Settembre non suona affatto come un mese di pausa per il ravennate Alessandro Br1. Reduce da un’estate infuocata, il dj e producer prosegue senza tentennamenti fra console e studio di registrazione, dimostrando che la musica è per lui un’urgenza creativa e non soltanto un mestiere.
Il ritmo di un settembre senza pause
La maggior parte dei colleghi approfitta dell’inizio dell’autunno per rifiatare, ma Alessandro Br1 sceglie un’altra strada: continua a macinare chilometri e decibel come se la stagione estiva non fosse mai finita. Fin dal primo fine settimana di settembre il suo trolley resta pronto sull’uscio, perché ogni notte porta con sé un dancefloor diverso. Chi lo incontra dietro ai piatti percepisce immediatamente quell’energia che, da venticinque anni, gli permette di trasformare qualsiasi evento in un’esperienza collettiva, sospesa tra selezione accurata e improvvisazione fulminante.
Sorprende constatare come la sua agenda incastri con naturalezza sia appuntamenti pubblici sia serate destinate a pochi invitati, dimostrando una versatilità che non si limita al repertorio musicale. Club, hotel di lusso, terrazze sul mare, ville e spazi aziendali convivono nella stessa tabella, a testimoniare la fiducia che organizzatori di mondi diversi ripongono nel suo gusto sonoro. Chi lo ingaggia sa di poter contare su un professionista che prepara con cura ogni dettaglio, ma è pronto a cambiare rotta in un istante, seguendo l’umore della pista.
Date, club e location: l’agenda prende forma
Il calendario di settembre 2025 traduce in pratica questa effervescenza. Si comincia il 6/09 con un esclusivo show privato a Vicenza, seguito l’11/09 dalla hall del Radisson Blu di Bergamo, set pensato per i delegati AISP. La settimana successiva vede una doppia incursione nella capitale: il 12/09 al Jerò, il giorno dopo una festa riservata nella Repubblica di San Marino, per poi toccare Forlì-Cesena il 14/09. Pochi respiri e, dal 15/09, la consolle si sposta sulla Terrazza Flores di Roma, prima di approdare il 16/09 al raffinato Porteño.
La coda del mese non rallenta: Rimini lo ospita il 19/09, seguita il 20/09 da un evento privato a Ravenna; il 21/09 la sua selezione anima il WOW di Forlì-Cesena, chiudendo poi con un doppio ritorno al Jerò di Roma il 26/09. Una maratona che somma contesti e pubblici diversissimi, ma che mantiene come filo conduttore quella capacità di costruire storie sonore in cui i generi si sfiorano, si mescolano, si inseguono.
Produzioni che fanno vibrare
La frenesia live non sottrae tempo al lavoro in studio, anzi lo alimenta. Nelle ultime settimane Alessandro Br1 ha presentato sui social la sua personale versione afro house di “Number 1”, brano originariamente affidato a James Hyper insieme ai Major Lazer, riplasmato con una firma ritmica calda e ipnotica. Chi ha avuto modo di ascoltarla testimonia un equilibrio magistrale fra pulsazioni tribali e riflessi elettronici contemporanei, capace di conquistare tanto i club di nicchia quanto i festival dal pubblico più ampio.
In questo percorso produttivo la collaborazione con Lucas Reyes, alias Le Petit Frenchy, si rivela determinante. Insieme firmano il progetto AL-GARB, un laboratorio che mescola know-how mediterraneo e sensibilità francese dentro tracce che prediligono groove spigolosi e linee melodiche penetranti. L’ottimo riscontro di “Udo Sola”, pubblicato in luglio, conferma come la coppia abbia trovato un linguaggio condiviso: bassline che spingono, percussioni che respirano e break inaspettati mantengono alta la tensione, invitando l’ascoltatore a un viaggio sonoro dalla prima all’ultima battuta.
