Nel cuore del porto di Trieste, Bat Italia inaugura una fase di crescita impensabile fino a pochi mesi fa: sedici linee all’interno dell’A Better Tomorrow Innovation Hub, quattro volte la dotazione originaria. Un passo che, come spiega il suo amministratore delegato Fabio de Petris, riscrive il piano industriale e posiziona l’Italia in prima fila nel panorama internazionale.
Superata ogni proiezione
La tabella di marcia originaria prevedeva l’attivazione di dodici linee, distribuite in fasi successive all’interno del polo triestino; invece, l’azienda ha premuto l’acceleratore e ha portato il numero complessivo a sedici impianti, includendo non solo la produzione Modern Oral – i sacchetti di nicotina per uso orale – ma anche le referenze di tabacco riscaldato e le formulazioni Herbal. Secondo de Petris, si tratta del prodotto più avanzato presente oggi nel portafoglio globale del gruppo, motore della crescita delle nuove categorie sul mercato italiano.
La maturazione simultanea di così tante linee, spiegano i vertici, non è soltanto una questione di volumi ma testimonia una scelta strategica precisa: concentrare le tecnologie più sofisticate a Trieste per farne una piattaforma di riferimento in Europa. Una decisione che parla il linguaggio dell’innovazione e che imprime un ritmo inedito all’intero comparto, superando in un colpo solo le stime di investimento, le tempistiche previste e le aspettative del mercato. Il risultato è un impianto che oggi rappresenta la punta avanzata della rete produttiva mondiale del gruppo.
Il modello di collaborazione pubblico-privata
Quando Bat avvia uno stabilimento, di norma seleziona un terreno vergine, costruisce da zero la fabbrica e avvia la produzione. A Trieste, invece, è andata diversamente. Grazie a una sinergia con Interporto, il colosso ha trasformato in meno di diciotto mesi un’area logistica esistente in un vero Innovation Hub. L’operazione, definita dallo stesso de Petris come un unicum nel panorama mondiale dell’azienda, dimostra come la contaminazione tra pubblico e privato possa accelerare progetti industriali complessi, riducendo barriere burocratiche e tempi di realizzazione.
Il ruolo delle istituzioni locali non si è limitato a fornire spazi: ha coinvolto infrastrutture, formazione e servizi, creando un ecosistema che sostiene la crescita delle nuove categorie di prodotto. La presenza di operatori portuali, centri di ricerca e università nelle immediate vicinanze ha generato un circolo virtuoso di competenze e opportunità. In questo contesto, la logistica integrata con il retro-porto e le rotte ferroviarie consolida la posizione della città come nodo strategico per le esportazioni, ridisegnando l’immagine di un territorio votato all’innovazione industriale.
Un ponte europeo per le nuove categorie
Dal nuovo stabilimento escono quotidianamente prodotti diretti a quattordici mercati del Vecchio Continente, con particolare attenzione alla linea Modern Oral. Questo traguardo consolida l’Italia come hub di riferimento per la regione, esaltando competenze tecniche e capacità logistiche. La decisione di accentrare la produzione a Trieste, spiegano i responsabili, consente di ottimizzare i costi e garantire tempi di consegna competitivi, fattori cruciali in un comparto dove l’innovazione corre più veloce delle abitudini dei consumatori, sempre in movimento e in evoluzione continua.
A completare il quadro, lo stabilimento ospita l’unica linea BAT dedicata ai Nicotine Replacement Therapy Products, destinati essenzialmente a Canada e Nord Europa. L’obiettivo dichiarato è ampliare progressivamente la lista dei Paesi serviti dall’Italia, includendo anche quelli che adotteranno il tabacco riscaldato. La combinazione tra know-how specifico, certificazioni di qualità e vicinanza ai corridoi logistici consente di immaginare un’ulteriore espansione, trasformando il sito triestino in un trampolino per l’intera categoria di prodotti a rischio ridotto nei prossimi anni di sviluppo.
Impegno verso la filiera agricola nazionale
L’attenzione di Bat Italia non si concentra soltanto sull’alta tecnologia: il gruppo ha appena rinnovato il Memorandum d’Intesa con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, garantendo l’acquisto di tabacco di qualità italiano fino a quindicimila tonnellate tra il 2026 e il 2028. Un passaggio che offre visibilità e stabilità ai coltivatori, chiamati a investire in materie prime di eccellenza per sostenere le nuove categorie di prodotto e rafforzare l’intera comunità agricola del Paese nel lungo termine con.
L’accordo si inserisce in un percorso di supporto alla filiera già avviato negli anni passati, quando la multinazionale aveva investito in programmi di selezione varietale, meccanizzazione e formazione. La prospettiva di un impegno triennale su volumi certi consente di pianificare le semine e di programmare la modernizzazione delle aziende agricole. In un contesto di volatilità dei prezzi e crescenti pressioni regolatorie, sapere di poter contare su un acquirente stabile rappresenta un ancora di fiducia per le aree rurali coinvolte oggi.
Verso nuovi orizzonti di crescita
Guardando oltre le cifre odierne, la strategia delineata da de Petris prevede di continuare a investire «tantissimo» sulle categorie emergenti, capitalizzando l’ecosistema che prende forma a Trieste. La convergenza di tecnologia, talento e infrastrutture crea le condizioni per sperimentare processi produttivi sempre più sostenibili e per rispondere con tempestività alle evoluzioni normative del settore. In questa cornice, il ruolo dell’hub non si esaurisce nella manifattura: diventa laboratorio di idee, punto di contatto con start-up e centro di attrazione per competenze internazionali.
Se per molti il raddoppio delle linee sarebbe già un traguardo da celebrare, per il gruppo rappresenta solo l’inizio di un percorso più ambizioso. L’hub potrà infatti ospitare ulteriori espansioni produttive, mentre le connessioni con porti e ferrovie aprono la strada a mercati ancora inesplorati. L’entusiasmo mostrato durante l’inaugurazione restituisce l’immagine di un’azienda che crede nella capacità dell’Italia di coniugare industria avanzata e creatività, facendone il centro di gravità di un settore in mutazione costante e ricco di energie nuove.
