Una discussione ravvicinata fra politica, impresa e diplomazia ha animato ieri la sede romana di MsDesk. Sessanta voci dell’imprenditoria export si sono confrontate con Luigi Di Maio, ora inviato dell’Unione europea per il Golfo, sulle sfide interne ed esterne che il Made in Italy incontra sui mercati globali, aprendo una strada di collaborazione concreta.
Un punto d’incontro che rilancia il Made in Italy
Dietro le porte della sede capitolina di MsDesk si è svolta, in un clima di intensa partecipazione, la riunione che ha riunito sessanta fra i più autorevoli imprenditori italiani vocati all’export e l’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio. L’incontro, definito dagli stessi partecipanti come «epocale», ha puntato a individuare le leve necessarie per restituire sprint competitivo alle aziende che presidiano i mercati internazionali. Dai racconti di chi opera quotidianamente fra dazi, regolamenti e oscillazioni geopolitiche è emersa l’esigenza di un quadro istituzionale più solido, capace di trasformare gli ostacoli burocratici in corsie preferenziali per l’innovazione e la crescita.
Cuore del confronto è stato il tema della cooperazione, non come concetto astratto ma come pratica operativa. MsDesk si è proposta quale cerniera stabile tra universo imprenditoriale e decisori pubblici, con l’obiettivo dichiarato di rendere più semplice l’accesso a strumenti assicurativi, finanziari e diplomatici che troppo spesso rimangono confusi o inaccessibili alle piccole e medie imprese. I protagonisti della giornata hanno sottolineato come l’isolamento nei mercati esteri sia spesso il vero avversario del Made in Italy, più ancora della concorrenza globale: intensificare l’interazione pubblico-privato diventa dunque prerequisito per consolidare una presenza strutturata nei principali hub commerciali del pianeta.
Costruire alleanze pubblico-privato sulla rotta del Golfo e oltre
Tra le aree di maggiore interesse strategico è emerso il Regno dell’Arabia Saudita, teatro di un profondo processo di trasformazione che spazia dalle infrastrutture all’energia pulita. Di Maio ha invitato gli imprenditori a sintonizzare la propria offerta su questa metamorfosi, cogliendo progetti che spaziano dalle smart city alle grandi opere di interconnessione. Il passaggio più applaudito del suo intervento ha ricordato che la crescita saudita non può essere osservata da lontano, ma vissuta in prima linea con presidi permanenti, diplomazia economica e investimenti mirati. In quest’ottica, il Made in Italy viene presentato come un partner naturale, capace di unire creatività, tecnologia e sostenibilità.
Alle imprese presenti è stata suggerita una postura più pragmatica, basata su analisi puntuali dei rischi e sull’avvio di sinergie con stakeholder locali. L’ex ministro ha ricordato che l’apertura di nuovi corridoi commerciali esige soluzioni snelle: sportelli unici per l’export, team legali specializzati e una rete di consulenti sul campo. «Chi presidia i mercati in modo intermittente finisce per essere dimenticato», ha ammonito, sottolineando la necessità di consolidare presenze durature. In questo scenario, la collaborazione con istituzioni europee può generare quell’effetto leva indispensabile per abbattere barriere tariffarie, negoziare standard e garantire protezione agli investimenti.
Diplomazia in prima fila: il segnale degli ambasciatori
La cornice internazionale dell’iniziativa è stata ulteriormente valorizzata dalla presenza di tre rappresentanti diplomatici di primissimo piano: Abdirahman Sheikh Issa per la Repubblica Somala, Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi per gli Emirati Arabi Uniti e Tariq Khaddam Alfayez, vice ambasciatore del Regno dell’Arabia Saudita. La loro partecipazione non si è limitata a un saluto formale; ciascuno ha espresso l’interesse del proprio Paese a intensificare i flussi commerciali con l’Italia, offrendo spunti concreti su procedure doganali, joint venture e partnership in settori chiave quali logistica, agroalimentare e tecnologie verdi. L’ascolto reciproco ha dato forma a un’agenda di lavoro condivisa che verrà approfondita nei prossimi mesi.
Le conclusioni sono state affidate al presidente di MsDesk, Giuseppe Lepore, che ha rilanciato l’urgenza di un luogo stabile di confronto fra aziende e istituzioni. Nel suo intervento ha ricordato che, se l’export è la spina dorsale dell’economia nazionale, ascoltare le istanze di chi opera oltreconfine è condizione essenziale per preservarne la competitività. «Solo attraverso una visione condivisa e il coraggio di superare barriere culturali e regolamentari potremo portare le nostre eccellenze dove meritano», ha dichiarato. La giornata si è così chiusa con l’impegno a trasformare gli spunti emersi in piani operativi, segnando un capitolo nuovo per il protagonismo italiano nei mercati mondiali.