AL-GARB, quando la sintonia diventa groove
Il segreto di AL-GARB sta probabilmente in quella sintonia istintiva che i due produttori rivendicano con orgoglio. Nei loro meeting, spesso virtuali per esigenze di calendario, le idee si scambiano velocemente come file di progetto, ma ciò che conta è il punto d’arrivo: una traccia che suona immediatamente viva, pronta a essere testata sul dancefloor la sera stessa. La sensazione è che nulla venga lasciato al caso e che l’intesa, al di là delle parole, passi direttamente attraverso le onde sonore.
La scelta di esplorare sonorità afro house non è casuale: ritmi ancestrali e texture elettroniche offrono un terreno fertile su cui innestare hook vocali memorabili e linee di basso robuste. Così ogni release diventa un manifesto di libertà creativa, ma anche una dichiarazione di appartenenza a un movimento che mette al centro corpo e spirito, invitando chi ascolta a perdersi nel battito primordiale. Non stupisce quindi che le preview pubblicate online registrino rapidamente centinaia di condivisioni e che gli addetti ai lavori attendano con curiosità le uscite ufficiali.
Un percorso iniziato nel 1998
La storia artistica di Alessandro Br1 affonda le radici nel 1998, quando un giovane ravennate ancora poco più che maggiorenne decide di trasformare la passione per i giradischi in professione. I primi set, costruiti con meticolosa ricerca di vinili, alternavano disco, house e quelle contaminazioni funk che oggi definiremmo nu-disco, scolpendo già allora una cifra personale capace di evolvere senza snaturarsi. Da quel momento, l’ascesa è stata costante, alimentata da ore di ascolto, studio e prove sul campo.
Se c’è un elemento che attraversa l’intero percorso, è la vocazione a fondere correnti apparentemente distanti: dal soul filtrato al progressive più elegante, dalla house classica a linee tech cariche di tensione. Questa attitudine gli ha permesso di conquistare dancefloor molto diversi, trovando sempre il linguaggio giusto per contesti mainstream oppure d’avanguardia. La musica, dice spesso, è un ponte fra sensibilità che non si sono ancora incontrate, e in venticinque anni di attività ha dimostrato di saperlo costruire con cura artigianale.
Palchi internazionali e collaborazioni di prestigio
Il curriculum delle esibizioni parla da sé: la console del Pacha di Ibiza e quella del suo privé, il Djerba Music Land in Tunisia, il Warehouse di Nantes, unanimemente indicato fra i migliori club d’Europa, lo Zazada di Patong in Thailandia, senza dimenticare tappe immancabili come il Pineta e il Beso Beach a Formentera. Ogni booking ha rafforzato il suo profilo internazionale, mostrandone la capacità di adattarsi a platee cosmopolite pur rimanendo fedele al proprio marchio di fabbrica.
Alle serate nei grandi club si affiancano eventi in partnership con brand di lusso e aziende iconiche del made in Italy e non solo: Ducati, Shiseido, Jean Louis David, L’Oréal e Technogym lo hanno voluto dietro ai piatti per valorizzare i loro lanci e i loro meeting high-end. Questo tipo di richieste certifica non soltanto l’affidabilità tecnica, ma anche la sua capacità di creare atmosfere in sintonia con identità di marca sofisticate, trasformando un momento corporate in un’esperienza emotiva.
Premi, ricerca continua e rubrica settimanale
Il riconoscimento come Miglior Resident DJ ai Dance Music Awards 2018 è stato un passaggio emblematico, ma non un punto di arrivo. Ogni settimana il dj romagnolo ascolta decine di uscite, spulcia promo e approfondisce trend emergenti per mantenere il set sempre fresco e sorprendente. Il suo archivio musicale, frutto di una catalogazione maniacale, diventa così un arsenale pronto a essere utilizzato in funzione del momento, dell’acustica della sala, persino dell’umore del pubblico.
Questa costante ricerca trova spazio anche nella rubrica ADAB, pubblicata con puntualità settimanale e dedicata a cinque brani ‘facili’ ma mai banali, pensati per accompagnare l’ora dell’aperitivo. La selezione, eseguita con piglio da cronista musicale, offre uno sguardo privilegiato su ciò che si muove nel sottobosco della club culture, ma anche sulle hit pronte a decollare. Un servizio che conferma quanto la condivisione del sapere, per lui, sia parte integrante del mestiere.
