Una tranquilla passeggiata di due adolescenti a Tortima di Lusiana Conco, nell’altopiano vicentino, è degenerata in tragedia: un’auto piombata alle loro spalle ha ucciso il tredicenne Stefano Angonese e ha ferito il compagno, mentre il conducente è sparito nella notte, lasciando sulla strada solo macerie e domande senza risposta.
Il dramma lungo la provinciale
Erano da poco trascorse le venti quando i due ragazzi, entrambi tredicenni e amici di sempre, hanno deciso di godersi la fresca quiete della serata percorrendo il ciglio della provinciale che attraversa Tortima, borgo affacciato sulle pendici dell’Altopiano di Asiago. Camminavano uno accanto all’altro, chiacchierando dei progetti per il rientro a scuola, quando una vettura di colore scuro, lanciata a velocità sostenuta e senza il minimo cenno di frenata, li ha investiti alle spalle, scaraventandoli sull’asfalto e sullo sterrato che delimita la carreggiata.
L’impatto è stato talmente violento da non lasciare scampo a Stefano, che è deceduto sul colpo, mentre l’amico, lievemente ferito agli arti, è rimasto cosciente ma immobilizzato dallo shock. Il boato del colpo ha richiamato fuori dalle case alcuni residenti; uno di loro ha immediatamente allertato i soccorsi, ma nel frattempo l’automobilista aveva già fatto perdere le proprie tracce, dileguandosi lungo il rettilineo in direzione di Conco. Sul manto stradale sono rimasti frammenti di carrozzeria, specchietti e piccole macchie di vernice scrostata, preziose per ricostruire la dinamica.
I soccorsi e il viaggio verso l’ospedale
Quando l’ambulanza del Suem è arrivata, i sanitari hanno constatato immediatamente la gravità della scena. Per il giovane Angonese non c’era alcuna possibilità di rianimazione: il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. L’altro ragazzo, ferito ma soprattutto profondamente turbato, è stato stabilizzato sul posto, avvolto in una coperta termica per proteggerlo dal freddo della notte alpina, e quindi trasferito all’ospedale di Asiago, dove è entrato in codice giallo ed è stato affidato alle cure del personale del pronto soccorso.
Durante il tragitto in ambulanza il giovane, ancora incapace di comprendere del tutto l’accaduto, è rimasto in silenzio, stringendo forte la mano di un infermiere. Il trauma emotivo, hanno spiegato i sanitari, sarà forse più difficile da curare delle ferite fisiche. I medici gli hanno riscontrato contusioni alle gambe e leggere escoriazioni, predisponendo comunque ulteriori accertamenti diagnostici. Poco dopo, in reparto, un’équipe di psicologi dell’Ulss si è resa disponibile a seguirlo, consapevole che le prime ore dopo un evento così crudele sono decisive per limitare le ripercussioni psicologiche.
Le indagini in corso
Appena informata, la stazione dei carabinieri di Lusiana si è precipitata sul luogo del sinistro per avviare i rilievi tecnici. Gli agenti hanno delimitato l’area, fotografato ogni dettaglio e repertato i frammenti metallici trovati sull’asfalto, presumibilmente appartenenti alla parte anteriore dell’auto pirata. Nel frattempo è stato disposto il sequestro delle telecamere di sorveglianza private e comunali installate lungo il tratto di provinciale, nella speranza di individuare immagini utili a identificare la targa o quantomeno il modello del veicolo coinvolto, gravissimo nel sinistro.
Secondo quanto trapela dalle prime verifiche, i militari avrebbero già isolato alcuni fotogrammi in cui si intravede un’utilitaria di media cilindrata che procede a velocità elevata pochi istanti prima dell’incidente. Gli investigatori stanno comparando il numero di vetture compatibili con quella sagoma e controllando eventuali carrozzerie locali per individuare riparazioni sospette. L’obiettivo è assicurare alla giustizia chi, dopo aver infranto vite e sogni, ha scelto di fuggire invece di prestare soccorso. Nelle prossime ore saranno ascoltati testimoni e residenti, con l’auspicio di stringere il cerchio attorno al responsabile.
