Con il rinnovo del Memorandum d’Intesa siglato a Trieste, BAT Italia e il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste rilanciano il loro impegno a sostenere la produzione di tabacco nazionale, prevedendo l’acquisto di 15 mila tonnellate tra 2026 e 2028.
Rinnovo strategico e numeri dell’intesa
Il nuovo Memorandum d’Intesa, valido dal 2026 al 2028, consolida una collaborazione avviata anni fa tra BAT Italia e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. L’azienda, leader globale nei beni di largo consumo a base di nicotina, si è impegnata ad acquistare fino a 15 mila tonnellate di tabacco coltivato interamente nel nostro Paese, garantendo così sbocchi di mercato certi e remunerativi ai produttori locali. Il documento rappresenta una promessa concreta di continuità e valorizzazione del “made in Italy” agricolo.
Questa intesa arriva in un momento in cui l’universo tabacchicolo nazionale sta vivendo una metamorfosi profonda, sospinto da giovani imprenditori che sperimentano tecniche di precisione, sensoristica avanzata e soluzioni digitali per ottimizzare l’utilizzo di acqua e fertilizzanti. BAT, confermando il proprio ruolo di partner industriale, intende accompagnare questa evoluzione investendo in processi più efficienti, competitivi e rispettosi delle risorse. La tecnologia, se usata con intelligenza, può infatti diventare la leva che trasforma la tradizione agricola in un laboratorio d’innovazione sostenibile.
Impatto sulla filiera agricola italiana
La ricaduta dell’accordo sulla realtà agricola è tutt’altro che marginale: oltre 400 piccole e medie imprese distribuite lungo la penisola si vedranno garantita una prospettiva di continuità produttiva, mentre circa 6.000 addetti potranno pianificare la propria attività con maggiore serenità. Gli impegni di acquisto di BAT Italia funzionano, in pratica, come un contratto di filiera che assicura volumi e prezzi, limitando l’esposizione alle oscillazioni di mercato. In un settore spesso esposto a rischi climatici e finanziari, la stabilità diventa valore imprescindibile.
Il piano di acquisto specifica anche le cultivar coinvolte: il Burley prodotto in Campania e il Virginia Bright proveniente da Veneto e Umbria. Questa scelta premia aree con una lunga tradizione nella coltivazione del tabacco, contribuendo a mantenere vivi saperi agronomici che rischierebbero altrimenti di perdersi. Grazie al Memorandum, gli agricoltori potranno continuare a investire in sementi certificate, infrastrutture di essiccazione e tecniche colturali a basso impatto. La valorizzazione delle tipicità territoriali resta il motore principale di ogni strategia vincente.
L’accordo firmato a Trieste
La sottoscrizione ufficiale si è svolta all’interno dell’A Better Tomorrow Innovation Hub di Trieste, uno degli stabilimenti più all’avanguardia del gruppo a livello mondiale. A sancire l’intesa sono stati il Sottosegretario al Dicastero agricolo Patrizio Giacomo La Pietra e l’amministratore delegato di BAT Italia, Fabio de Petris, nella cornice di un impianto che racchiude ricerca, produzione e sviluppo di nuove soluzioni per i prodotti a base di nicotina. La scelta del luogo non è casuale: simboleggia l’incontro fra progresso industriale e radici territoriali.
All’interno dell’Innovation Hub vengono elaborate tecnologie digitali dedicate a ridurre l’impatto ambientale dei cicli produttivi e a migliorare la tracciabilità dell’intera catena di approvvigionamento. È in queste sale che si sperimentano algoritmi di intelligenza artificiale capaci di ottimizzare l’uso di acqua ed energia nelle coltivazioni, attività che il gruppo condividerà con i coltivatori italiani. Avere un polo di eccellenza sul territorio consente di trasformare le parole dell’accordo in strumenti pratici a disposizione di chi lavora nei campi ogni giorno concretamente.
Le voci dei protagonisti
Nel corso della cerimonia, Fabio de Petris ha sottolineato come il rinnovo del Memorandum permetta a BAT di «rimanere vicino al territorio con un investimento importante in una filiera che rappresenta un’eccellenza mondiale». L’amministratore delegato ha collegato questa prospettiva alla presenza di un quadro fiscale equilibrato, che negli ultimi anni ha reso possibile programmare iniziative a lungo termine. L’obiettivo dichiarato è costruire, già da oggi, quel domani migliore che l’azienda pone al centro della propria strategia globale, senza mai arretrare sul piano dell’innovazione.
Il sottosegretario Patrizio La Pietra ha ribadito che la firma del nuovo accordo testimonia la centralità della filiera tabacchicola nell’agenda del Dicastero, in quanto capace di coniugare redditività, occupazione e pratiche agricole più sostenibili. Il rappresentante del governo ha ricordato come gli accordi pluriennali siglati finora abbiano dato stabilità e capacità di programmazione alle aziende, inclusa la formazione degli operatori. La conferma dell’acquisto, fino a un massimo di 15 mila tonnellate nel triennio, diventa così la garanzia economica attorno a cui disegnare il futuro del comparto.
