Energie fresche e sguardi puntati sul futuro. Con la nuova edizione di Sanremo Giovani, Carlo Conti e la sua squadra rilanciano l’impegno nel valorizzare gli artisti emergenti, aprendo le porte di Sanremo 76 a quattro nuove proposte.
Un percorso pensato per i nuovi talenti
La sezione Sanremo Giovani si conferma la bussola dell’evento, un laboratorio che negli anni ha consegnato alle classifiche alcuni dei nomi più seguiti della scena nazionale. L’idea è semplice e potente: offrire a venti e trentenni di talento un palcoscenico autorevole e, al tempo stesso, mostrare al grande pubblico quella vivacità creativa che spesso resta chiusa nelle sale prove. Dietro ogni candidatura c’è un sogno, dietro ogni nota un sorriso o una ferita. L’edizione 2025 riparte da qui, con l’ambizione di trasformare la freschezza in repertorio duraturo.
Alla guida di questo viaggio c’è ancora una volta Carlo Conti, che con questa firma la sua quinta partecipazione da direttore artistico. Il conduttore toscano descrive spesso l’iniziativa come un vero tonico per la musica italiana: l’entusiasmo dei ragazzi, dice, è contagioso e regala ossigeno a un settore che vive di emozioni. Tre mesi di lavoro serrato, fatti di ascolti, colloqui, valutazioni, notti in cuffia e mattine in studio, attendono lui e la squadra chiamata a scandagliare centinaia di proposte. Al termine, i nomi selezionati potranno intravedere l’Ariston.
I criteri di ammissione e le scadenze
Per iscriversi all’edizione 2025 occorre rispettare requisiti ormai chiari a tutti gli aspiranti: compiere almeno 16 anni e non aver superato i 28 entro il primo gennaio 2026. L’istanza deve arrivare entro il 15 ottobre; ogni minuto in più rischia di chiudere le porte. È un termine che pesa come un metronomo nella testa dei ragazzi, perché senza quella documentazione corretta nessun brano potrà essere ascoltato. Il regolamento integrale, consultabile sul portale ufficiale della manifestazione, spiega ogni dettaglio, dalle caratteristiche dei file audio alla liberatoria per i diritti.
Dopo la chiusura delle candidature scatta il primo setaccio: la Commissione musicale, presieduta da Conti, valuta in cuffia tutti i pezzi in regola. L’obiettivo è stilare una rosa di almeno 30 nomi, selezionati esclusivamente sul merito delle canzoni. Ogni ascolto diventa un viaggio dentro la personalità di chi scrive; c’è chi punta sulla forza di un inciso, chi sulla delicatezza del testo. Nessun altro criterio, né geografico né discografico, può influenzare la decisione. È la melodia, accompagnata dal timbro, a decidere chi avanza.
Dal primo ascolto alla diretta televisiva
Chi supera il vaglio iniziale viene convocato negli studi di via Asiago a Roma per un’audizione dal vivo che vale oro: da quel momento le immagini, l’interpretazione, persino la postura diventano parte integrante della valutazione. Si passa da trenta a ventiquattro candidati, un taglio netto ma necessario per garantire qualità. Il corridoio che porta alla sala prove è un alveare di speranze; c’è chi ripassa gli accordi sulla tastiera portatile e chi preferisce il silenzio, con le cuffie ben calzate.
L’avventura approda in televisione a partire dall’11 novembre, quando Rai 2 ospiterà la prima di quattro serate in seconda fascia. Sei artisti per ciascun appuntamento, in onda anche il 18 e 25 novembre, oltre al 2 dicembre, si confronteranno con il pubblico e con la stessa commissione. Solo tre per volta otterranno il via libera. È un processo quasi sportivo: performance, verdetto, abbracci o delusioni, poi di nuovo le luci che si riaccendono per il gruppo successivo. In quei cinquanta minuti di show la posta è altissima e ogni secondo sembra misurato con il cronometro dell’emozione.
Il traguardo del Casinò di Sanremo e l’Ariston
Il cerchio si stringe il 9 dicembre con la semifinale: i dodici artisti sopravvissuti si esibiscono ancora una volta, questa volta senza rete, per convincere giuria e telespettatori che meritano un posto nella serata clou. Alla fine restano in sei. È il momento in cui le voci tremano e il silenzio in platea fa più rumore di un applauso. Per loro il pass successivo significa salire sul palco del Casinò di Sanremo cinque giorni più tardi e giocarsi tutto in prima serata su Rai 1.
In quella diretta del 14 dicembre si decide il destino: i sei finalisti si sfidano a colpi di brani inediti, accompagnati da un’orchestra pronta a esaltare ogni sfumatura. Solo due riceveranno l’investitura di “Nuove Proposte” e potranno volare a febbraio verso il Teatro Ariston, dove incontreranno altri due artisti provenienti da Area Sanremo. Quattro sedie soltanto, un pubblico immenso. Per chi ce la farà, si aprirà la possibilità di farsi ascoltare dall’Italia intera durante la 76ª edizione del Festival musicale.
