La politica lombarda potrebbe accogliere presto un volto poco usuale: Debora Massari, manager dell’azienda dolciaria di famiglia e figlia del maestro pasticcere Iginio Massari, viene indicata da voci parlamentari come candidata all’assessorato regionale al Turismo guidato dal presidente Attilio Fontana.
L’inattesa candidatura di Debora Massari
Negli ambienti politici di Milano il tam-tam è iniziato nelle prime ore del pomeriggio, quando indiscrezioni provenienti da autorevoli fonti parlamentari hanno svelato che, nel mini rimpasto immaginato da Attilio Fontana, il nome di Debora Massari figura in cima alla lista per prendere il posto di Barbara Mazzali al Turismo. La prospettiva di vedere una manager proveniente dall’eccellenza dolciaria lombarda approdare in giunta ha sorpreso osservatori e addetti ai lavori, proiettando l’attenzione sulla scelta di coniugare imprenditoria gastronomica e strategia di promozione territoriale.
Al di là della curiosità mediatica, l’eventuale ingresso di Massari in giunta viene interpretato come un segnale di discontinuità rispetto ai percorsi tradizionali di nomina degli assessori. La sua esperienza nel gestire un marchio noto a livello internazionale, maturata fra laboratori di alta pasticceria e strategie di consolidamento sui mercati esteri, potrebbe offrire al Turismo lombardo un’inedita sensibilità verso la narrazione delle eccellenze locali. Gli osservatori ricordano, tuttavia, che si tratta ancora di voci non confermate, in attesa di un annuncio formale da parte di Palazzo Lombardia.
Il possibile cambio alla guida del Turismo in Lombardia
La delega al Turismo, oggi affidata a Barbara Mazzali, rappresenta uno dei dossier più strategici per l’esecutivo lombardo. Negli ultimi anni il comparto ha mostrato segnali di vitalità, ma anche fragilità legate alla congiuntura internazionale. Il ventilato avvicendamento con Debora Massari rientrerebbe in un piano di riordino della squadra di governo, finalizzato a rafforzare la promozione integrata delle mete culturali, naturali e, non da ultimo, gastronomiche. Chi conosce il settore suggerisce che un profilo imprenditoriale possa imprimere una diversa spinta operativa agli uffici competenti.
Oltre alle competenze tecniche, la figura di Massari porterebbe con sé un capitale simbolico non trascurabile: la tradizione dolciaria lombarda è spesso la leva emozionale attraverso cui i visitatori scelgono un percorso di viaggio. Inserire al vertice dell’assessorato una professionista cresciuta in quella stessa tradizione equivarrebbe a tenere dentro Palazzo Lombardia la voce di panettoni, praline e lievitati che sono divenuti ambasciatori del territorio. Tale scelta, peraltro, sembra interpretare la volontà di rendere il turismo un racconto identitario, oltre che economico.
Attesa e reazioni nell’aula politica
La notizia, sebbene non ancora confermata, ha già provocato fermento tra le forze di maggioranza e opposizione del Consiglio regionale. Da un lato, i sostenitori di Fontana leggono nella possibile nomina un gesto di apertura verso il mondo produttivo, dall’altro, i gruppi di minoranza invocano trasparenza sui criteri adottati per scegliere gli assessori. Il dibattito, acceso ma rispettoso, ruota intorno all’equilibrio tra competenza amministrativa e capacità di rappresentare un settore che vale milioni di presenze l’anno. Le prossime ore saranno decisive per chiarire le posizioni.
I rumors sul mini rimpasto, infatti, coincidono con una fase in cui la Regione sta elaborando le linee guida per il prossimo triennio turistico. Se Massari dovesse assumere l’incarico, le sue prime mosse verrebbero osservate con meticolosa attenzione, soprattutto da chi auspica un maggiore raccordo con le categorie professionali. In attesa di conferme ufficiali, la vicenda ha già riacceso il riflettore sul valore delle competenze trasversali in politica, tema che da anni alimenta confronti fra esperti di governance e società civile.
