Sabato 13 settembre 2025 il Bolgia Summer Garden di Bergamo riaccende la passione per la musica elettronica con un set di Manda Moor, destinato a trasformare la notte in un turbinio di groove e sperimentazione.
Il ritorno della tech house più magnetica
Manda Moor, artista metà danese e metà filippina, che ha trovato ulteriori radici sonore tra Francia e Chicago house, approda sulla console del Bolgia con la sua inconfondibile energia. I suoi set, sospesi tra linee di basso ipnotiche e improvvise aperture melodiche, raccontano un percorso musicale in costante evoluzione. Ogni battito che sprigiona sembra concepito per avvicinare il pubblico a un orizzonte senza confini. Con il marchio della sua etichetta Moon Child, la performer offre una tech house capace di essere insieme raffinata e travolgente.
La fama internazionale di Manda Moor è alimentata dal sostegno di mostri sacri come Carl Cox e Luciano; la sua impronta sonora ha già echeggiato in templi quali Amnesia Ibiza, Space Miami, Sunwaves, Cercle e Creamfields. Non mancano apparizioni su piattaforme globali come Circoloco Radio, Mixmag e Ibiza Global, tappe che consolidano la sua reputazione. Alla platea bergamasca porta quindi un bagaglio fatto di esperienze e contaminazioni raccolte in ogni angolo del pianeta, pronte a convergere in una lunga maratona sonora.
Una notte che sfida l’alba
Il 13 settembre la festa nel Summer Garden inizia sotto il cielo estivo e si prolunga fino alle otto del mattino successivo, quando la luce dell’alba incontrerà le ultime vibrazioni dei bassi. In questo arco temporale dilatato, il ritmo diventa linguaggio comune e abbraccia chiunque desideri salutare la stagione calda con un ultimo, adrenalinico sorriso. Ballare così a lungo non è semplicemente divertimento: è un rito collettivo in cui i corpi imparano di nuovo a dialogare con la musica, lasciando emergere storie e sensazioni che spesso restano sopite nel quotidiano.
La sinergia tra Bolgia e Groove Factory, struttura organizzativa dell’evento, garantisce standard tecnici di livello superiore: sound system calibrato al millimetro, luci capaci di dipingere scenari cangianti, un giardino trasformato in dancefloor sotto le stelle. Ciascun dettaglio concorre a costruire un ambiente in cui il tempo sembra contrarsi, mentre la selezione di Manda Moor alterna groove scuri a passaggi più immediati, regalando un flusso che rende impossibile rimanere immobili.
Garden Room: un parterre di talenti
Oltre al set della protagonista principale, la Garden Room si anima grazie alla presenza di artisti come BSK, Giusa, Iari Santi, Mala Music b2b T-White, Pretty Rich e Simon Ricci. Ciascuno porta in dote la propria visione della club culture, spaziando tra sonorità più minimal, innesti house e deviazioni tribali che si susseguono con naturalezza. L’avvicendamento continuo dietro la console mantiene il dancefloor in costante vibrazione, creando connessioni sonore che estendono la rotta tracciata da Manda Moor e rendono il giardino un mosaico di identità musicali.
Il collettivo di performer, accomunato dalla collaborazione con Groove Factory, si confronta con un pubblico esigente, abituato a line-up di respiro internazionale. Ogni set aggiunge sfumature diverse al contesto: un break inaspettato, un sample vintage, una progressione percussiva che rilancia l’energia generale. La coesistenza di stili fa da motore a una notte che, proprio per la sua varietà, esalta il concetto di condivisione e consolida il ruolo del Bolgia quale crocevia della scena elettronica nazionale. Un’identità condivisa che rende la proposta ancora più ampia, sfaccettata e contemporanea.
Main Room firmata Afrodylan
Mentre il giardino brilla di influssi house, la Main Room del club ospita Afrodylan, nuovo party a cura di Dylan che abbraccia sonorità afro e vibrazioni world. L’appuntamento si veste di significato speciale: qui si celebrano i vent’anni di carriera di Babaman, voce simbolo che negli anni ha saputo far incontrare reggae, hip hop e dancehall. La ricorrenza dona al raduno un sapore di festa collettiva e di riconoscenza verso chi ha segnato un percorso, artistico degno di memoria profonda.
In consolle, al fianco di Babaman, si alternano Dj Nello, Dj Mauri, Dj Acio, DJ Flaviano e Dj Marco, mentre le percussioni affidate a Simon P innestano un sapore tribale destinato ad accendere la pista. La formula propone set serrati e interplay fra musicisti, replicando l’alchimia che da sempre caratterizza i raduni di matrice afro. Intrecciando canti, ritmi e culture, la sala principale offre così un contrappunto caldo e viscerale alla tech house del Garden, amplificando la varietà complessiva dell’evento.
Collaborazioni e memoria recente
L’appuntamento del 13 settembre nasce dalla sinergia tra Groove Factory, Homemade Milano, Big Family e Offline, realtà che condividono la passione per eventi capaci di unire qualità artistica e cura organizzativa. Questo network ha costruito, nel corso degli anni, una piattaforma di collaborazione che permette a talenti emergenti e affermati di incontrarsi in un contesto strutturato. Il risultato è un calendario di date che scandisce la vita notturna lombarda, segnando tappe fondamentali per chiunque ami l’elettronica.
La stagione in corso al Bolgia ha già ospitato nomi di primo piano: Fanstasm, I Hate Models, 999999999, Deborah De Luca, Joseph Capriati, Ilario Alicante, Ellen Allien, Métaraph, Marco Faraone, Indira Paganotto, Len Faki, Lilly Palmer, Franky Rizardo, Fatima Hajji, Blackchild, East End Dubs, Valentinø e molti altri. La loro presenza recente sottolinea come il club bergamasco sia diventato un punto di riferimento imprescindibile, una vetrina attraverso cui l’Italia dialoga con la club culture internazionale.
