventa una tappa di un itinerario che attraversa questioni identitarie e che invita a porre domande piuttosto che dispensare risposte. L’obiettivo dichiarato è far emergere la complessità, sfidando l’abitudine ai formati brevi e superficiali che dominano il dibattito digitale.
Un venerdì sera dedicato a D’Annunzio e al pungolo dell’informazione
La serata inaugurale, venerdì alle 18:30, vedrà salire sul palco Giordano Bruno Guerri, storico che ha dedicato anni di studio alla figura di Gabriele D’Annunzio. Con la sua consueta verve, Guerri condurrà gli spettatori dentro le pagine più intime del poeta pescarese, restituendo il ritratto di un artista che ha saputo trasformare la parola in gesto politico e scenico. Non sarà una semplice lezione di letteratura, ma un viaggio sensoriale fra mito, eros e modernità, in cui l’Abruzzo intero riecheggerà nelle immagini e nei suoni evocati. L’intervento, pensato come un dialogo con la platea, aprirà simbolicamente le porte di un fine settimana dove la curiosità sarà l’unico vero biglietto d’ingresso.
Dopo il tributo al Vate, il pubblico resterà in sala per misurarsi con l’arguzia di Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano. Ad affiancarlo ci sarà il giornalista aquilano Alessandro Rico, pronto a stimolare un confronto serrato sulle frontiere del giornalismo investigativo, sul ruolo dei media nel controllo del potere e sul confine, sempre più sottile, tra informazione e spettacolo. Il racconto delle inchieste che hanno scosso la politica nazionale si intreccerà con riflessioni sui rischi di una cronaca ridotta a meme e slogan. Tra domande del pubblico e analisi puntuali, la discussione promette di consegnare spunti utili a chiunque voglia orientarsi nel labirinto della disinformazione contemporanea.
Sabato tra filosofia, cronaca e dissidenza culturale
Il secondo giorno aprirà con una celebrazione del pensiero tragico: i 125 anni dalla scomparsa di Friedrich Nietzsche. Lo scrittore Miska Ruggeri e il filosofo Corrado Ocone si confronteranno sull’attualità di un autore che continua a interrogare la nostra volontà di potenza e la nostra fragilità. Parafrasando il suo celebre martello, i relatori proveranno a “suonare” i valori contemporanei per testarne la solidità. L’incontro non si limiterà a ripercorrere l’opera del pensatore tedesco, ma cercherà di capire come la sua eredità abbia influenzato la cultura di massa, dall’arte alla politica, offrendo un punto di osservazione privilegiato sui conflitti che attraversano l’Europa odierna.
La giornata proseguirà con un tuffo nella cronaca nera italiana attraverso l’oscura parabola della Banda della Magliana, simbolo di un Paese diviso fra violenza, corruzione e sogni di potere. Subito dopo si volgerà lo sguardo a Oriente, per ricordare il centenario della nascita di Yukio Mishima, scrittore e drammaturgo giapponese capace di fondere estetismo, tradizione e ribellione. In serata l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano rievocherà il carisma provocatorio di Giuseppe Prezzolini, tracciandone il profilo di polemista implacabile. A chiudere la lunga maratona letteraria sarà Francesco Borgonovo, vice direttore de “La Verità”, pronto a guidare gli astanti fra le pagine profetiche de “Il Campo dei Santi” di Jean Raspail. Una successione di temi che dal noir capitolino approda alle ansie della contemporaneità globale.
Domenica: storia locale, duelli civici e ironia finale
La domenica mattina sarà dedicata al dialogo con il territorio: lo storico Angelo De Nicola coordinerà un gruppo di studiosi e pensatori abruzzesi per restituire un mosaico di memorie e di prospettive sulla città. Dai racconti di chiese scomparse alle vicende di famiglie che hanno forgiato la vita economica dell’entroterra, il pubblico verrà accompagnato in una passeggiata ideale fra vicoli e piazze, scoprendo come la parola scritta possa custodire e rinnovare l’identità collettiva. È un momento di ascolto reciproco, in cui la voce locale si fa eco universale e ricorda che la grande storia passa sempre per luoghi concreti e volti riconoscibili.
Nel pomeriggio prenderà la scena Salvatore Santangelo con il suo nuovo volume su Napoleone, indagato non come icona statica ma come stratega che ha ridisegnato l’Europa e il modo stesso di concepire il potere. A seguire, gli ex sindaci Massimo Cialente e Biagio Tempesta si confronteranno in un duello dialettico che promette di riaccendere passioni civiche sopite, offrendo al pubblico un raro spaccato di memoria amministrativa e di visioni per il futuro urbano. La chiusura spetterà all’irriverenza tagliente di Federico Palmaroli, alias Osho, accoppiata alla sapienza dello storico Franco Cardini, moderati da Claudio Siniscalchi. Satira e storiografia si incontreranno per dimostrare che il sorriso, talvolta, è il modo più serio di leggere il passato.
Il sostegno delle istituzioni e lo spirito della rassegna
La macchina organizzativa ha potuto contare sull’Alto patrocinio della Regione Abruzzo, del Consiglio regionale, della Provincia e del Comune di L’Aquila. A livello operativo si segnalano l’impegno del sindaco Pierluigi Biondi, della consigliera Claudia Pagliariccio e dell’assessore regionale all’istruzione e cultura Roberto Santangelo. L’alleanza fra amministrazione e mondo delle lettere testimonia la convinzione che la crescita di una comunità passi anche per la qualità dei suoi spazi di confronto. Il sostegno istituzionale non si è limitato a una sponsorizzazione economica: si è tradotto in una presenza costante nella definizione degli obiettivi e nella promozione di una partecipazione diffusa, chiamando cittadini e scuole a diventare protagonisti dell’evento.
Guardando al programma nel suo insieme, si coglie la volontà degli organizzatori di offrire un panorama dissonante, dove accademia e pop, introspezione e satira, memoria e attualità convivono senza gerarchie. Più che una fiera del libro, la manifestazione vuole funzionare come un laboratorio di idee, capace di accendere dibattiti che proseguano ben oltre le tre giornate previste. Il calendario, scandito da incontri ravvicinati ma diversi per tono e contenuto, invita chiunque ami la parola – lettrice appassionata o cittadino curioso – a sperimentare la contaminazione. ‘L’Aquila Città del Libro’ si conferma così un appuntamento irrinunciabile per chi cerca nella cultura una bussola, e non un semplice intrattenimento.
