Con un videomessaggio diffuso sui social, Francesco Vaia lancia un appello diretto ai giovani: custodite il vostro futuro e non dissipate la vita. Facendo proprie le parole di Papa Francesco, l’ex direttore dello Spallanzani ricorda che ogni scelta conta e che la droga può spegnere per sempre possibilità e talenti.
Il richiamo alle parole del Pontefice
Quando Papa Francesco ha proclamato santi Carlo Acutis e Giorgio Frassati, ha affidato ai giovani un messaggio perentorio: “Non sprecate la vita”. Quell’esortazione, diffusa sotto il cielo di San Pietro, risuona adesso nella dichiarazione di Francesco Vaia, che la fa propria senza esitazioni. In un mondo di stimoli incessanti e distrazioni facili, l’invito pontificio si trasforma in una bussola interiore capace di orientare le scelte di una generazione intera, ricordando a ciascuno che il tempo a disposizione è prezioso e irripetibile.
Vaia specifica di essersi schierato da sempre a favore dei ragazzi, anche nei momenti più tesi della crisi pandemica, quando a loro venivano attribuite responsabilità sproporzionate. Alla luce dell’odierna canonizzazione di due coetanei, sottolinea quanto sia cruciale dare fiducia alle nuove generazioni anziché puntare il dito. Sostenendo che la società ha il dovere di proporre orizzonti di speranza, il medico ricorda che lo spirito di servizio di Acutis e Frassati dimostra come la giovinezza possa diventare terreno fertile per scelte generose, non pericolose scorciatoie.
Una vita al fianco dei ragazzi, dalla pandemia a oggi
Durante l’emergenza sanitaria, Francesco Vaia ricopriva il ruolo di direttore generale dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e, successivamente, quello di direttore della Prevenzione presso il Ministero della Salute. In quei mesi, ribadisce, ha sempre respinto la tentazione di trasformare gli adolescenti in bersagli polemici. In conferenze stampa e interventi pubblici li difendeva, sostenendo che la crescita non può essere compressa da sensi di colpa collettivi, ma accompagnata con responsabilità adulti. L’esperienza, sottolinea, gli ha insegnato che le politiche di salute pubblica hanno successo solamente se riconoscono il valore insostituibile dell’ascolto reciproco.
Oggi, sedendo nell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Vaia amplia lo sguardo oltre la dimensione strettamente sanitaria. Difendere i giovani, ribadisce, significa anche tutelare chi vive situazioni di fragilità, escludendo che le differenze diventino stigmi. Per questo, nel suo messaggio digitale, sottolinea che la società deve operare perché a ogni ragazzo sia garantito un ambiente in cui poter abitare i propri sogni, senza subire pregiudizi. L’impegno, spiega, non è un episodio isolato, ma una continuità con le battaglie condotte nei mesi della pandemia.
L’avvertimento sulle dipendenze
Lo snodo centrale del videomessaggio di Vaia è l’allarme sulle sostanze stupefacenti. «La droga uccide», ripete, senza edulcorare la realtà. Il monito è diretto, volutamente privo di filtri, perché, a suo parere, l’efficacia della prevenzione dipende anche dalla chiarezza del linguaggio. I ragazzi, afferma, hanno diritto a sentirsi dire la verità, senza paternalismi né catastrofismi, bensì con la franchezza di chi ha visto in prima linea gli effetti devastanti delle dipendenze sui corpi e sugli equilibri familiari. Esperienze che, come medico, ha toccato con mano in tante corsie ospedaliere.
Concludendo il suo intervento, Vaia si rivolge agli stessi giovani con un gesto di complicità, ricordando loro che la vita non è un ostacolo, ma una conquista quotidiana. Avete il diritto di sbagliare, ma non quello di gettarvi via, sintetizza. E proprio a partire da questa consapevolezza invita tutti – studenti, atleti, artisti, lavoratori agli esordi – a cercare alleanze positive. Sostiene che ogni scelta sana diventa un investimento collettivo: motivo per cui istituzioni, famiglie e comunità devono attivarsi, garantendo opportunità di crescita e spazi di creatività.
